Frontiers Of Interaction IV si sta avvicinando!

June 24, 2008 – 10:42 am

Frontiers Of Interaction IV

Il 1 luglio a Torino si tiene la Frontiers Of Interaction IV. Stavo probabilmente su un altro pianeta, quindi mi sono perso le prime due edizioni, ma Frontiers Of Interaction III l’anno scorso è stata la conferenza più stimolante a cui ho partecipato.

Che cosa significa la pervasività e l’ubiquità del calcolo nel mondo di oggi? Come viene trasformato il mondo dalla nostra capacità di monitorarlo ad una granularità sempre maggiore? “Welcome to the computerless world!” è uno degli slogan di Frontiers Of Interaction IV, dove lo sparire del computer nell’ambiente quotidiano, il superamento dei modelli tradizionali di personal e persino di mobile computing verranno discussi.

Il mio contributo sarà centrato sull’internet delle cose e sul ruolo di OpenSpime nell’esplorare l’impatto della legge di Metcalfe, quando le reti isolate di sensori, tradizionalmente impiegati in applicazioni industriali verticali, utilizzando un protocollo aperto e interoperabile, si trasformano in una nuova entità interconnessa: ‘The Internet Of Things’.

Iscriviti gratuitamente a Frontiers Of Interaction IV!

Accelerazione del cambiamento

June 10, 2008 – 12:57 am

Oggi parlo all’Aula Magna dell’Università di Bergamo, invitato da Eutron per il ventesimo anniversario della fondazione, di ‘Accelerazione del Cambiamento Tecnologico’, toccando i temi dei replicatori universali, cambiamento esponenziale e cambiamento di fase, e limiti dell’adattamento.

Ecco le slide della presentazione che spero di accompagnare al più presto con l’audio per un contesto migliore:

Divertente da Zelig per Monster ieri

May 29, 2008 – 5:09 pm

E’ stato forse troppo 3.0, ma non ho potuto non fare un po’ di streaming in tempo reale da Zelig ieri al lancio di ‘Monster in Advertainment‘. Ecco quindi i video fatti con Qik:

Allo Zelig per parlare di nuovo marketing

May 28, 2008 – 7:44 am

 

Qualche settimana fa ho girato allo Zelig un modulo del master ‘Monster in Advertainment‘ sui Social Network. E’ stato divertente! Stasera c’è il party di presentazione del corso: se ti interessa, vieni oggi da Zelig!

Ecco un video spoof di chi non si butta :)

La diffusione dei sistemi aperti - Spreading Openness - a Sci(bzaar)net

May 22, 2008 – 5:05 pm

Sabato scorso a Milano, sotto l’attentissima organizzazione e dall’idea originaria di Gianandrea, si è svolto l’incontro Sci(bzaar)net, dove sono intervenuto con una mia analisi. Ho elencato tre punti cardinali per l’affermazione dei sistemi aperti e come questa sia di per sè un’importante elemento dell’evoluzione dell’evoluzione!

I tre punti sono: la scienza aperta, che ho rappresentato con il tramonto dell’alchimia, la società aperta, rappresentata dalla fine della servitù della gleba e i sistemi riflessivi, che abbiamo appena cominciato esplorare.

Ecco il video e le slide dell’intervento, uniti con un sistema nuovo, che mi è stato indicato da Fabrizio e che trovo veramente utile:

<div><a href='http://www.omnisio.com'>Share and annotate your videos</a> with Omnisio!</div> <p>

Il tema di Sci(bzaar)net è di fondamentale importanza. Se non riusciamo accelerare le interazioni tra ricerca, didattica, apprendimento, innovazione, divulgazione, imprenditoria, continueremo a guardare passivamente il mondo e subire l’impatto del cambiamento senza riuscire a gestirlo.

Il formato inventato da Gianandrea che ha mescolato barcamp e PechaKucha insieme è molto interessante. Penso che possa essere riutilizzato anche per altri eventi con successo. Richiedere interventi brevi di 10 minuti, strettamente osservati, costringe alla chiarezza del messaggio. Permettere ad un numero più ampio di persone di intervenire, ma sempre con un vincolo di un numero massimo di partecipanti offre spunti variegati, ma rimanendo sul tema, e permette, con un po’ di fortuna, di sintetizzare alla fine della giornata delle conclusioni da cui successivamente ripartire.

