{"id":10613,"date":"2024-06-13T21:16:45","date_gmt":"2024-06-13T21:16:45","guid":{"rendered":"https:\/\/davidorban.com\/?p=10613"},"modified":"2024-06-13T21:16:48","modified_gmt":"2024-06-13T21:16:48","slug":"astropolitica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/davidorban.com\/it\/2024\/06\/astropolitica\/","title":{"rendered":"Astropolitica"},"content":{"rendered":"\n<p>Ho ospitato una nuova puntata di &#8220;Qual \u00e8 la domanda&#8221; live, in cui ho parlato di spazio con il giornalista Emilio Cozzi. Abbiamo discusso del concetto di astropolitica, cio\u00e8 di come lo spazio non sia una piattaforma neutrale ma un luogo dove interessi economici, politici e opportunit\u00e0 di competizione si moltiplicano, essendo oggi aperto non solo a stati-nazione ma a tutti.<\/p>\n\n\n\n<p>Abbiamo poi parlato della collaborazione tra NASA ed ESA, ma anche del desiderio europeo di avere propri asset strategici come il sistema di navigazione Galileo. Emilio illustrato il valore strategico di tecnologie, orbite e capacit\u00e0 di protezione dei satelliti, da cui dipendono telecomunicazioni, osservazione, economia.<\/p>\n\n\n\n<p>Guardando ai prossimi 10 anni, Emilio prevede un ritorno sulla Luna di USA e alleati o Cina, l&#8217;emergere di un terzo blocco India-BRICS, e la primazia di SpaceX, che sta rivoluzionando il settore coi razzi riutilizzabili.<\/p>\n\n\n\n<p>A 50 anni, immaginiamo sfruttamento di risorse lunari, stazioni spaziali private, industria pesante in orbita, forse competizione, ma anche collaborazione per vincere insieme le sfide dello spazio.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<div class=\"epyt-video-wrapper\"><iframe  id=\"_ytid_44617\"  width=\"480\" height=\"270\"  data-origwidth=\"480\" data-origheight=\"270\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/gjJHSmbsJg0?enablejsapi=1&#038;autoplay=0&#038;cc_load_policy=0&#038;cc_lang_pref=&#038;iv_load_policy=1&#038;loop=0&#038;rel=0&#038;fs=1&#038;playsinline=0&#038;autohide=2&#038;theme=dark&#038;color=red&#038;controls=1&#038;disablekb=0&#038;\" class=\"__youtube_prefs__  epyt-is-override  no-lazyload\" title=\"YouTube player\"  allow=\"fullscreen; accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen data-no-lazy=\"1\" data-skipgform_ajax_framebjll=\"\"><\/iframe><\/div>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p>Ecco una trascrizione revisionata della nostra conversazione.<\/p>\n\n\n\n<p>David: Che cos&#8217;\u00e8 l&#8217;astropolitica? Per me astropolitica significa capire che lo spazio non \u00e8 una piattaforma neutrale, bens\u00ec un luogo dove si moltiplicano interessi economici, politici e opportunit\u00e0 di competizione e confronto, che si spera rimanga sempre pacifico. Perch\u00e9 nello spazio oggi non sono presenti solo stati-nazione come gli Stati Uniti o l&#8217;ex Unione Sovietica di qualche decennio fa, ma \u00e8 aperto a tutti. Ci sono persino licei che lanciano satelliti. Sar\u00e0 quindi molto interessante capire le implicazioni di questa trasformazione e in che situazione si trovano l&#8217;Europa e l&#8217;Italia. Ne parleremo con l&#8217;amico Emilio Cozzi, giornalista a cui do il benvenuto. Eccoti Emilio.<\/p>\n\n\n\n<p>Emilio: Buonasera David, buonasera a tutti, \u00e8 un piacere essere qui.<\/p>\n\n\n\n<p>David: Partiamo col raccontare un po&#8217; la tua storia. Da giornalista ti sei orientato verso diversi temi e aree da trattare nelle testate con cui collabori. Che cosa ti ha avvicinato allo spazio?<\/p>\n\n\n\n<p>Emilio: \u00c8 una domanda pi\u00f9 difficile di quanto sembri. Mi hanno avvicinato allo spazio diversi motivi. Il primo \u00e8 sicuramente una passione che nutro fin da piccolo, come immagino tante ragazze e ragazzi, perch\u00e9 lo spazio esercita ancora oggi una grande fascinazione per quanto riguarda l&#8217;esplorazione, l&#8217;avventura, e ci\u00f2 che \u00e8 sconosciuto e incommensurabile. Come dicevi tu all&#8217;inizio, l&#8217;ignoto attrae il genere umano da sempre, e meno male, altrimenti saremmo rimasti fermi alle risorse disponibili in Africa. L&#8217;altro motivo, dal punto di vista giornalistico, \u00e8 che ho percepito gi\u00e0 una decina di anni fa come lo spazio non solo sarebbe tornato a occupare un posto rilevante nell&#8217;agenda internazionale, ma lo avrebbe fatto con un ruolo di crescente importanza. E so che ne parleremo. Di crescente importanza non solo per il settore spaziale in s\u00e9, ma per le nostre vite quotidiane. Oggi, anche se non tutti lo sanno, lo spazio incide tantissimo nelle nostre attivit\u00e0 di ogni giorno, nell&#8217;economia, nei servizi che usiamo. Faccio l&#8217;esempio banale del GPS che abbiamo in tasca. Il GPS \u00e8 in realt\u00e0 una costellazione di satelliti, inizialmente ad uso militare, che gli Stati Uniti