{"id":10167,"date":"2023-11-12T15:00:03","date_gmt":"2023-11-12T15:00:03","guid":{"rendered":"https:\/\/davidorban.com\/?p=10167"},"modified":"2023-11-12T15:09:56","modified_gmt":"2023-11-12T15:09:56","slug":"cultura-aperta-conversazione-con-marco-ciurcina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/davidorban.com\/it\/2023\/11\/cultura-aperta-conversazione-con-marco-ciurcina\/","title":{"rendered":"Cultura aperta &#8211; Conversazione con Marco Ciurcina"},"content":{"rendered":"\n<p>Qualche giorno fa ho fatto una conversazione con Marco Ciurcina, avvocato e attivista per i diritti digitali. Di seguito il riassunto, il video e la trascrizione rivista.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\">Riassunto<\/p>\n\n\n\n<p>David Orban intervista l&#8217;avvocato Marco Ciurcina sui temi della propriet\u00e0 intellettuale e della cultura aperta.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Marco spiega di occuparsi principalmente di diritto informatico, propriet\u00e0 intellettuale e privacy. Racconta la sua passione per la tecnologia fin dagli anni &#8217;90 con la nascita di internet.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Si parla poi di software libero e open source, delle differenze tra le due filosofie e del loro impatto sulla cultura. Si discute delle licenze GPL create da Richard Stallman e del progetto Creative Commons di Lawrence Lessig per promuovere la cultura libera.<\/p>\n\n\n\n<p>David fa degli esempi concreti di limitazioni ai diritti di propriet\u00e0 intellettuale che secondo lui danneggiano la diffusione della cultura, come il divieto di fare foto nei musei o la complessit\u00e0 burocratica per la musica dal vivo nei locali.<\/p>\n\n\n\n<p>Si affronta poi il tema dell&#8217;intelligenza artificiale generativa e di come questa tecnologia stia creando un&#8217;esplosione di contenuti creativi, sollevando interrogativi sui diritti d&#8217;autore. Marco spiega la normativa europea che regola l&#8217;utilizzo di opere protette per addestrare i sistemi di AI.<\/p>\n\n\n\n<p>Infine si discute dei vantaggi dell&#8217;open source rispetto ai sistemi di AI proprietari, e dell&#8217;approccio proposto dal ricercatore Max Tegmark per gestire in modo responsabile lo sviluppo dell&#8217;intelligenza artificiale.<\/p>\n\n\n\n<p>In sintesi, un confronto approfondito su come trovare un equilibrio tra protezione della propriet\u00e0 intellettuale e promozione della cultura aperta e accessibile a tutti.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<div class=\"epyt-video-wrapper\"><iframe  id=\"_ytid_61301\"  width=\"480\" height=\"270\"  data-origwidth=\"480\" data-origheight=\"270\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/CXJJv9IVVUk?enablejsapi=1&#038;autoplay=0&#038;cc_load_policy=0&#038;cc_lang_pref=&#038;iv_load_policy=1&#038;loop=0&#038;rel=0&#038;fs=1&#038;playsinline=0&#038;autohide=2&#038;theme=dark&#038;color=red&#038;controls=1&#038;disablekb=0&#038;\" class=\"__youtube_prefs__  epyt-is-override  no-lazyload\" title=\"YouTube player\"  allow=\"fullscreen; accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen data-no-lazy=\"1\" data-skipgform_ajax_framebjll=\"\"><\/iframe><\/div>\n<\/div><figcaption class=\"wp-element-caption\">Marco Ciurcina e la Open Culture &#8211; Qual \u00e8 la domanda live #25<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\">Trascrizione revisionata<\/p>\n\n\n\n<p>David:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Benvenuto Marco! Magari presentati un po&#8217; questo prefisso minaccioso di avvocato, cosa rappresenta nel tuo nome per chi non ti conoscesse e non abbia avuto modo di eseguire il tuo lavoro.<\/p>\n\n\n\n<p>Marco:<\/p>\n\n\n\n<p>Sono un avvocato. Professo l&#8217;avvocatura, perch\u00e9 essere avvocato \u00e8 forse qualcosa di pi\u00f9 che solo fare un mestiere. Qualche giorno fa con alcuni amici si parlava della diminuzione di vocazioni all&#8217;avvocatura, no? C&#8217;\u00e8 una vocazione, una passione per il diritto, per la giustizia che unisce la comunit\u00e0 degli avvocati. Come avvocato io mi occupo di una percentuale direi importante, sicuramente prevalente, non direi esclusiva comunque, di tre cose IT, IP e privacy, per dirla in maniera semplice. Quindi nuove tecnologie, ho seguito nella mia vita tutta la parabola dell&#8217;internet, perch\u00e9 ho iniziato negli anni 90, quindi ho iniziato a occuparmi di tecnologia appena uscito dall&#8217;universit\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Mi ricordo che poi \u00e8 iniziata cos\u00ec perch\u00e9 uscendo dall&#8217;universit\u00e0 mi conoscevano come quello che sapeva un po&#8217; di pi\u00f9 degli altri di tecnologia, di computer, di cose strane e quindi ho iniziato cos\u00ec, essendo coinvolto in attivit\u00e0 in questo modo qua. Poi c&#8217;\u00e8 stata tutta la stagione della bolla degli anni 2000, la prima onda delle start up, poi ci sono state altre onde, comunque mi occupo quindi di IT, di aziende che si occupano di IP \u00e8 la sigla sintetica, anche se non mi piace l&#8217;espressione, propriet\u00e0 intellettuali, per dirla in maniera semplice.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Quindi nuove tecnologie, ho seguito nella mia vita tutta la parabola dell&#8217;internet, perch\u00e9 ho iniziato negli anni 90, quindi ho iniziato a occuparmi di tecnologia appena uscito dall&#8217;universit\u00e0. Mi ricordo che poi \u00e8 iniziata cos\u00ec perch\u00e9 uscendo dall&#8217;universit\u00e0 mi conoscevano come quello che sapeva un po&#8217; di pi\u00f9 degli altri di tecnologia, di computer, di cose strane e quindi ho iniziato cos\u00ec, essendo coinvolto in attivit\u00e0 in questo modo qua.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Poi c&#8217;\u00e8 stata tutta la stagione della bolla degli anni 2000, la prima onda delle start up, poi ci sono state altre onde, comunque mi occupo quindi di IT, di aziende che si occupano di IP \u00e8 la sigla sintetica, anche se non mi piace l&#8217;espressione, propriet\u00e0 intellettuali, per dirla in maniera semplice. Quindi nuove tecnologie, ho seguito nella mia vita tutta la parabola dell&#8217;internet, perch\u00e9 ho iniziato negli anni 90, quindi ho iniziato a occuparmi di tecnologia appena uscito dall&#8217;universit\u00e0. Mi ricordo che poi \u00e8 iniziata cos\u00ec perch\u00e9 uscendo dall&#8217;universit\u00e0 mi conoscevano come quello che sapeva un po&#8217; di pi\u00f9 degli altri di tecnologia, di computer, di cose strane e quindi ho iniziato cos\u00ec, essendo coinvolto in attivit\u00e0 in questo modo qua.