Mondi specchio o paraverso: quando il mondo virtuale riprende il mondo reale

May 15, 2008 – 6:27 pm

I mondi online non sono solo Second Life… e le esigenze delle persone e le aziende che utilizzano le tecnologie dei mondi online possono essere molto diverse. Ho parlato con Rob Gehorsam, Presidente di Forterra, del loro prodotto, del concetto di zillionics e di come le piccole aziende possano utilizzare il metaverso (o nel loro caso il paraverso).

Luca De Biase qualche settimana fa mi ha chiesto se avevo voglia di scrivere qualche volta per l’inserto Nòva de Il Sole 24 Ore. Oggi è uscito il primo pezzo che ho scritto sui mondi specchio, mirror worlds:

Mondi specchio o paraverso: quando il mondo virtuale riprende il mondo reale

Lo sviluppo dei mondi online segue un ritmo che si può tracciare attraverso i neologismi che vengono creati per descriverne le nuove caratteristiche con l’immediatezza delle nuove parole. Questo fenomeno era già avvenuto con altri fenomeni della tecnologia, con Internet per esempio che si arricchiva negli anni passati delle espressioni ‘intranet’, o ‘extranet’ che indicano aree riservate di un sito web. I mondi online sono descritti dall’originario nome ‘metaverso’, che rappresenta il distacco e la diversità del mondo virtuale tridimensionale nel computer, dal mondo fisico della realtà che ci circonda. Infatti, è proprio la diversità dei mondi virtuali ad essere per molti una delle loro maggiori attrattive. Second Life segue questa strada, con gli arcipelaghi e i continenti delle sue simulazioni.

Una delle alternative a questo approccio è invece rappresentato dalla possibilità di rappresentare online la Terra stessa! Siamo ormai abituati alle immagini di Google Maps e di Google Earth che ad una risoluzione impressionante, qualche volta quasi inquietante, ci mostrano praticamente ogni angolo del pianeta. Oltre a poter vedere da fuori queste rappresentazioni, quei mondi online che riproducono la Terra, chiamati mondi specchio (mirror worlds) o mondi del paraverso offrono la possibilità di entrarci con l’avatar, di camminare o correre sopra di essi, con le stesse modalità di persistenza e di interazione a cui ci stiamo progressivamente abituando.

Il paraverso è utilizzato nelle applicazioni di Forterra Systems, società USA che ha ricevuto investimenti in capitali a rischio dal fondo In-Q-Tel della CIA. I computer server di oggi sono molto potenti e flessibili e anche quelli di Forterra possono accedere in modo differenziato a database che arrivano ad una definizione elevatissima nella rappresentazione del pianeta. Questi server poi, invece di essere collegati direttamente con il pubblico, possono essere installati presso le aziende, dietro le strutture di controllo delle firewall e sotto il totale controllo del personale informatico specializzato. L’insieme di queste caratteristiche, database di riferimento completi e flessibili, e installazione controllata assieme ad una grande stabilità del simulatore sono alla base della strategia di Forterra di rivolgersi alle grandi aziende per progetti che possano impiegare la tecnologia dei mondi virtuali in condizioni molto diverse da quelle che può incontrare un utilizzatore di Second Life.

I campi applicativi dei mondi specchio aziendali possono essere molto diversi, da quelli militari, e nella sanità a quelli nell’educazione e di addestramento. Ognuna di queste applicazioni necessita di una rappresentazione molto fedele dell’ambiente operativo dove il gruppo di utilizzatori deve interagire. Robert Gehorsam, Presidente di Forterra, paragona questa necessità al concetto di ‘zillionics’ coniato da Kevin Kelly, in cui quantità enormi di dati, raccolti dal mondo fisico attraverso reti di sensori, vengono gestite e rappresentate da applicativi appositamente progettati, che non solo facilitano l’interazione delle persone riproducendo nella maniera più fedele possibile l’ambiente desiderato, ma permettendo anche operazioni impossibili nel mondo fisico, come quella di ripercorrere più e più volte uno scenario, una simulazione, oppure di tornare indietro nel tempo e analizzare come si presentasse precedentemente una particolare area del mondo. Tenendo conto di questo insieme globale di rappresentazioni nello spazio e nel tempo, si arriva addirittura alla soprendente concusione che la precisione del mondo simulato diventa arbitrariamente elevata e può superare in ricchezza di dettaglio nella sequenza temporale quella del mondo fisico!