solo in un secondo momento hanno reso disponibile a tutti. Ecco, senza il GPS oggi non potremmo fare tante cose, banalmente. Il traffico aereo e marittimo dovrebbe tornare indietro di decenni, affidarsi a sistemi come il VOR usato dagli aerei fino a 50-60 anni fa. Questo non solo creerebbe difficolt\u00e0 serie, ma rallenterebbe davvero la nostra vita, senza entrare in aspetti economici o finanziari. Ma lo spazio ci entra eccome, contrariamente a quanto si possa pensare. Per cui ho colto questa rilevanza. Io mi occupavo gi\u00e0 da tempo di tecnologia, in particolare di videogiochi. Sembrano due argomenti molto lontani, invece in entrambi i casi si tratta di andare oltre i confini. Perci\u00f2 dico che per mestiere mi occupo di chi va oltre i confini.<\/p>\n\n\n\n<p>David: Mi fa molto piacere che proponendo i tuoi temi a vari editori, testate e anche in televisione, hai trovato spazi che ti hanno accolto. Cio\u00e8 nessuno, o perlomeno non tutti, ti ha detto &#8220;I nostri lettori o ascoltatori non sono interessati&#8221;. Non ti sei arreso e hai trovato chi ti ha detto di s\u00ec, raccontiamo queste cose.<\/p>\n\n\n\n<p>Emilio: Hai perfettamente ragione, non \u00e8 stato facile e non lo \u00e8 ancora, perch\u00e9 stiamo comunque parlando di un argomento percepito come molto distante dalla nostra quotidianit\u00e0, sebbene come dicevo non lo sia affatto. E poi perch\u00e9 \u00e8 un tema che solo adesso sta cominciando ad entrare davvero nel discorso pubblico. Detto questo, ho trovato testate molto sensibili, penso a Wired, all&#8217;ISPI (Istituto per gli Studi di Politica Internazionale) per cui scrivo spesso. Ma anche in televisione. Un paio di anni fa ho iniziato un&#8217;avventura con la casa di produzione Libero Produzioni Televisive, che \u00e8 stata molto aperta a questo argomento. Siamo riusciti a realizzare due stagioni di un programma intitolato &#8220;Spacewalks&#8221;, andate in onda su Rai4. Adesso invece ho un programma coprodotto da Sky TG24, si intitola &#8220;Countdown&#8221;, recuperabile anche da chi non \u00e8 abbonato a Sky. \u00c8 un programma di 10 minuti a settimana e c&#8217;\u00e8 un motivo per cui dura 10 minuti, ora lo spiego. In questi 10 minuti proviamo ad approfondire sostanzialmente i motivi per cui sia importante andare nello spazio per la vita di noi che nello spazio probabilmente non andremo mai. \u00c8 un po&#8217; il motivo di cui parlavo prima. Perch\u00e9 10 minuti? Perch\u00e9 10 minuti sono all&#8217;incirca il tempo che impiega un razzo per andare in orbita terrestre. Per cui nello stesso lasso di tempo, sfidando noi stessi, vogliamo raccontare perch\u00e9 sia importante andare in orbita e fare tutto ci\u00f2 che donne e uomini fanno lass\u00f9. Quindi s\u00ec, c&#8217;\u00e8 &#8220;Countdown&#8221;, c&#8217;\u00e8 stata la Rai all&#8217;inizio e per fortuna ci sono sempre pi\u00f9 testate e persone che ritengono interessante lo spazio. I motivi sono tanti. Rimane l&#8217;aspetto emotivo e avventuroso, un po&#8217; di quell&#8217;alone legato anche alla fantascienza. In qualche modo associamo lo spazio al futuro. Ed \u00e8 vero per certi versi, perch\u00e9 nello spazio costruiremo le tecnologie che useremo. Ma in realt\u00e0 \u00e8 anche molto presente, come dicevo prima.<\/p>\n\n\n\n<p>David: Ti faccio adesso la terza domanda, promettendo di non ripetere per la terza volta che tu e io non andremo mai nello spazio. Hai ragione, ti chiedo scusa, anche perch\u00e9 io sinceramente ci spero di andarci. Quindi il tuo mantra non dev&#8217;essere &#8220;Io non andr\u00f2 mai nello spazio&#8221;. Il tuo mantra dev&#8217;essere &#8220;Io andr\u00f2 nello spazio&#8221;! Bisogna capire quando.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Emilio: Hai perfettamente ragione. Ma su questo argomento, che pu\u00f2 suonare come una battuta, so che sei serissimo e lo sono anch&#8217;io. In realt\u00e0 si cristallizza uno dei temi nuovi dello spazio, perch\u00e9 adesso potrebbe sembrare uno scherzo, ma se alcune cose si incastrano non \u00e8 da escludere che fra 10, 15, 20, 30 anni un giro nello spazio possa essere accessibile se non a tutti, almeno a sempre pi\u00f9 persone. Perch\u00e9 i costi di lancio per chilogrammo stanno diminuendo drasticamente. E questo \u00e8 uno dei temi fondamentali della nuova rivoluzione spaziale. Qualcuno la chiama New Space Economy. E in questo senso \u00e8 assolutamente vero. Ma se vuoi entriamo pi\u00f9 nel dettaglio.<\/p>\n\n\n\n<p>David: Cominciamo ad avvicinarci al tema o al titolo della conversazione partendo dalla collaborazione tra Stati Uniti ed Europa, tra NASA ed ESA. \u00c8 una collaborazione decennale, molto fruttuosa, che si articola in aspetti scientifici, tecnologici, di grandi commesse industriali e di vari programmi di lancio reciprocamente vantaggiosi. Il James Webb Space Telescope, il telescopio spaziale di ultima generazione il cui lancio era particolarmente delicato, con pi\u00f9 di 400 passaggi di apertura di cui bastava fallirne uno per mandare tutto all&#8217;aria, ecco, \u00e8 stato costruito dalla NASA e portato in orbita dall&#8217;ESA con un vettore Ariane.