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Poi c&#8217;\u00e8 stata tutta la stagione della bolla degli anni 2000, la prima onda delle start up, poi ci sono state altre onde, comunque mi occupo quindi di IT, di aziende che si occupano di IP \u00e8 la sigla sintetica, anche se non mi piace l&#8217;espressione, propriet\u00e0 intellettuali, per dirla in maniera semplice. Quindi nuove tecnologie, ho seguito nella mia vita tutta la parabola dell&#8217;internet, perch\u00e9 ho iniziato negli anni 90, quindi ho iniziato a occuparmi di tecnologia appena uscito dall&#8217;universit\u00e0. Mi ricordo che poi \u00e8 iniziata cos\u00ec perch\u00e9 uscendo dall&#8217;universit\u00e0 mi conoscevano come quello che sapeva un po&#8217; di pi\u00f9 degli altri di tecnologia, di computer, di cose strane e quindi ho iniziato cos\u00ec, essendo coinvolto in attivit\u00e0 in questo modo qua.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Poi c&#8217;\u00e8 stata tutta la stagione della bolla degli anni 2000, la prima onda delle start up, poi ci sono state altre onde, comunque mi occupo quindi di IT, di aziende che si occupano di IP \u00e8 la sigla sintetica, anche se non mi piace l&#8217;espressione, propriet\u00e0 intellettuali, per dirla in maniera semplice. Quindi nuove tecnologie, ho seguito nella mia vita tutta la parabola dell&#8217;internet, perch\u00e9 ho iniziato negli anni 90, quindi ho iniziato a occuparmi di tecnologia appena uscito dall&#8217;universit\u00e0. Mi ricordo che poi \u00e8 iniziata cos\u00ec perch\u00e9 uscendo dall&#8217;universit\u00e0 mi conoscevano come quello che sapeva un po&#8217; di pi\u00f9 degli altri di tecnologia, di computer, di cose strane e quindi ho iniziato cos\u00ec, essendo coinvolto in attivit\u00e0 in questo modo qua.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi c&#8217;\u00e8 stata tutta la stagione della bolla degli anni 2000, la prima onda delle start up, poi ci sono state altre onde, comunque mi occupo quindi di IT, di aziende che si occupano di IP \u00e8 la sigla sintetica, anche se non mi piace l&#8217;espressione, propriet\u00e0 intellettuali, per dirla in maniera semplice. Quindi nuove tecnologie, ho seguito nella mia vita tutta la parabola dell&#8217;internet, perch\u00e9 ho iniziato negli anni 90, quindi ho iniziato a occuparmi di tecnologia appena uscito dall&#8217;universit\u00e0. Mi ricordo che poi \u00e8 iniziata cos\u00ec perch\u00e9 uscendo dall&#8217;universit\u00e0 mi conoscevano come quello che sapeva un po&#8217; di pi\u00f9 degli altri di tecnologia, di computer, di cose strane e quindi ho iniziato cos\u00ec, essendo coinvolto in attivit\u00e0 in questo modo qua.<\/p>\n\n\n\n<p>David:&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ti faccio una domanda, grazie per aver dato questa inquadratura utile e che collega naturalmente la tua professione al tema di cui parliamo oggi. I diritti di propriet\u00e0 intellettuale appartengono in modo vario, differenziato a persone o ad aziende e qualche volta e la societ\u00e0, il legislatore o i tribunali possono influenzare qual \u00e8 il bilancio e quali sono i rapporti che emergono di conseguenza alle loro decisioni tra queste diverse parti nel gioco. E la ragione per cui metto evidenza su questo e dell&#8217;interazione che c&#8217;\u00e8 fra di loro \u00e8 che, se la societ\u00e0 non ha un&#8217;interazione, non si pu\u00f2 decidere se si deve o no. E&#8217; un&#8217;interazione che non \u00e8 una interazione che si pu\u00f2 decidere se si deve o no.<\/p>\n\n\n\n<p>E perch\u00e9 penso che in molte persone non c&#8217;\u00e8 una sufficiente percezione chiara del fatto che le leggi e i diritti che queste leggi proteggono, interpretano, sostengono, promuovono non sono fissi. N\u00e9 le leggi n\u00e9 i diritti. E che vale la pena magari di andare un po&#8217; alla radice della ragione per cui li abbiamo formulati in un certo modo, per poi chiederci se la loro interpretazione attuale \u00e8 valida e se corrisponde agli obiettivi che abbiamo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Faccio un esempio per rendere concreta l&#8217;invito al tuo approfondimento. Il diritto d&#8217;autore \u00e8 nato per promuovere la creativit\u00e0 e l&#8217;arte nella societ\u00e0 intera per un periodo limitato in modo che il detentore del diritto d&#8217;autore potesse trarne giovamento, sfruttandolo in una maniera commerciale o in qualunque modo. Ma era limitato proprio perch\u00e9, quando \u00e8 stato stabilito, si vedeva il vantaggio della diffusione dei prodotti protetti dal diritto d&#8217;autore nella societ\u00e0 intera, mentre, pare a me, oggi siamo all&#8217;estremo opposto, dove il vantaggio che \u00e8 arriva alla societ\u00e0 \u00e8 quasi dimenticata o se non \u00e8 dimenticata \u00e8 cos\u00ec difficile da adoperare che le persone non si rendono neanche conto che quella era la nascita originaria, quelli erano gli obiettivi originali dell&#8217;arricchimento della societ\u00e0 intera, non dell&#8217;arricchimento dei detentori dei diritti d&#8217;autore.<\/p>\n\n\n\n<p>Marco:<\/p>\n\n\n\n<p>Guarda, mi tocchi un tema che mi sta molto a cuore, perch\u00e9 su come cambia il diritto, occupandomi di questi temi, avendo a cuore i valori, l&#8217;idea della cultura aperta, perch\u00e9 \u00e8 un&#8217;altra cosa che io sono molto attivo, sono stato per la tutela dei diritti fondamentali la storia del conflitto che si \u00e8 generato intorno al modo in cui funzionava e veniva interpretato il diritto d&#8217;autore in particolare, ma anche altri set normativi come i diritti brevettuali, di fronte all&#8217;arrivo di Internet, la diffusione di Internet ci ha trovato un ci ha fatto scoprire che c&#8217;era un diritto che su internet non funzionava bene, il diritto d&#8217;autore particolare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Allora il diritto d&#8217;autore per molti anni \u00e8 stato vissuto in maniera ostile da chi era autore. Eh fautore e promotore dell&#8217;idea della della della della conoscenza aperta. Il problema ehm il problema \u00e8 il modo in cui evolvono i set normativi rispetto all&#8217;evoluzione dei set normativi eh sono In particolare per il diritto d&#8217;autore sono chiaramente in azione due metamodelli, la regulatory competition, cio\u00e8 la competizione regolatoria, il diritto d&#8217;autore nasce nel 1710 con lo statuto d&#8217;Anna in Gran Bretagna, velocemente gi\u00e0 alla fine dell&#8217;Ottocento era gi\u00e0 diffuso in moltissimi paesi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 funzionava, risolveva dei problemi. Quindi si \u00e8 attivato un meccanismo di competizione regolatoria negli altri paesi, si \u00e8 visto che il diritto d&#8217;autore funzionava. Adesso ricordo solo alcuni episodi. In Francia il gran fautore del diritto d&#8217;autore era Vittor Grosso. Da noi in Italia un grande promotore del diritto d&#8217;autore era Manzoni, c&#8217;\u00e8 una causa famosa di Manzoni che tenta di ottenere protezione in Toscana.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il promessi sposi \u00e8 stato pubblicato all&#8217;inizio a fascicoli a Milano su un giornale e poi \u00e8 diventato famosissimo perch\u00e9 ha avuto un grandissimo seguito e quindi ha iniziato a pubblicare libri, per\u00f2 in Toscana glielo pubblicavano senza riconoscergli nulla, quindi c&#8217;\u00e8 stata una famosa causa per questo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il diritto d&#8217;autore nasce come diritto per proteggere il pubblico. Gli artisti, i creativi e ha funzionato decentemente fin quando il mondo funzionava in un certo modo. Poi \u00e8 arrivato internet e ci siamo trovati con qualcosa che non andava pi\u00f9 bene, che c&#8217;era. E l\u00ec opera un altro metamodello che viene definito la path dependency, cio\u00e8 la dipendenza dal percorso.