Percorrendo con una velocità soprendente il ‘hype cycle’ di Gartner, che descrive l’entusiasmo seguito inevitabilmente da un contraccolpo di delusione nell’adozione delle nuove tecnologie, i mondi virtuali si trovano oggi in una situazione invidiabile. Essendo rimasti per qualche mese lontani dai riflettori abbaglianti dell’esposizione mediatica eccessiva, hanno potuto accogliere a se coloro che credevano nelle loro potenzialità e che investivano il loro tempo e le loro risorse senza aspettarsi un ritorno immediato su questo investimento. Le persone e le società che si trovano oggi a raccogliere i frutti dei propri esperimenti e delle proprie osservazioni, lo fanno in relazione ad aspettative che non erano più irrealistiche.

La possibilità è sempre più concreta che i vantaggi della collaborazione online offerta dai mondi virtuali vengano estesi a gruppi che vanno oltre a quelli chiamati gli ‘early adopters’. Con la maturazione delle offerte software per i mondi online, dal punto di vista dell’affidabilità e gestibilità dei sistemi server, la ricchezza di strumenti per lo sviluppo di contenuti e infine la facilità di utilizzo del programa client di navigazione, le barriere alla loro adozione si abbassano e risultano più evidenti i loro vantaggi di efficienza, spontaneità, e carica emotiva ed empatica della comunicazione.

In una recente testimonianza Forterra ha presentato i risultati preliminari di un’interessante applicazione medica condotta con la società Greenleaf Medical di Palo Alto, in cui la piattaforma è stata utilizzata per confrontare adolescenti con problemi comportamentali in una serie di scenari immersivi simulati. Questi risultati mostrano come i giovani riescano interagire velocemente con i partecipanti alla simulazione, riuscendo a rispondere in modo più naturale e autentico, superando le barriere dei comportamenti schematici precedentemente utilizzati.

I mondi online sono una nuova frontiera dell’utilizzo dei computer per la comunicazione. Con la loro caratteristica immersiva, sincrona e persistente permettono di ottenere una immediatezza nella collaborazione tra gruppi geograficamente dispersi che non era possibile precedentemente e che con l’arricchimento delle offerte software sarà in grado di soddisfare esigenze sempre più ampie. Il paraverso è una delle nuove varianti per i mondi online dove le applicazioni aziendali offrono una possibilità di sperimentare i vantaggi di questi strumenti.

Current e l’evoluzione del contenuto

May 9, 2008 – 11:33 pm

L’evento del lancio di Current a Roma ieri è stato molto bello. L’entusiasmo e la passione del gruppo di Current, da Al Gore in giù, riverberava nella sala con i presenti. Per quanto Montemagno incrociasse le dita, vedere davvero la sale piena di oltre 500 persone con tanti amici (Alessio, Mafe, Funky, Giovy, Paolo, Monty, Luca, Mcc, Lee, Rob, Guido e tutt gli altri che non sto menzionando), dappertutto fotocamere, videocamere, cellulari in streaming a dimostrazione del coinvolgimento attivo dei partecipanti è stato energizzante.

Foto di Simone Brunozzi

Ci sono diverse considerazioni che vorrei fare e spero che ne avrò modo, ma partirei da una che mi è stata posta da più persone che ascoltavano Al Gore parlare di come funzionasse Current e che descriveva come negli USA sia arrivato a trasmettere video creati dalla comunità di qualità molto elevata. Perché dovrebbe aumentare la qualità, mi chiedevano le persone? In effetti, guardando quello che risulta essere la lista dei video più popolari su YouTube oggi e confrontarlo con quello che era più popolare qualche mese fa non si nota praticamente nessun cambiamento. Perché Current dovrebbe essere diverso?