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Emilio: S\u00ec, in quel caso \u00e8 vero, corretto.<\/p>\n\n\n\n<p>David: Quindi ci sono grandi collaborazioni. Nello stesso tempo, ad un certo punto l&#8217;Europa ha deciso di avere il proprio GPS, lanciando Galileo. Tra l&#8217;altro non so se hai sentito che Steve Jurvetson, il primo investitore in Tesla e SpaceX, ha annunciato di aver investito in una startup, ancora agli inizi, che comincer\u00e0 a prendere slancio proprio con i suoi fondi. Si propone di lanciare un nuovo sistema compatibile con il GPS, ma su orbite basse, non geostazionarie. Quindi ha bisogno di una flotta molto ampia di satelliti e dar\u00e0 una precisione di 2 cm, funzionando anche all&#8217;interno degli edifici.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Emilio: L&#8217;astropolitica, come dicevi tu all&#8217;inizio di questa diretta, \u00e8 un neologismo, un termine relativamente recente, che evidentemente arriva, se non altro per assonanza, dalla geopolitica. Ma in s\u00e9 \u00e8 una contraddizione di termini, perch\u00e9 come possiamo fare politica o pensare una politica laddove non esistono confini? Nello spazio i confini non ci sono e gi\u00e0 questo complica tutto. Tenter\u00f2 di sintetizzare. Direi che l&#8217;astropolitica \u00e8 in qualche modo una riflessione, o vorrebbe esserlo, su come il progressivo avanzamento nello spazio dei singoli paesi, degli organi internazionali o sovranazionali, produce conseguenze sulla rilevanza politica globale qui sulla Terra. La faccio breve. Quasi sempre, non sempre ma quasi, le tecnologie spaziali sono di tipo duale, come si dice in gergo. Cio\u00e8 possono servire sia esigenze e necessit\u00e0 civili, sia militari. Come dice un mio collega, Marcello Spagnolo, i satelliti di osservazione della Terra, che sono preziosissimi, e per cui l&#8217;Europa \u00e8 leader mondiale in termini di qualit\u00e0 dei servizi e delle tecnologie, ecco, sono quei satelliti che ci permettono letteralmente di guardare il nostro pianeta. Possono essere fondamentali per lo studio dell&#8217;atmosfera, dei movimenti sulla Terra (non solo della crosta o dei ghiacci, ma anche delle infrastrutture, dei ponti), per qualsiasi tipo di monitoraggio. Benissimo. Ma possono essere evidentemente presentati anche, eufemisticamente, come satelliti spia. Perch\u00e9 se io prendo James Webb e invece di puntarlo verso lo spazio profondo lo rivolgo verso la Terra, mi permette di vedere buona parte delle aree che possono interessare una nazione o l&#8217;altra. Ecco, in questo senso capirete quanto una tecnologia spaziale avanzatissima, quanto il presidio di certe orbite (parliamo di quelle geostazionarie, le pi\u00f9 contese perch\u00e9 da l\u00ec arrivano ad esempio le telecomunicazioni), quanto la capacit\u00e0 di proteggere i propri asset satellitari da eventuali attacchi o anche solo da una tempesta solare, possa avere un rilievo fondamentale e strategico per la vita qui sulla Terra. Ricordiamo che attraverso i satelliti passa una quantit\u00e0 di informazioni in costante, enorme crescita. Pensate a un domani: come potranno funzionare non solo le telecomunicazioni (come dicevo prima), pensate a internet, a costellazioni come Starlink che non a caso si sono rivelate preziosissime e cruciali in un contesto bellico come quello in Ucraina. Pensate al fatto di perdere improvvisamente la capacit\u00e0 di comunicare con le vostre truppe, esattamente quello che stava succedendo in Ucraina. Pensate all&#8217;incapacit\u00e0 di coordinarle o di fornire un bersaglio preciso alle vostre armi. Pensate all&#8217;incapacit\u00e0 di parlarvi o di muovere semplicemente l&#8217;economia, perch\u00e9 i movimenti finanziari, le microtransazioni avvengono e avverranno sempre di pi\u00f9 attraverso lo spazio. Ecco, questa incapacit\u00e0 si tradurrebbe in una fragilit\u00e0 enorme qui sulla Terra. E questo significa che anche paesi senza particolari ambizioni o tradizioni spaziali, o addirittura gruppi di malintenzionati con attacchi hacker, senza neanche avere quei sistemi chiamati ASAT (antisatellite), oggi testati solo da Stati Uniti, Russia, Cina e India, ecco, anche senza quel tipo di armi, pensate quanto un piccolo paese o un&#8217;organizzazione malevola sarebbe in grado di mettere in ginocchio una superpotenza. Questa \u00e8 l&#8217;astropolitica: quanto il mio potere, letteralmente la mia sovranit\u00e0, sia tutelabile o tutelata attraverso le attivit\u00e0, gli asset e le tecnologie spaziali. \u00c8 evidente che su questo piano qualcuno dice che si combatteranno le guerre del futuro. Io temo che qualcosa si sia gi\u00e0 intravisto adesso. Ma se vuoi poi ne parliamo.