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Cosa interessante \u00e8 che il diritto d&#8217;autore, come accennavi tu, nasce come diritto che durava poco, 10 anni, 14 anni, le durate iniziali del diritto d&#8217;autore erano quest&#8217;ordine di grandezza, la durata del diritto d&#8217;autore nelle prime leggi, poi per\u00f2 \u00e8 sempre aumentato, quando \u00e8 arrivata la convenzione di Berna, nel 1989, la durata \u00e8 sempre aumentata, se con 1800, non mi ricordo se 86 o 89, adesso non ricordo l&#8217;anno esatto, comunque nella convenzione di Berna si prevede che la prima volta che si avvicina alla Corte di Stato Altra cosa interessante, perch\u00e9 il diritto d&#8217;autore \u00e8 uno dei diritti, il diritto d&#8217;autore brevetti nei quali&#8230; lo spazio nel quale si genera per primo, diciamo prima che in altri ambiti, il fenomeno della regolazione internazionale, ovvio perch\u00e9 il diritto d&#8217;autore in un paese solo non serve a niente se non hai protezione anche in altri paesi, le opere immateriali circolano rapidamente quindi questo ha prodotto una spinta importante alla regolazione uniforme a livello globale.<\/p>\n\n\n\n<p>E nella Convenzione di Berna si prevedeva la durata minima, la Convenzione di Berna contiene alcune regole uniformi che devono essere rispettate in tutti i paesi che aderiscono alla Convenzione, che oggi sono praticamente tutti, si prevedeva una durata minima di 50 anni, oggi il diritto d&#8217;autore da noi in Europa dura 70 anni, la durata del diritto d&#8217;autore \u00e8 di 70 anni. Fino alla fine del settantesimo anno dopo la morte dell&#8217;autore. Quindi \u00e8 pi\u00f9 di settant&#8217;anni. Negli Stati Uniti anche di pi\u00f9, ci sono casi nei quali il diritto d&#8217;autore \u00e8 stato esteso oltre, c&#8217;\u00e8 un famoso atto normativo dei primi anni 2000, il Mickey Mouse Act lo chiamavano, \u00e8 stato chiamato il Sonny Bono Act, per\u00f2 \u00e8 stato ribattezzato Mickey Mouse Act perch\u00e9 stavano scadendo i diritti su Topolino e quindi un incentivo a prodotto come effetto l&#8217;allungamento della durata del diritto d&#8217;autore.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La path dependency, quindi la dipendenza dal percorso, \u00e8 molto difficile tornare indietro, adesso si dice che il diritto d&#8217;autore dura troppo, non va bene, dovrebbe durare di meno, come fai a tornare indietro? \u00c8 impossibile, perch\u00e9? Perch\u00e9 uno dei principi, almeno in Italia, ma penso in molti paesi del mondo, \u00e8 quello dei cosiddetti diritti quesiti. Una volta che tu hai un diritto non ti si pu\u00f2 togliere, ti si deve indennizzare se ti si toglie un diritto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Quindi ridurre la durata del diritto d&#8217;autore oggi potremmo farlo, ma con effetto tra molti anni, non a meno di decidere di risarcire tutti gli autori per la riduzione della durata dei loro diritti. Una volta che un diritto c&#8217;\u00e8, una volta che un framework giuridico c&#8217;\u00e8, poi \u00e8 complicato modificarlo, quindi devi giocare con quello che hai e cercare di intervenire nel correggere. Fin dove puoi, perch\u00e9 poi in ambito nazionale devi comunque rispettare i trattati internazionali.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La Convenzione di Berna crea delle rigidit\u00e0 al modo in cui si pu\u00f2 intervenire sul diritto d&#8217;autore per tutti i paesi che ne sono a Mendi. In Europa abbiamo ancora pi\u00f9 rigidit\u00e0 perch\u00e9 abbiamo tutte le direttive comunitarie che reggono il diritto d&#8217;autore e quindi a livello nazionale. L&#8217;ambito di intervento \u00e8 molto limitato, cio\u00e8 ci puoi muovere rispettando, quindi la path dependency, il percorso condiziona il modo in cui evolvono le cose nel futuro. Da sempre partire da dove siamo oggi.<\/p>\n\n\n\n<p>David:<\/p>\n\n\n\n<p>Un intervento di hackeraggio geniale rispetto a come fa a risolvere le cose \u00e8 stato fatto da Richard Stallman con le licenze gpl e non ci soffermiamo su quello perch\u00e9 avremo una persona che parler\u00e0 di software open source e sicuramente ne parleremo con lui, \u00e8 un analogo a che raggio? Geniale \u00e8 stato fatto da Larry Lessig con Creative Commons, che in una maniera meno virale, meno impositiva, forse, almeno secondo me, ha fatto s\u00ec che in presenza di di legislazione protettiva dei diritti d&#8217;autore, un autore potesse associare alle sue opere delle licenze con dei permessi molto pi\u00f9 disponibili, molto pi\u00f9 aperti, se desiderava che queste opere circolassero nella massima maniera possibile.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Invece di dover negoziare individualmente ogni accordo in assenza di queste licenze che Creative Commons permette di associare alle opere. Parlando quindi di metamodelli e questo delle GPL, delle licenze software, o di Creative Commons per i copyright. Possono essere degli esempi che ispirano per creare condizioni perch\u00e9 la cultura aperta si possa propagare, si possa rafforzare invece di progressivamente restringersi anche a causa della dipendenza dei percorsi che hai menzionato?<\/p>\n\n\n\n<p>Marco:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Mi piace molto la definizione che hai dato della licenza GPL come hackeraggio, perch\u00e9 concordo, \u00e8 stata un&#8217;idea geniale, secondo me Richard Stallman che era un grandissimo bravissimo sviluppatore, dicono che avesse una rapidit\u00e0 straordinaria, per me la cosa pi\u00f9 geniale che ha fatto \u00e8 la licenza GPL che \u00e8 un lavoro da avvocato, l&#8217;ha fatto con degli avvocati che l&#8217;hanno aiutato.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Diversi nel tempo, c&#8217;\u00e8 un avvocato che l&#8217;ha aiutato per la versione 1, poi un altro nella versione 2, per\u00f2 \u00e8 proprio un hacking, \u00e8 una creazione divertente. E le licenze di software libero, come le chiama Stallman, Io da attivista preferisco quel modo di chiamare le licenze di software libero invece che open source che \u00e8 una creazione, un modo di chiamarle che \u00e8 arrivato parecchi anni dopo nel secondo mese del 1990 e comunque quel modello, quella cosa l\u00ec, le licenze libere di software, funzionavano perch\u00e9 ormai a fine anni 90, primi anni 2000, si vedeva che c&#8217;era qualcosa che stava funzionando e quindi l&#8217;ESIG con altri hanno avuto l&#8217;idea di provare a creare delle licenze applicabili ad altri artefatti che non fossero il software.