E’ un po’ paradossale, ma l’evoluzione della qualità del contenuto di Current deriva dal suo legame con il palinsesto del canale video tradizionale, trasmesso via cavo in USA e via satellite in Italia. Il 30% di questo palinsesto, quindi un totale massimo di 8 ore al giorno, è composto da video creati dalla comunità. Con il passare del tempo, nell’arco di mesi o di anni, come è accaduto negli USA, si allarga la base internet dei contenuti proposti, mentre rimane fisso il vincolo della trasmissione giornaliera. Quindi se all’inizio è sufficiente un dato numero di voti positivi per entrare nella programmazione del canale, progressivamente il numero di voti necessari aumenta. Il numero dei voti rappresenta la qualità misurata dagli spettatori e quindi aumenta la qualità dei segmenti video trasmessi. Sul web questo meccanismo non può scattare proprio perché non c’è il vincolo del tempo massimo giornaliero trasmissibile. Non c’è questa risorsa limitata che fa scattare il meccanismo evolutivo.

Trovo affascinante che l’origine del meccanismo sia un legame con un mezzo tradizionale e quindi più limitato. Basandosi su questo tipo di modello quindi si potrebbe creare simili prodotti misti: un blog dove vengono votati i post e i migliori vengono stampati in un mensile dalla foliazione fissa; si votano le canzoni che poi si distribuiscono su un CD stampato ogni trimestre; ecc.

Adesso non dobbiamo fare altro che aspettare e vedere se quello che ho scritto è vero e se tra un anno o due davvero la qualità dei video su Current in Italia sarà aumentata percettibilmente!

La comunità di Current e la Crisi Climatica - la mia domanda per Al Gore

April 30, 2008 – 1:17 pm

La prossima settimana incontrerò Al Gore al lancio in Italia di Current TV, il canale televisivo di contenuti generati dagli utilizzatori. Marco Montemagno che mi ha invitato ha giustamente organizzato una votazione per trovare le domande più rilevanti, incisive e interessanti da fare ad Al che si ferma a parlare con noi per un’oretta circa.

La mia domanda, che potrò fare con vostri voti permettendo!, combina diversi interessi suoi e miei e riguarda la possibilità che una comunità ben informata possa influenzare in modo razionale il processo politico:

Le complesse informazioni relative alla Crisi Climatica possono essere usate in modo efficiente per dare corpo ad azioni concrete e politiche sensate solo se sono capite. Dalle presentazioni slideshow, alle reti distribuite di sensori intelligenti tutto concorre affinché i fatti possano essere interpretati in modo razionale e tradotti dai politici in leve legislative.

Come può la comunità di Current contribuire al meglio a questo dibattito sulla Crisi Climatica?

Le immagini volano per Interdet di Rovigo

April 30, 2008 – 11:48 am

Fabrizio Pivari mi ha invitato al quarto incontro Interdet sulla divulgazione di internet a Rovigo, ma non mi è stato possibile partecipare in persona, così ho preparato un breve video dal titolo “Le immagini volano”. Il tema era “Un’immagine meglio di 1000 parole!” e ho preso spunto da un post in inglese sul riutilizzo delle immagini di Flickr che ho scritto su input di Joi Ito per Creative Commons, descrivendo come l’applicazione delle licenze Creative Commons meno restrittive del tradizionale ‘All Right Reserved’ - ‘Tutti i diritti riservati’ - possa far volare le immagini:

Scienza, società e reti a Sci(bzaar)Net

April 20, 2008 – 10:19 am

Qual è il rapporto tra la costruzione della scienza, la ricerca, il suo insegnamento, l’educazione, e la sua divulgazione presso coloro che non la praticano attivamente, ma la cui vita ne è quotidianamente influenzata, la società allargata? Ne discuteremo a Sci(bzaar)Net il 17 maggio, in un incontro organizzato da Gianandrea Giacoma.

Ho anticipato qualche settimana fa gli argomenti di SciNet a Piergiorgio Odifreddi che li ha commentati su questa breve intervista video:

Molte persone non si rendono conto quanto la scienza abbia cambiato la nostra vita e la nostra società. Vedono soporattutto i lati negativi riportati in modo scandalistico dai media, i rischi legati alle modificazioni genetiche, le invasioni di privacy, ecc. Per esemplificare l’impatto della scienza e tecnologia uso spesso un paio di esempi:

  • L’orologio al quarzo che tutti noi abbiamo al polso utilizza i principi della meccanica quantistica per il suo funzionamento
  • I sistemi di navigazione GPS che dalle macchine stanno oggi estendendosi ai cellulari si basano sulla teoria della relatività di Einstein

Come sceglieremo di praticare la scienza oggi definirà in grande misura il tipo di società in cui vivremo domani.