<\/p>\n\n\n\n<p>David: Lo spazio ha anche delle differenze importanti rispetto ai contrasti o conflitti del passato. Innanzitutto \u00e8 un ambiente tuttora molto complicato da gestire. Qualche anno fa ho preso la licenza da sub e la cosa che mi ha fatto pi\u00f9 piacere \u00e8 stata riconoscere analogie con l&#8217;ambiente spaziale. Quando ti metti le bombole, sono pesanti, poi ti butti in acqua e stai vedendo come se non ci fosse gravit\u00e0. Dipendi dalla tecnologia in un ambiente pronto a ucciderti rapidamente nel momento in cui la tecnologia non ti viene in soccorso. Quindi invito tutti quelli che vogliono capire com&#8217;\u00e8 andare nello spazio a fare i sub, perch\u00e9 invece di spendere 50 milioni spendono 50 euro e fanno un bel tuffo per assaporarlo. Tra l&#8217;altro l&#8217;analogia regge, perch\u00e9 ho visitato il centro NASA a Houston e ho visto l&#8217;addestramento degli astronauti. Hanno una gigantesca piscina con una sezione della Stazione Spaziale Internazionale su cui, con l&#8217;assistenza di sub in modo da non incorrere in problemi gravi in caso di emergenza, stanno l\u00ec per ore ad allenarsi a fare esattamente le operazioni che poi faranno nello spazio. Quindi \u00e8 un&#8217;analogia che ho trovato, ma che in realt\u00e0 \u00e8 un po&#8217; di pi\u00f9, \u00e8 proprio un metodo.<\/p>\n\n\n\n<p>Emilio: Hai perfettamente ragione, con una piccola differenza. Tu hai parlato dell&#8217;acqua come un ambiente ostile pronto a ucciderci, verissimo. Bene, per far capire quanto sia ancora pi\u00f9 complesso lo spazio, lo spazio \u00e8 persino pi\u00f9 ostile dell&#8217;acqua. Una donna o un uomo senza neanche l&#8217;autorespiratore nell&#8217;acqua, magari un apneista, potrebbe resistere qualche minuto. Nello spazio, senza una tuta spaziale, anche il miglior atleta della Terra sopravvivrebbe s\u00ec e no una ventina di secondi.<\/p>\n\n\n\n<p>David: Relativamente al nostro tema, cio\u00e8 come economia, interessi nazionali, continentali, planetari, stanno invadendo lo spazio (fra virgolette), un&#8217;altra differenza importante consiste nella pericolosit\u00e0 degli esperimenti di distruzione dei satelliti che hai detto si sono gi\u00e0 fatti. Potrebbero ingenerare quello che si chiama il Kessler Syndrome, la sindrome di Kessler: la distruzione progressiva non solo del satellite obiettivo ma di altri, perch\u00e9 i pezzettini che volano poi diventano proiettili. Quindi la saturazione di orbite che creano quasi un ombrello sulla Terra, senza permetterci per decenni di andare su, perch\u00e9 chiunque volesse attraversare questo velo di detriti verrebbe annientato.<\/p>\n\n\n\n<p>E quindi \u00e8 molto pregnante di conseguenze anche l&#8217;eventuale decisione di far partire un conflitto che mira alla distruzione cinetica dei satelliti di un potenziale futuro nemico. Quali sono, secondo te, nel medio termine, diciamo dieci anni, le pi\u00f9 importanti evoluzioni che vedremo dal punto di vista delle capacit\u00e0 dei vari blocchi &#8211; Stati Uniti, Europa, Cina, magari anche India e naturalmente la Russia? Che tendenze vedi come pi\u00f9 importanti, che eventualmente possono cambiare gli equilibri e le regole del gioco?<\/p>\n\n\n\n<p>Emilio: Entro i prossimi dieci anni \u00e8 molto probabile, anzi direi sicuro, che qualcuno torner\u00e0 a mettere piede sulla Luna. Dico qualcuno senza specificare se sar\u00e0 la Cina o se saranno gli Stati Uniti, perch\u00e9 francamente ad oggi non saprei rispondere. Detto questo, ho gi\u00e0 parzialmente svelato quello che sta succedendo: stiamo letteralmente vivendo una seconda space race, simile alla prima che contrappose Stati Uniti e Unione Sovietica e che si risolse sostanzialmente con l&#8217;arrivo sulla Luna del programma Apollo. Ma stavolta al posto dell&#8217;Unione Sovietica c&#8217;\u00e8 la Cina a fare da paese antagonista, mi dispiace usare questi termini, poi tenter\u00f2 di smussarli, alla corsa occidentale. Corsa occidentale perch\u00e9 gli Stati Uniti, a differenza del programma Apollo, in questo caso saranno coadiuvati da una serie di altri paesi che hanno sottoscritto i famosi Artemis Accords, cio\u00e8 una serie di accordi che in qualche modo orienteranno l&#8217;utilizzo delle eventuali risorse lunari e i comportamenti che ogni nazione si impegna a rispettare una volta sulla Luna. Dall&#8217;altra parte la Cina ha gi\u00e0 raccolto l&#8217;adesione e l&#8217;interesse della Russia, dell&#8217;Arabia Saudita e in maniera pi\u00f9 o meno interessata, a seconda delle cose in ballo, di un&#8217;altra serie di paesi, il