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Quindi hanno creato le licenze Creative Commons. C&#8217;\u00e8 per\u00f2 una differenza importante secondo me che vale la pena mettere a fuoco parlando di licenze di software libero e licenze Creative Commons. Il software libero ha come obiettivo la libert\u00e0 dell&#8217;utente, quindi l&#8217;obiettivo delle licenze di software libero \u00e8 dare libert\u00e0 all&#8217;utente.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Le licenze Creative Commons invece sono licenze che hanno come obiettivo quello di dare libert\u00e0 al creativo, al creatore dell&#8217;opera e quindi gli offrono un ventaglio di licenze. Le licenze Creative Commons Public Licenses sono sei che si articolano scegliendo tra tre attributi non opere derivate, share alike e non share alike. Non commercial. Mettendo o non mettendo questi attributi si formano le diverse possibili licenze creative commons, con l&#8217;avvertenza che le licenze sono 6 perch\u00e9 due attributi share alike e non commercial. Non sono compatibili tra di loro, quindi quei due attributi l\u00ec danno tre opzioni, non c&#8217;\u00e8 niente, c&#8217;\u00e8 no derivative e c&#8217;\u00e8 shera light. Non commercial, o c&#8217;\u00e8 o non c&#8217;\u00e8, 3&#215;2, ecco qua, le 6 possibili licenze Creative Commons.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Che per\u00f2 sono licenze pensate per dare al creatore, all&#8217;artista, la possibilit\u00e0 di scegliere quello che pi\u00f9 gli aggrada, no? Voglio concedere la facolt\u00e0 di utilizzare anche per scopo commerciale, oppure no, no, possono fare opere derivate, non possono farle, s\u00ec, per\u00f2 solo se distribuiscono secondo i termini della stessa licenza.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Per\u00f2 queste appunto rispondono a un obiettivo etico diverso da quello del software libero. Tanto \u00e8 vero che a un certo punto un gruppetto di persone si invent\u00f2 la definizione di software libero. Free Cultural Work, opera creativa libera, e a seguito di valutazioni giunsero alla conclusione che delle licenze Creative Commons solo due sono licenze che soddisfano la definizione di Free Cultural Work, e cio\u00e8 la licenza Attribution e la licenza Attribution Sharealike, quindi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Infatti anche nel progetto Creative Commons uno pu\u00f2 utilizzare i tool che ci sono a disposizione e scegliere la licenza che gli piace di pi\u00f9 e se sceglie una di queste due licenze trover\u00e0 che \u00e8 anche una licenza compatibile con la definizione di opera culturale libera. Se usano una delle altre licenze, no. Quindi questa \u00e8 una differenza importante parlando di licenze di software e di licenze Creative Commons.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Un&#8217;altra cosa importante da dire, secondo me, \u00e8 che le licenze Creative Commons non sono le uniche licenze di opere diverse dal software disponibili. Nelle prime, perch\u00e9, allora, famosa, antica licenza di opere diverse dal software era la Free Documentation License creata per il progetto GNU, per la documentazione del progetto GNU, che infatti \u00e8 stata la prima licenza adottata da Wikipedia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Quando ancora non c&#8217;erano le Creative Commons, o comunque non erano cos\u00ec famose, Wikipedia nasce adottando la Free Documentation License. Poi, successivamente ha fatto switch verso le licenze Creative Commons grazie anche a una collaborazione che \u00e8 stata fatta tra, si \u00e8 creato, adesso non entro nei dettagli, un processo di facile migrazione dall&#8217;una all&#8217;altra con la nuova versione della. Della Blue Free Documentation License che si \u00e8 applicata a Wikipedia, etc. Questa \u00e8 una storia per\u00f2 un po&#8217; di dettaglio.<\/p>\n\n\n\n<p>David:<\/p>\n\n\n\n<p>Vorrei concretizzare per chi ci segue quello di cui parliamo citando due o tre situazioni magari io interpreto in una maniera troppo restrittiva e non \u00e8 vero che la situazione \u00e8 cos\u00ec tragica come pare a me, mi dirai tu.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Sono le restrizioni all&#8217;attivit\u00e0 delle persone private, individuali, nella loro vita quotidiana o nella loro esistenza da turisti. \u00c8 l&#8217;impossibilit\u00e0 di, per esempio, fare la foto in una chiesa ad una scultura o ad un affresco di 500 anni fa, dove magari l&#8217;autore fosse vivo, vorremmo Michelangelo e Leonardo potessero vivere 430 anni. Ma sono passati ben pi\u00f9 di 70 anni dalla loro morte, eppure ti trovi l\u00e0. Guardia di turno che dice no non puoi fare le fotografie e tu gli chiedi ma perch\u00e9 perch\u00e9 sono opere protette e tu gli dici no secondo il mio orologio non sono protette e il meglio che riesci fare \u00e8 di fargli dire che sono protette perch\u00e9 cos\u00ec tu devi comprare le cartoline e quindi la ragione della loro protezione \u00e8 che cos\u00ec vendono le cartoline e io ho raramente resisto da litigare, arrivando anche al punto di dirgli che non c&#8217;\u00e8 nessun problema, chiamiamo i carabinieri, che naturalmente a Relando non \u00e8 che aiuterebbero a chiarire la situazione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Marco:<\/p>\n\n\n\n<p>S\u00ec, allora una precisazione diciamo, i beni culturali non sono protetti dal diritto d&#8217;autore perch\u00e9 ovviamente quando Michelangelo \u00e8 morto da un po&#8217; d&#8217;anni era un po&#8217; stato longevo ma oramai sono passati pi\u00f9 di 70 anni da quando \u00e8 morto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;Italia e pochi altri paesi, la Grecia, l&#8217;Egitto, hanno creato un altro diritto che in Italia si chiama diritto sui beni culturali. Diventato e disciplinato agli articoli centosei seguenti del codice di beni culturali. \u00c8 un diritto molto controverso, molto discutibile.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In questi giorni eh c&#8217;\u00e8 stata una vicenda decisamente divertente che \u00e8 finita anche in qualche servizio insomma in televisione ma comunque ci sono molti sullo spiffero, se cerchi trovi, di un&#8217;archeologa di Padova che ha vissuto una vicenda paradossale, l&#8217;ha raccontata nei dettagli, perch\u00e9 lei cosa ha fatto?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Lei ha scritto un articolo in una rivista no profit, un articolo scientifico, un archeologa, quindi un articolo di natura archeologica, ha fatto le foto ad alcuni beni culturali e ha chiesto l&#8217;autorizzazione a riprodurre queste foto che ha fatto lei, che riproducono dei beni culturali, nell&#8217;articolo sulla rivista dei Bambini. Non profit, una rivista senza scopo di lucro, \u00e8 passata attraverso un processo burocratico che lo descrive come lunghe e-mail, risposta, domanda, risposta, ping pong e ha pagato poi due euro di diritti che le hanno consentito di pagare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il ministero ha guadagnato due euro ma ha speso non so quante centinaia ma certamente molte decine di euro di lavoro per le persone che hanno gestito la pratica eh questo perch\u00e9? Perch\u00e9 \u00e8 uscito da poco un nuovo decreto che modifica le interpretazioni precedenti del quadro normativo applicabile e complicando la vita a chi deve pubblicare degli articoli, come \u00e8 successo a questa archeologa che si chiama Piergiovanna Grossi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco, per\u00f2 \u00e8 anche giusto dire una cosa, che questo quadro normativo, proprio perch\u00e9 controverso, assurdo, limitante oggi, \u00e8 stato nel tempo modificato diverse volte, quindi all&#8217;articolo 108 oggi sono previste alcune eccezioni, quindi in linea di principio, se io vado in un museo e faccio una foto e posto la mia foto dove voglio io, ma senza scopo di lucro, nessuno mi dovrebbe dire niente.