L’esplosiva produzione alimentare tramite i laboratori di piante

L’esplosiva produzione alimentare tramite i laboratori di piante


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Il mondo urbanizzato può raggiungere livelli molto elevati di produttività alimentare con nuove tecniche di illuminazione e crescita che creano una grande varietà disponibile a tutti, localmente nelle città.

Viviamo in un pianeta urbanizzato. Le Nazioni Unite stimano che il 53% della popolazione mondiale vive nelle città. E questo è destinato a crescere in tutti i continenti e nazioni, dall’Africa alla Cina, compresi quelli che consideriamo già molto urbanizzati come l’Europa o la costa orientale degli Stati Uniti. Ci sono molte ragioni per questa tendenza, dalla varietà dei servizi e delle opportunità disponibili nelle città, alla situazione meno servita in molte zone rurali i cui abitanti si sentono tagliati fuori e spesso dimenticati.

Il bisogno di un controllo migliore del nostro approvvigionamento alimentare

Quando l’uragano Sandy stava per colpire New York nell’Ottobre del 2012, uno dei calcoli spaventosi che doveva essere fatto riguardava l’approvvigionamento di cibo che doveva sostenere una megalopoli di 8,5 milioni di persone. Sarebbe stato possibile mantenere la catena di fornitura ininterrotta, portando ogni giorno tutto il cibo necessario a Manhattan e i quartieri esterni? Che la risposta a questa domanda è stata tutt’altro che sicuramente positiva è dimostrato dalle foto degli scaffali vuoti dei supermercati in tutta la zona nei giorni precedenti al ​​picco della tempesta. Alla fine, pur facendo danni enormi e causando la perdita di vite umane, l’uragano non ha interrotto abbastanza a lungo la catena alimentare di New York e Manhattan per generare carestie, ma la paura fu reale, e l’allarme necessario.

Varietà a livello locale senza pesticidi

Oggi è possibile applicare tecniche di coltivazione idroponica congiunta all’illuminazione a LED, per produrre grandi quantità di verdure in un ambiente chiuso. Ci sono molte organizzazioni, come ad esempio l’olandese Plant Lab o il progetto open source italiano chiamato “Micro Experimental Growing“, che stanno facendo leva su questi sviluppi. Con micronutrienti correttamente dosati, e illuminati per la maggior parte della giornata con una miscela di frequenze luminose ottimizzate per il loro sviluppo ottimale e gli ambienti standardizzati a forma di container o più piccoli, essi non hanno bisogno di pesticidi per mantenere la sana crescita delle piante. Ogni varietà di verdure può essere coltivata, secondo le preferenze di coloro che le consumano, garantendo la disponibilità locale, e la più grande diversità dei possibili usi e valori nutrizionali.

Trasformare la coltivazione in un’attività tridimensionale

L’agricoltura oggi sta costantemente cercando di aumentare i rendimenti, ed espone le superfici coltivate ad una pressione che impoverisce il suolo. Con l’aumento della popolazione, e maggiori monocolture interconnesse, l’esaurimento degli ecosistemi è reale, e insostenibile. Giardini verticali e urbani, come descritto sopra, non solo riducono energia, acqua, e le esigenze del terreno del 90% o più per unità di materiale vegetale prodotto, ma, cosa ancora più importante, trasformano l’agricoltura da un’attività proporzionale all’area occupata a una che cresce con il volume. In alcune parti del mondo, come Fukushima, il futuro è già arrivato: la coltivazione indoor dell’insalata sta producendo milioni di unità in magazzini convertiti allo scopo.
Una versione di questo articolo è originariamente apparsa su Exponet Magazine, la pubblicazione online di Expo2015 Milano.

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