primo che mi viene in mente sono gli Emirati Arabi Uniti, che tengono il piede in due scarpe. Questo secondo me suggerisce un terzo elemento di cui parleremo dopo. Io non sono cos\u00ec convinto che il futuro si giocher\u00e0 fra due superpotenze o blocchi spaziali. Non escludo che ci sar\u00e0 un terzo blocco, molto probabilmente costituito da paesi come l&#8217;India, i BRICS, quindi anche il Brasile e tanto Sud America, che potrebbero non solo avere ambizioni spaziali, cosa che gi\u00e0 rivendicano, ma non necessariamente affiliarsi all&#8217;uno o all&#8217;altro blocco e magari avere delle proprie ambizioni. E l&#8217;Europa, cos\u00ec tento di risponderti alla prima domanda, l&#8217;Europa come giustamente dicevi ha una leadership dal punto di vista tecnico-industriale indiscussa e indiscutibile. L&#8217;Europa fa le migliori missioni scientifiche nello spazio in assoluto. La settimana scorsa \u00e8 partita Earthcare, che sar\u00e0 una missione deputata a studiare gli aerosol, sostanzialmente le nostre nuvole, per capire la profondissima e complicatissima interazione fra aerosol, nuvole e temperatura terrestre. Voi capite quanto questo tema, rispetto al riscaldamento globale, sia cruciale per chi sta qua sulla Terra e non per chi voler\u00e0 nello spazio, tra i quali ci saremo anche tu ed io caro David. Per\u00f2 rimettiamoci a coloro i quali staranno qui sulla Terra. Una missione di questo tipo, europea, in questo caso in realt\u00e0 con la collaborazione giapponese della JAXA, fa capire quanto l&#8217;Europa, cos\u00ec come James Webb, cos\u00ec come la missione Euclid partita mesi fa per studiare la materia oscura, siano fondamentali e dicano quanto l&#8217;Europa \u00e8 valida. Ben diverso \u00e8 il peso astropolitico dell&#8217;Europa, che mi dispiace dirlo, fino a 10-15 anni fa aveva un certo tipo di rilievo e oggi ne ha molto meno. Faccio un esempio che credo possa dire tante cose: sebbene l&#8217;Europa stia contribuendo al programma Artemis con la realizzazione del modulo di servizio (European Service Module) attaccato alla capsula Orion (la capsula che trasporter\u00e0 gli astronauti verso la Luna), che serve a fornire elettricit\u00e0, aria, energia, tutto quello che serve alla sopravvivenza dell&#8217;Orion e del suo equipaggio, nonostante questa profonda e fondamentale collaborazione, la prima persona non americana che calpester\u00e0 la Luna sar\u00e0 giapponese e non europea. Questo \u00e8 stato annunciato da Biden e da Willie Nelson, l&#8217;amministratore della NASA, un mese fa. Dice quanto purtroppo l&#8217;Europa abbia perso a livello astropolitico. Aggiungo, purtroppo per noi, l&#8217;Europa in questo momento, ed \u00e8 cos\u00ec dal luglio 2023, non ha un accesso autonomo allo spazio. Come dicevi giustamente, James Webb \u00e8 stato un grande successo con un volo perfetto di Ariane 5, uno degli ultimi voli di Ariane 5, il lanciatore pesante dell&#8217;Europa. Ariane 5 \u00e8 stato letteralmente pensionato a luglio dell&#8217;anno scorso. Avevamo pronto, o meglio avremmo dovuto avere pronto, Ariane 6 dal 2020. Ariane 6 non \u00e8 ancora partito, si spera partir\u00e0 con il primo lancio inaugurale il 9 luglio. Nel frattempo, complice anche il fatto che la Russia ci abbia privato del razzo Soyuz che noi usavamo dallo spazioporto europeo in Guyana francese con grandissimo ritmo, non ce l&#8217;abbiamo pi\u00f9. Complice anche il fatto che il nostro razzo italiano, il Vega C, evoluzione del Vega, abbia avuto un failure, un fallimento nel primo lancio commerciale nel dicembre 2022, la faccio breve: l&#8217;Europa da pi\u00f9 di un anno non \u00e8 in grado, con propri mezzi, di lanciare propri satelliti in orbita. Cos&#8217;\u00e8 successo? Per portare in orbita due satelliti della costellazione Galileo, che \u00e8 strategica, fa parte del programma PNT (Positioning, Navigation and Timing) dell&#8217;Europa, perch\u00e9 \u00e8 una costellazione della comunit\u00e0 europea, ecco per portare in orbita due satelliti di nuova generazione Galileo abbiamo usato SpaceX, cio\u00e8 Elon Musk. Un&#8217;azienda privata americana ha portato in orbita due satelliti strategici da cui dipende la sovranit\u00e0 europea. Questo purtroppo oggi \u00e8 l&#8217;Europa. Per cui grandissimo rilievo e grandissima qualit\u00e0 tecnico-scientifica, direi non altrettanto dal punto di vista della rappresentanza politica. Non \u00e8 un caso che la settimana scorsa ci sia stato lo Space Council a Bruxelles, in occasione del ventesimo anniversario dell&#8217;accordo quadro tra ESA e Unione Europea, e abbiano fatto una serie di conclusioni tra cui lo Zero Debris Charter. A proposito di un altro argomento di cui parlavi, l&#8217;ASD, l&#8217;associazione di categoria di tutte le industrie aerospaziali europee, che peraltro accorpa il 70% della forza lavoro dedicata allo spazio in Europa, ha detto che le vostre conclusioni non prendono in seria considerazione come siamo messi, non prendono in seria considerazione il fatto che gli Stati Uniti, soprattutto a livello industriale, ci stiano letteralmente radendo al suolo.