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Opera forse qualcosa di diverso dal quadro normativo di cui stiamo parlando, che tra l&#8217;altro si applica solo ad alcuni enti pubblici, quindi non a tutti i beni culturali, ma i beni in custodia di alcune categorie di enti pubblici. Quindi cosa succede nella chiesa nella quale ti impediscono di fare la foto? Probabilmente si esercita un diritto, direi, contrattuale, cio\u00e8 se vuoi entrare, questo \u00e8 il biglietto, entri, tra le condizioni c&#8217;\u00e8 quella di non fare foto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In effetti oggi in molti musei \u00e8 pi\u00f9 facile che si venga autorizzati a fare foto. Che possono impedire di usare flash per non danneggiare i beni, questo \u00e8 ovviamente ragionevole, per\u00f2 diciamo che le norme oggi rendono un po&#8217; pi\u00f9 facile l&#8217;attivit\u00e0 del pubblico che vuole fare una foto, mandarla agli amici o a chi gli piace.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Quindi da una parte c&#8217;\u00e8 questo setto normativo, articoli 106, 108 del decreto del PD, ma da codice dei beni culturali. Dall&#8217;altra ci possono essere divieti ulteriori che hanno natura meramente contrattuale, ma comunque non stiamo parlando di diritto d&#8217;autore. Ecco, questo, questo, e vabb\u00e8 mi fermo qua perch\u00e9&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>David:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La ragione per cui ho fatto questo esempio \u00e8 proprio perch\u00e9 musei o nazioni a mio avviso in grado di capire dove sta andando il mondo, dando il benvenuto alle fotografie amatoriali di turisti e di appassionati che non fanno altro che fare pubblicit\u00e0 a quel particolare luogo o a quella particolare nazione affinch\u00e9 altri turisti vengano. E l&#8217;Italia potrebbe approfittarne che \u00e8 orgogliosissima delle sue opere d&#8217;arte ma in termini di ricavi dal turismo \u00e8 indietro alla Francia, indietro alla Spagna e quindi dovrebbe darsi da fare con tutti i mezzi possibili inclusi \u00e8 quello di farsi fotografare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il secondo esempio riguarda quello che penso ancora molti ricordano e si immaginano ancora essere del monopolio della SIAE, che non \u00e8 pi\u00f9 un monopolio da diversi anni, ma quello che io definisco la strage che ha fatto dell&#8217;arte spontanea italiana della musica dal vivo che non si sente da nessuna parte in Italia, al di fuori dei concerti organizzati, non esiste che tu vai in un bar e c&#8217;\u00e8 in un angolo allestito un palchetto dove tutte le sere musicisti vanno a suonare proprio perch\u00e9&#8230; la cosa era talmente burocratica e talmente pesante che si faceva prima a non farlo, ecco questo al momento, nonostante quel monopolio non ci sia pi\u00f9, non ha avuto degli effetti, non ho visto un fiorire di musica dal vivo nei locali italiani, confrontandolo con altre nazioni dove effettivamente la musica dal vivo \u00e8 quasi universale.<\/p>\n\n\n\n<p>Marco:<\/p>\n\n\n\n<p>Ma allora, se posso dire la mia, il venir meno del monopolio forse \u00e8 complicato, perch\u00e9 oggi quando fai un concerto dal vivo&#8230; ti vengono a cercare non solo quelli della Siae ma anche gli altri titolari, le altre societ\u00e0 di gestione collettiva, diversi casi che potrei raccontare ma meglio di no.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Allora, la cosa che posso dire \u00e8 che la procedura \u00e8 sinceramente pi\u00f9 sempliciotta di qualche anno fa, oggi si riesce a fare anche online. Bisogna solo sapere che quando si organizza un evento con musica bisogna corrispondere i diritti ai titolari dei diritti d&#8217;autore sulla musica che viene riprodotta. Quasi giusto, ma dovuto anche negli altri paesi, non \u00e8 che negli altri paesi non siano dovuti i diritti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Quindi adesso non so esprimere un giudizio rispetto al fatto che in Italia sia pi\u00f9 caro che in altri paesi. Perch\u00e9 non conosco le tariffe degli altri paesi.<\/p>\n\n\n\n<p>David:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Adesso \u00e8 un po&#8217; che non ho verificato, per\u00f2 mi ricordo quando con una delle mie societ\u00e0 vent&#8217;anni fa si vendeva software. E si doveva andare alla CIA a comprare gli adesivi da appiccicare alle confezioni che dimostrassero la loro originalit\u00e0 per proteggere me contro i pirati e io non potevo dirgli \u201csenti, non mi proteggere va bene lo stesso\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Io so che le confezioni che porto io da vendere ai negozi sono originali, non c&#8217;\u00e8 bisogno di tutta questa complicazione. Evidentemente non si poteva. E se tu mi dici che adesso la registrazione&#8230; e il corrispondente pagamento dei diritti d&#8217;autore di una musica dal vivo \u00e8 semplice, mi fa molto piacere, magari lo tester\u00f2, magari suoner\u00f2 composizioni mie, magari suoner\u00f2 qualcosa che non \u00e8 nemmeno depositato.<\/p>\n\n\n\n<p>Permetto di chiunque registrare, rubare perch\u00e9 lo associo con una licenza Creative Commons zero, che \u00e8 la settima, mettendolo nel pubblico dominio. E quando si presenteranno gli ispettori a questo punto non solo della SIAE, ma anche delle agenzie alternative. Per rompere le scatole al barista che mi permette di fare l&#8217;esperimento, loro mi chiederanno di dimostrare che non c&#8217;\u00e8 bisogno della registrazione corrispondente, che \u00e8 una evidente impossibilit\u00e0, soprattutto se mi mettessi a improvvisare, perch\u00e9 non so n\u00e9 suonare n\u00e9 cantare, quindi figurati.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Sto insistendo su questo perch\u00e9 non solo parliamo evidentemente dei ricavi di cantautori che hanno raggiunto il successo e che meritano. Di ricevere i pagamenti delle royalty, delle canzoni che li hanno resi famosi e che fanno s\u00ec che le persone che ascoltano musica chiedano che quelle canzoni vengano suonate. Ma parliamo anche di opportunit\u00e0 di crescita di nuovi artisti, di nuovi talenti, di nuova cultura che devono poter fiorire con il minimo sforzo possibile, perch\u00e9 gi\u00e0 fanno fatica in mille maniere e la burocrazia \u00e8 quella di cui proprio non hanno bisogno perch\u00e9 non \u00e8 quella che fa crescere l&#8217;arte.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ed \u00e8 qui che io vorrei ci fosse una migliore percezione dei pro e dei contro nei quadri normativi di come proteggono quelli che devono guadagnare e tenersi in piedi nonch\u00e9 tutte le infrastrutture che si portano dietro con le royalties e quelli invece che dicono no, io mi sento, voglio solo creare, voglio solo creare cultura.<\/p>\n\n\n\n<p>Marco:<\/p>\n\n\n\n<p>S\u00ec, condivido ma non lo so. Speriamo che le cose vadano meglio in futuro. La burocrazia \u00e8 lenta per definizione, per\u00f2 negli ultimi anni si sta imparando ad usare sistemi digitali anche per la burocrazia. Credo ci voglia ancora un po&#8217; di&#8230; di cultura di come si fanno le cose in modo semplice.<\/p>\n\n\n\n<p>David:<\/p>\n\n\n\n<p>Che spesso non \u00e8 facile, ci sono aziende che spendono miliardi per cercare di farle cose semplici e facili, per chi farle complicate, raffazzonate \u00e8 anche pi\u00f9 facile.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Faccio un&#8217;altra domanda perch\u00e9 appassionati di informatica il nostro istinto \u00e8 quello di dire no no ma la soluzione c&#8217;\u00e8 ci sar\u00e0 e sar\u00e0 tecnologica perch\u00e9 io ho esperienza personale di quanto i sistemi di marchiatura automatica dei pezzi musicali possano da una parte funzionare male o essere a loro volta abusati, perch\u00e9 il mio canale YouTube ha ricevuto segnalazioni di violazione di diritto d&#8217;autore rispetto alle musiche che utilizzo, per esempio da parte di un gruppo musicale vietnamita che ha registrato le proprie canzoni che includevano gli effetti sonori standard inclusi nei pacchetti di editing video e avendo io utilizzato quegli effetti sonori la stupida piattaforma non essendo in grado di seguire un ragionamento di buon senso ha detto Davide ha rubato la canzone dei vietnamiti perch\u00e9 il suo video contiene un boing boing di qualche tipo che anche quelli hanno evidentemente falsamente protetto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Questo quindi ti illustra la complessit\u00e0 di un sistema automatico. E entriamo in un tema, poi mi dirai quando devi andare, perch\u00e9 non voglio abusare troppo del tuo tempo, ma \u00e8 un tema enorme, che \u00e8 il tema della generazione di arte, della generazione di cultura da parte di sistemi di intelligenza artificiale. Che non esistevano fino ad un anno fa e che oggi hanno creato un&#8217;esplosione di creativit\u00e0 essendo stati addestrati evidentemente sulla cultura umana di tutti i tipi e ci sono gi\u00e0 delle cause in corso negli Stati Uniti che cercheranno di stabilire se l&#8217;addestramento dei sistemi e quindi le immagini generate da sistemi cos\u00ec addestrati, via il copyright originario, oppure rientra nella nozione americana di fair use, e vedremo cosa ne esce.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco, come vedi questa nuova frontiera dell&#8217;esplorazione della creativit\u00e0 e della cultura aperta, quindi?<\/p>\n\n\n\n<p>Marco:<\/p>\n\n\n\n<p>Io la vedo molto interessante, ovviamente sono cose che si stanno studiando in questo momento, quello che ti posso dire \u00e8 che al momento le cose certe che ci sono sono le norme e ci sono posti come l&#8217;Europa dove ci sono norme nuove e interessanti. Per esempio da noi in Italia in attuazione della direttiva 2019-790, articoli 3 e 4, ci sono gli articoli 73 e 74 della legge sul diritto d&#8217;autore che prevedono cose interessanti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;articolo 70 ter dice che \u00e8 legittimo estrarre dati e testi da opere tutelate dal diritto d&#8217;autore e altri diritti connessi con lo scopo di svolgere attivit\u00e0 di ricerca su sistemi di intelligenza artificiale. Puoi usare per quello che chiamano addestramento, che pi\u00f9 correttamente bisognerebbe chiamare calibrazione di sistemi di intelligenza artificiale, testi e dati che sono protetti dal diritto d&#8217;autore e da altri diritti perch\u00e9 abbiamo in Europa un articolo che protegge.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nel caso in cui tu lo faccia per finalit\u00e0 di ricerca scientifica. Poi c&#8217;\u00e8 il 74 che dice se tu fai la stessa cosa, quindi estrazione dei dati testi per finalit\u00e0 di sviluppo di training di sistemi di intelligenza artificiale, anche per altri fini, incluso quello commerciale, quindi se tu lo fai per farti il tuo sistema GPT, large language model, che viene utilizzato su chat GPT per dire, no? Puoi farlo, quindi \u00e8 legittimo che tu usi testi e dati estratti da opere tutelate dal diritto d&#8217;autore, a meno che il titolare dei diritti non si sia espressamente riservato il diritto di consentire estrazione di dati di testi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Questa cosa ancora non si sa tanto, per\u00f2 \u00e8 importante. Se qualcuno vuole vietare che si usino le proprie opere&#8230; Per estrarre testi e dati lo deve scrivere, lo deve aggiungere alla propria opera. Questo \u00e8 molto importante perch\u00e9 si capisce l&#8217;intenzione del legislatore che \u00e8 quella di favorire, semplificare la vita di chi vuole fare addestramento, calibrazione di sistemi di intelligenza artificiale utilizzando opere tutelate dal diritto d&#8217;autore.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Per\u00f2 non \u00e8 detto che tutti siano d&#8217;accordo. In certi casi forse non voglio e quindi \u00e8 importante sapere che ci si pu\u00f2 riservare il diritto, escludere la facolt\u00e0 a terzi di usare le proprie opere e questa \u00e8 molto interessante questa norma perch\u00e9 perch\u00e9 da questo punto di vista rende le cose pi\u00f9 chiare in Europa di quanto non lo siano in questo momento negli Stati Uniti d&#8217;America, perch\u00e9 s\u00ec, \u00e8 ragionevole dire negli Stati Uniti d&#8217;America che si applica il Fair Use, per\u00f2 vedremo cosa dicono i giudici, ci sono delle cause in corso.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Quando parli di sistemi di intelligenza artificiale e cultura, poi bisogna valutare anche l&#8217;output, quello che tiri fuori da un sistema. La foto, fammi una foto di David con dietro dei CD-ROM, libri, un microfono davanti, ecco, cosa mi tirer\u00e0 fuori? Ecco, quella cosa che tira fuori il sistema. \u00c8 tutelata da un diritto? Di chi \u00e8 il diritto? Di Marco che ha interrogato il sistema o dell&#8217;autore del sistema? Queste sono le domande aperte, se poi la risposta pi\u00f9 ragionevole \u00e8 che il titolare dei diritti sia la persona che ha creato il sistema, ma non \u00e8 il diritto quindi chi ha fatto la domanda al sistema.