<\/p>\n\n\n\n<p>David: Hai introdotto uno degli elementi della dinamica che si presenter\u00e0 in modo ancora pi\u00f9 preponderante nei prossimi dieci anni e che sta stravolgendo i conti dei burocrati increduli rispetto allo sviluppo tecnologico in cui non credevano e in cui apparentemente non credono tuttora. Perch\u00e9 la riduzione dei costi di lancio per chilogrammo utile in orbita \u00e8 provocata in buona parte semplicemente dalla curva di apprendimento, quindi pi\u00f9 lanci, lanci migliori. Ma in maniera straordinaria anche dalla rivoluzione dei razzi riutilizzabili che SpaceX ha iniziato e che sta portando avanti.<\/p>\n\n\n\n<p>Emilio: Mi permetto di interromperti perch\u00e9 riparto da qua e ti rispondo alla domanda precedente. Tu mi hai detto quali sono le cose pi\u00f9 importanti. Ho parlato di ritorno alla Luna. Ritorno alla Luna vuol dire sia per gli Stati Uniti con i loro alleati, sia per Cina, Russia ecc. Torniamo sulla Luna e attenzione, questa volta, come dice la NASA, per restarci. Perch\u00e9 stare sulla Luna non solo abiliterebbe una serie di innovazioni tecnico-scientifiche che possiamo riportarci subito a Terra, ma anche prima o poi, per questioni economiche e quindi ancora una volta astropolitiche, cio\u00e8 per lo sfruttamento delle risorse che sulla Luna abbondano e che sulla Terra non abbiamo. O magari le ha, nella maggior parte dei casi, uno solo degli attori che partecipano alla gara. Faccio l&#8217;esempio delle terre rare. Le terre rare, che sono 17 elementi chimici che troviamo in qualsiasi dispositivo elettronico che usiamo, senza i quali i nostri dispositivi non funzionerebbero, bene, oggi le terre rare non sono affatto rare, ma sono dislocate in aree precise della Terra, nella grande maggioranza dei casi gestite a livello di estrazione (complicatissima) e poi elaborazione per esempio dalla Cina. Le terre rare sulla Luna abbondano, cos\u00ec come abbonda l&#8217;elio 3. L&#8217;elio 3 oggi si usa poco, sulla Terra non ce n&#8217;\u00e8 particolarmente. L&#8217;elio 3, qualora dovessimo raggiungere un domani la capacit\u00e0 tecnologica di sfruttare la fusione nucleare, ebbene grazie a un giacimento grosso quanto un campo di calcio di elio 3 potremmo soddisfare il fabbisogno elettrico di una citt\u00e0 come New York per un anno. La Luna \u00e8 piena di elio 3, per non parlare dell&#8217;acqua, altra cosa fondamentale. Nei prossimi 10 anni, poi te ne dico un&#8217;altra nei prossimi 50. E qui mi ricollego all&#8217;ultima cosa che hai detto: la capacit\u00e0 di ridurre drasticamente il costo per chilo nel trasporto in orbita. Se Starship, cio\u00e8 il primo veicolo di lancio completamente riutilizzabile (non si butter\u00e0 via niente di Starship), se Starship dovesse riuscire a fare quello per cui \u00e8 stata progettata, cio\u00e8 essere completamente riutilizzabile e portare in orbita bassa 200 tonnellate di payload, di carico pagante (tre volte tanto quanto riusciva a fare lo Space Shuttle), il costo al lancio al chilo per lo Space Shuttle era di circa 50.000 dollari al chilo. Oggi con il Falcon 9, Elon Musk e SpaceX lo hanno ridotto a 6.000 dollari circa (qualcuno dice 3.000. qualcuno dice 4.000, comunque l&#8217;ordine di diminuzione \u00e8 questo). Starship, qualora riuscisse, porterebbe un chilo in orbita a 200 dollari al chilo. Voi capite come cambia tutto. Per cui Starship io la metto senza dubbio nelle tecnologie game changer, come dicono gli anglofoni come te.<\/p>\n\n\n\n<p>David: Assolutamente. Rimaniamo qui, perch\u00e9 questo della riutilizzabilit\u00e0 \u00e8 qualcosa di importante. La curva di apprendimento di razzi parzialmente riutilizzabili nel primo stadio, come Falcon 9, ha prodotto risultati strabilianti. Questo \u00e8 sempre un grafico di Steve Jurvetson, l&#8217;investitore di SpaceX, che fa vedere come nel primo trimestre 2024 l&#8217;87% di tutta la massa utile in orbita sia stata portata da SpaceX, seguito dai cinesi pi\u00f9 di dieci volte di meno, poi dai russi, poi giapponesi, indiani, una manciata di razzi di altre realt\u00e0 private o nazionali, come per esempio l&#8217;agenzia spaziale iraniana. E nel primo trimestre 2024 la massa utile in orbita portata dall&#8217;Europa era zero, come hai detto.