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>C&#8217;\u00e8 enorme differenza tra usare&#8230; S\u00ec, c&#8217;\u00e8 della differenza, ma concettualmente non tantissima nel fatto che io usi un sistema di intelligenza artificiale per fare un lavoro. Un disegno, una foto o un testo rispetto al caso in cui pigi sulla tastiera usando LibreOffice perch\u00e9 io non uso il software proprietario, ovviamente, quindi uso LibreOffice per scrivere un documento. \u00c8 utilizzata da una persona e il diritto d&#8217;autore, la definizione di opera tutelata dal diritto d&#8217;autore, articolo 2 della legge sul diritto d&#8217;autore, legge 633 del 1941, opera dell&#8217;ingegno di carattere creativo, quindi mettiamo un attimo in un angolo la valutazione della natura creativa dell&#8217;opera, per\u00f2 un requisito essenziale, un requisito dell&#8217;opera tutelata dal diritto d&#8217;autore che venga dall&#8217;ingegno, dalla testa di qualcuno.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Quindi chi \u00e8 il titolare dei diritti su un&#8217;opera? Come regola generale la persona sulle cui gambe sta la testa che ha prodotto l&#8217;opera. Per\u00f2 anche l\u00ec si dibatte, si discute, si argomenta e si valuta la luce dei diritti applicabili in diversi paesi. Questa per me \u00e8 una risposta abbastanza&#8230; Mi sento tranquillo nel dire che in Italia le cose stanno cos\u00ec, ma non posso escludere che da qualche parte venga fuori una sentenza che dice qualcosa di diverso.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Terzo profilo che entra in gioco quando si parla di sistemi di intelligenza artificiale \u00e8 la tutela dei sistemi in s\u00e9. Il sistema di intelligenza artificiale \u00e8 tutelato da che diritti? E qui la cosa interessante \u00e8 che negli Stati Uniti \u00e8 pi\u00f9 difficile dire che il sistema, la base di dati compesi, elenchi database del sistema calibrato, \u00e8 difficile dire che sia tutelato dal diritto d&#8217;autore.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 le basi di dati negli Stati Uniti non sono tutelate dal diritto d&#8217;autore, n\u00e9 da altri diritti, sono tutelati al limite del software, il framework che si utilizza per la gestione, generazione, la calibrazione del sistema, i tool di uso del sistema che sono codice, software, ma il sistema in s\u00e9 negli Stati Uniti \u00e8 dura.<\/p>\n\n\n\n<p>David:<\/p>\n\n\n\n<p>Infatti per entrare un attimo nel merito c&#8217;\u00e8 anche qui tutta una gamma di soluzioni gi\u00e0 disponibili dove OpenAI contrariamente al nome non \u00e8 rilasciato niente di disponibile a nessuno, al massimo ci si pu\u00f2 interfacciare.<\/p>\n\n\n\n<p>Marco:<\/p>\n\n\n\n<p>Fino alla 3.5 OpenAI rilasciava con licenza libera i sistemi senza i pesi per\u00f2 e senza i dati.<\/p>\n\n\n\n<p>David:&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Senza i dati e senza i pesi. E un promotore sorprendentemente attivo invece che continua a rilasciare modelli sempre pi\u00f9 potenti \u00e8 Meta con i vari animali sudamericani, i lama che&#8230; che sono i nomi dei suoi modelli e relativamente recentemente ha fatto una nuova mossa gli Emirati Arabi Uniti. Che hanno rilasciato Falcon e a quel punto hanno rilasciato anche i pesi.<\/p>\n\n\n\n<p>Marco:<\/p>\n\n\n\n<p>C&#8217;\u00e8 qualcosa di molto interessante in tutto questo, bisogna fare attenzione per\u00f2 perch\u00e9 LAMA non ha una licenza di software libero open source, \u00e8 una licenza con alcuni limiti di natura. Eh non \u00e8 non \u00e8 non \u00e8 la licenza applicata l\u00e0 ma non \u00e8 coerente, non \u00e8 compatibile con la definizione n\u00e9 di software libero n\u00e9 di open source.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Stesso discorso per la Falcon centottanta, l&#8217;ultima versione che \u00e8 una paci modificata, la licenza che si applica a Falcon l&#8217;ultima versione. Falcon quaranta invece la versione precedente era con Apaci, era con licenza libera.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Allora comunque qui il tema \u00e8 ampio e se ne potrebbe parlare a lungo, quindi i distinguo da fare sono molti, ma c&#8217;\u00e8 questa cosa che indubbiamente \u00e8 molto interessante. OpenAI nasceva per rilasciare liberamente, OpenAI si chiamava, poi a un certo punto quando hanno detto no no basta \u00e8 troppo pericoloso quello che facciamo non possiamo pi\u00f9 renderlo disponibile con licenza libera questa \u00e8 la spiegazione che \u00e8 stata fornita dall&#8217;azienda quindi allora che cosa c&#8217;\u00e8 qui c&#8217;\u00e8 qualcosa di straordinariamente interessante cio\u00e8 il modello di nuovo, poi qualcuno le interpreta e dice no ma le mie sono quasi libere ma vanno bene lo stesso.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il modello attrae, ha dei vantaggi, ha dei vantaggi. Primo, ci sono articoli che documentano, parlano. Della maggiore velocit\u00e0 con la quale si implementano miglioramenti ai sistemi disponibili liberamente. E l&#8217;altra cosa ovviamente, se un sistema \u00e8 disponibile liberamente \u00e8 utilizzato dalle comunit\u00e0 di persone che ci lavorano, \u00e8 pi\u00f9 facile che diventi uno strumento conosciuto e che quindi si costruiscano intorno ai loro obiettivi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Delle comunit\u00e0, di persone che li sanno usare. Quindi c&#8217;\u00e8 una corsa all&#8217;uso. I second camera in questo momento stanno giocando col modello aperto e io lo trovo molto interessante perch\u00e9 io faccio il tifo perch\u00e9 si intende. Vinca il modello aperto, perch\u00e9 \u00e8 la strada per garantire sistemi che in misura crescente saranno studiati, comprensibili, spiegabili.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Se chiudiamo, io non so perch\u00e9 dovremmo usare sistemi di intelligenza artificiale chiusi, che non possiamo spiegare, non possiamo capire, che rischiano di produrre posizioni di oligopolio, di controllo pericoloso per la sostenibilit\u00e0 della societ\u00e0. Personalmente credo che vada favorito in tutti i modi possibili il modello aperto nello sviluppo di sistemi di intelligenza artificiale.<\/p>\n\n\n\n<p>David:<\/p>\n\n\n\n<p>Max Tegmark, che \u00e8 un ricercatore del MIT ed ha organizzato delle conferenze a Porto Rico, a cui anch&#8217;io sono stato invitato per la sicurezza e la the safety and security, quindi la sicurezza e la capacit\u00e0 di non nuocere dei sistemi di intelligenza artificiale generale, e recentemente ha proposto un approccio molto radicale, che permette effettivamente di portare avanti lo sviluppo dei sistemi anche molto avanzati ma che possa eliminare la possibilit\u00e0 di un loro tragico, drammatico malfunzionamento ed \u00e8 un approccio informatico completamente nuovo che si basa sulla capacit\u00e0 di dimostrare i perimetri d&#8217;azione di una serie di algoritmi e della garanzia che rimangano all&#8217;interno di quel perimetro.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il momento \u00e8 particolarmente delicato proprio perch\u00e9 si tratti di studiare diligentemente da parte del numero massimo possibile di esperti ed appassionati. Codice aperto, reso disponibile, a prescindere da quanto potente sia il sistema che pu\u00f2 girare su quel codice. O, dall&#8217;altra parte, rifondare l&#8217;informatica, come di fatto sta proponendo Max Tegmark. Entrambi gli approcci hanno bisogno di tempo e non sappiamo quanto tempo abbiamo a disposizione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nel mentre&#8230; OpenAI, Google e tutti gli altri, adesso anche Twitter\/X, vanno avanti a sviluppare i loro sistemi proprietari, cercando di far s\u00ec che siano assenti i danni che possono produrre, ma senza poterlo sicuramente garantire.<\/p>\n\n\n\n<p>Marco:<\/p>\n\n\n\n<p>C&#8217;\u00e8 anche il contesto normativo di cui bisogna tener conto, non \u00e8 che tu puoi usare un sistema non trasparente per tutto. Adesso in Italia, in Europa, dovrebbe arrivare a conclusione il processo di elaborazione dell&#8217;AI Act, l&#8217;Acto sull&#8217;intelligenza artificiale, che prevede dei requisiti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ti faccio due esempi. l&#8217;articolo 22 del GDPR dice che qualunque decisione che riguarda una persona che ha effetti su quella persona deve essere adottata, se viene adottata, se l&#8217;interessato richiede spiegazioni della logica. La devi dire, gliela devi spiegare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Se usi un sistema che non \u00e8 trasparente, come fai a spiegare la logica? L&#8217;uso di sistemi per prendere decisioni sulle persone \u00e8 un problema. Secondo caso, noi abbiamo in Italia un set di norme e un orientamento giurisprudenziale del Lazio e Consiglio di Stato che prevedono che quando una pubblica amministrazione attua un procedimento amministrativo, pu\u00f2 in essere un procedimento amministrativo automatizzato utilizzando software, se qualcuno alza il ditino ha il diritto di avere accesso al codice sorgente utilizzato per la pubblicazione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Per il procedimento amministrativo, perch\u00e9 la persona ha diritto a conoscere la logica sottostante al procedimento amministrativo.<\/p>\n\n\n\n<p>David:<\/p>\n\n\n\n<p>A prescindere dalla fattibilit\u00e0, evidentemente. Il legislatore non si \u00e8 reso conto di quello che sta proponendo.<\/p>\n\n\n\n<p>Marco:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>No, il legislatore dice giustamente che quando si adottano procedimenti si fa in maniera ragionevole e spiegabile. Quindi se tu vuoi usare i dadi, non puoi, devi spiegare, non \u00e8 che noi abbiamo tirato i dadi, no, quindi ci vuole una spiegazione e se tu non sei in grado di spiegare fai in un altro modo. Non puoi usare un software che non sei in grado di spiegare, che non \u00e8 spiegabile per adottare procedimenti amministrativi, penso io.<\/p>\n\n\n\n<p>David:<\/p>\n\n\n\n<p>E&#8217; gi\u00e0 stata invocata questa particolare clausola della legge, ci sono gi\u00e0 stati esempi.<\/p>\n\n\n\n<p>Marco:<\/p>\n\n\n\n<p>Per il software ci sono diversi procedimenti, non c&#8217;\u00e8 un orientamento univoco, per\u00f2 c&#8217;\u00e8 un orientamento solido C&#8217;\u00e8 il caso, per esempio, nel procedimento di assegnazione delle cattedre ai professori delle scuole, questo era stato abbastanza famoso, che veniva realizzato con un software e qualcuno ha chiesto di dare il codice, l&#8217;amministrazione ha detto che non poteva e il giudice ha detto no glielo date e cos\u00ec \u00e8.<\/p>\n\n\n\n<p>David:&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>E per quanto riguarda l&#8217;IA generativo non c&#8217;\u00e8 ancora stato.<\/p>\n\n\n\n<p>Marco:<\/p>\n\n\n\n<p>Ma nessuno sta usando delle AI, cio\u00e8 anche in considerazione di questo io non credo che ancora per un po&#8217; ci sar\u00e0 qualcuno che avr\u00e0 voglia di usare dell&#8217;AI generativa per prendere decisioni che riguardano le persone, lo trovo altamente improbabile.<\/p>\n\n\n\n<p>David:<\/p>\n\n\n\n<p>In effetti anche negli Stati Uniti ci sono esempi al contrario, dove magari ci sono stati prototipi, come quello di Amazon per la selezione del personale, che poi sono stati cassati, perch\u00e9 hanno visto che era troppo rischioso e il gioco non valeva la candela.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ritornando all&#8217;aspetto della cultura aperta, ci sar\u00e0 da vedere e capire come questo vaso di Pandora che abbiamo aperto e che non potr\u00e0 che aumentare enormemente la produzione di opere d&#8217;ingegno da parte di coloro che scrivono l&#8217;input per poi ottenere immagini, ma anche filmati e tra qualche anno oggetti stampati in 3D e fra qualche anno ancora case che si assemblano con la nanotecnologia o chiss\u00e0 che, ecco vedremo come si evolveranno anche le nostre aspettative rispetto a questa super abbondanza.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi io sono perfettamente in grado di passare mezz&#8217;ora davanti allo schermo a scegliere che cosa guardare e poi non guardare niente perch\u00e9 ho talmente alzato l&#8217;asticella che ho fatto un film o una serie che qualche anno fa mi sarei tranquillamente accontentato di guardare, adesso per qualche ragione psicologica non basta pi\u00f9. E sar\u00e0, secondo me, molto interessante vedere questa super abbondanza di creativit\u00e0 in cui ci immergeremo, che cosa ci far\u00e0. Che effetti avr\u00e0 sulla nostra percezione anche del valore di queste creazioni e del mondo che ci circonda.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Marco, io ti ringrazio tantissimo per questa conversazione per ricapitolare l&#8217;opportunit\u00e0 di approfondimento delle persone che seguono le attivit\u00e0 del chapter della Singularity University di Milano e affinch\u00e9 possano prepararsi alla serata che passeremo insieme anche agli altri speaker che parleranno di hardware aperto e di software aperto e di preparare anche le loro domande.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 poi in una maniera molto interattiva avremo modo di ricevere domande, votare le domande e rispondere quindi alle domande pi\u00f9 interessanti che sono quelle pi\u00f9 votate che arrivano dai dai partecipanti. E quindi ti ringrazio per aver permesso a loro di portarsi avanti in questo impegno di prepararsi alla serata e ci rivedremo quindi il 28 novembre alle 6 con anche gli altri speaker. A presto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Grazie a tutti per aver seguito questa puntata di Qual \u00e8 la domanda live. Nei prossimi giorni faremo simili approfondimenti con gli altri speaker della serata dedicata al software aperto, hardware aperto e cultura aperta e quindi vi aspetto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Qualche giorno fa ho fatto una conversazione con Marco Ciurcina, avvocato e attivista per i diritti digitali. Di seguito il riassunto, il video e la trascrizione rivista. Riassunto David Orban intervista l&#8217;avvocato Marco Ciurcina sui temi della propriet\u00e0 intellettuale e della cultura aperta.&nbsp; Marco spiega di occuparsi principalmente di diritto informatico, propriet\u00e0 intellettuale e privacy. 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