<\/p>\n\n\n\n<p>Emilio: Vorrei sottolineare questo passaggio. C&#8217;\u00e8 un uomo, facciamo finta che SpaceX sia un uomo perch\u00e9 questa \u00e8 la narrazione pubblica, comunque c&#8217;\u00e8 un privato che da solo porta l&#8217;87% della massa lanciata nello spazio di tutto il mondo. Se Starship, questo l&#8217;ha detto lui ad aprile, Elon Musk, dovesse riuscire, potrebbe portare da sola SpaceX il 99% della massa lanciata nello spazio da tutta la Terra. Voi capite perch\u00e9 io parlo di potere extraterrestre quando mi riferisco a queste cose?<\/p>\n\n\n\n<p>David: L&#8217;economia non \u00e8 un modello chiuso, non c&#8217;\u00e8 un limite massimo a quello che noi potremmo voler portare in orbita. In effetti, se si svilupperanno piani ambiziosi di espansione e la capacit\u00e0 di portare non solo satelliti ma intere industrie in orbita si realizzer\u00e0, aumenteremo di tantissimi ordini di grandezza quello che \u00e8 il peso, la massa e l&#8217;importanza dell&#8217;economia spaziale.<\/p>\n\n\n\n<p>Emilio: \u00c8 pi\u00f9 il piano di Jeff Bezos questo. Cio\u00e8 in qualche modo dislocare anche l&#8217;industria pesante in orbita, con ovvie facilitazioni. Adesso per\u00f2, a causa di un costo al chilo che, sebbene ribassato, \u00e8 ancora alto, questo non \u00e8 sostenibile. Ma quando sar\u00e0 sostenibile? Se tu porti un&#8217;industria pesante nello spazio, punto primo: sebbene sia molto arrogante come sto dicendo, non inquini la Terra ma inquini altrove, che \u00e8 il programma di Bezos. Punto due: riduci i costi terribilmente, perch\u00e9 io e te che saremo nello spazio potremo muovere con una mano una nave, un mobile, uno scaffale di un supermercato. Capisci quanto sarebbe pi\u00f9 semplice. Continuo a interromperti David, ti chiedo scusa, ma mi tocchi su argomenti che mi appassionano tantissimo.<\/p>\n\n\n\n<p>David: \u00c8 emersa una ripresa video di 10, forse 15 anni fa dell&#8217;allora direttore generale dell&#8217;Agenzia Spaziale Europea, o forse addirittura di Ariane, che \u00e8 il braccio industriale. Gli \u00e8 stato chiesto: &#8220;Guarda che i piani di SpaceX sono quelli di costruire razzi riutilizzabili, tu cosa ne pensi?&#8221; &#8220;Ah no, \u00e8 impossibile. Ma se invece si verificasse che non \u00e8 impossibile, allora non faremo che copiarli.&#8221; Un&#8217;arroganza straordinaria vista a posteriori. Io ho partecipato, c&#8217;eri anche tu, ad una conferenza recentemente che parlava di economia dello spazio. Mi sono proprio molto modestamente proposto di andare dal maggior numero possibile di espositori, perch\u00e9 c&#8217;erano non solo conferenze ma anche spazi espositivi, di Airbus per esempio o di altri. Ho chiesto a tutti cosa pensano di SpaceX, se hanno loro o conoscono qualcuno in Europa che abbia progetti di razzi riutilizzabili. Rispondendomi come hanno risposto, la terza domanda era se avevano una sensazione di panico.<\/p>\n\n\n\n<p>Emilio: La risposta a questa mi interesserebbe, sinceramente.<\/p>\n\n\n\n<p>David: Magari avessero risposto che avevano una sensazione di panico. In realt\u00e0 erano tutti quasi offesi dall&#8217;essere chiamati a competere, invece di potersi tranquillamente sedere nella comoda condizione in cui si sono trovati per 10-20 anni.<\/p>\n\n\n\n<p>Emilio: \u00c8 vero, perch\u00e9 non dimentichiamolo, l&#8217;Europa \u00e8 stata leader dei lanci commerciali con Ariane 5 per parecchi anni, complice il fatto che gli Stati Uniti avessero dismesso il programma Space Shuttle, per cui non avevano niente per portare in orbita le loro cose. Per\u00f2, e qua hai ragione, lo ha detto lo stesso Bruno Le Maire, ministro francese, nel 2014, quando all&#8217;ESA viene proposto: &#8220;Cosa facciamo? Investiamo su una nuova evoluzione dei nostri sistemi di lancio o in una rivoluzione, cio\u00e8 sulla riutilizzabilit\u00e0?&#8221; Hanno scelto l&#8217;evoluzione e oggi scontiamo il fatto che un privato mandi in orbita l&#8217;87% della massa complessiva e l&#8217;Europa nei primi mesi del 2024 zero lanci.<\/p>\n\n\n\n<p>David: Ci sono in realt\u00e0 un paio di iniziative, una tedesca e una spagnola, che forse avranno la capacit\u00e0 di produrre razzi riutilizzabili.<\/p>\n\n\n\n<p>Emilio: C&#8217;\u00e8 anche Themis. Themis \u00e8 un lanciatore test che dovrebbe essere proprio riutilizzabile. Il problema \u00e8 che ce l&#8217;abbiamo solo in programma. E il problema \u00e8 che quando anche dovesse risultare particolarmente efficace, fra 2, 3, 4, 5 anni, fra 5 anni SpaceX avrebbe la riutilizzabilit\u00e0 da quanto tempo? Questo \u00e8 il punto.<\/p>\n\n\n\n<p>David: Guarda, sei troppo generoso. Cinque anni all&#8217;ESA e ai suoi partner industriali non bastano per sviluppare un approccio radicalmente nuovo. Soprattutto quello che SpaceX ha portato \u00e8 una visione di rapida iterazione per il miglioramento dell&#8217;infrastruttura in base ai dati sperimentali che evidenziano quello che non va e che tu poi correggi. Funziona ad una velocit\u00e0 cento volte superiore rispetto a tutti gli altri. La stragrande maggioranza dei tuoi colleghi giornalisti \u00e8 colpevole di un&#8217;ignoranza che poi trasmettono ai loro lettori nel momento in cui titolano &#8220;L&#8217;ultima Starship di SpaceX \u00e8 esplosa&#8221;, &#8220;Insuccesso nel lancio&#8221;. Doveva esplodere, non poteva essere altrimenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Emilio: Il quarto lancio non \u00e8 esploso e guarda quanto \u00e8 cambiato, guarda le migliorie dal terzo al quarto lancio, impressionanti. Io ero impressionato. Hanno portato il booster, che \u00e8 una bestia di 60 metri, ad ammarare in maniera perfettamente controllata. E la ship, la vera e propria Starship, l&#8217;astronave, sebbene mezza bruciata, \u00e8 arrivata esattamente dove doveva arrivare. Significa che la prossima volta secondo me ce la fa. Sta facendo passi da gigante. Tra l&#8217;altro non avendo rotto niente, la FAA (Federal Aviation Administration) gli ha permesso di andare avanti senza indagini. Io non escludo che fra un mese SpaceX faccia un quinto test, perch\u00e9 sono liberi di farlo.<\/p>\n\n\n\n<p>David: Quello che io ho visto come la cosa pi\u00f9 tragica di queste mie conversazioni alla conferenza \u00e8 che le persone ben intenzionate rispondevano con ragionamenti circolari, dicendo che non avevano le grandi commesse che vengono date dall&#8217;analisi. Oppure: &#8220;I razzi riutilizzabili servono solo se tu lanci migliaia di satelliti&#8221;, senza rendersi conto che quello che si sono autoimposti o che hanno imparato nella loro esistenza imbrigliata dai burocrati \u00e8 di non sognare, \u00e8 di non immaginare nemmeno che s\u00ec, i razzi riutilizzabili li facciamo perch\u00e9 se oggi lanciamo poco, questo non deve voler dire che domani lanceremo poco. Domani noi vorremmo lanciare tantissimo. E tocchiamo adesso le visioni del futuro di 30 o 50 anni. La Terra e Marte sono in una congiunzione favorevole ogni due anni all&#8217;incirca. SpaceX ha intenzione di cominciare a produrre una Starship al giorno nelle sue fabbriche in modo da poterle posizionare in orbita attorno alla Terra, rifornirle con tantissimi altri lanci e, arrivando il momento giusto, lanciare mille astronavi verso Marte simultaneamente. \u00c8 una visione pazzesca che gli europei si sono autocastrati da non poterlo immaginare nemmeno.<\/p>\n\n\n\n<p>Emilio: C&#8217;\u00e8 da dire che io credo che a livello di visionariet\u00e0 e di sogno, davvero Elon Musk stia concretizzando quello che potrebbe essere un&#8217;evoluzione della specie umana in assoluto. Detto questo, dire per\u00f2 che i suoi fondi siano totalmente privati sarebbe parzialmente vero. Tu sai bene, questo lo ha scritto il New York Times settimana scorsa, credo almeno il 60-65% (anche soprattutto relativo agli ultimi anni) di quello che lui spende lo ha in realt\u00e0 dal governo federale. La vera differenza \u00e8 nella visione, nel sogno. Certo che arrivano soldi federali, cos\u00ec come l&#8217;ESA ha un grande budget. Non \u00e8 che l&#8217;ESA il budget non ce l&#8217;ha, \u00e8 questo il punto. Adesso sto veramente facendo l&#8217;avvocato del diavolo. Le grosse compagnie di lancio europee dicono: &#8220;Ma allora date anche a noi tutti i soldi che gli Stati Uniti danno a SpaceX e la riutilizzabilit\u00e0 ve la facciamo anche noi in 4-8 anni.&#8221; Questo non so se sia vero.<\/p>\n\n\n\n<p>David: Per quel poco che ho visto io, per quello che vedo io, non ne hanno assolutamente la mentalit\u00e0. Anche in America, la United Launch Alliance ha messo quattro volte di pi\u00f9, a due volte il costo, per essere quattro anni in ritardo rispetto alla capsula Dragon per portare astronauti nello spazio.<\/p>\n\n\n\n<p>Emilio: Ma quando Elon Musk arriv\u00f2, nessuno alla NASA lo voleva tra le scatole, nessuno. Tutti pensavano intanto che fosse un pazzo e, come dici tu, che la riutilizzabilit\u00e0 fosse una chimera, un mito da racconto inventato. Punto due, la NASA era contro quel tipo di cambio di mentalit\u00e0, e con la NASA i vari grandi appaltatori tradizionali: Boeing, Lockheed Martin, Northrop Grumman, eccetera. Quella \u00e8 stata veramente una rivoluzione. Attraverso la Singularity University ho avuto l&#8217;opportunit\u00e0 di conoscere&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>David: Pete Worden, che \u00e8 stato il direttore NASA, molto spregiudicato, che ha dato l&#8217;appalto a SpaceX quando, dopo i primi fallimenti, l&#8217;ultimo tentativo di lancio di Falcon 1 \u00e8 andato bene.<\/p>\n\n\n\n<p>Emilio: Lui e Lori Garver, che era la sua vice, sono le persone che letteralmente hanno affidato a SpaceX, a SpaceX e ad altri all&#8217;inizio, poi SpaceX ha vinto, tra virgolette, di rivoluzionare lo spazio. E come dici tu, il punto, secondo me l&#8217;errore dell&#8217;Europa, \u00e8 stato non capire che rivoluzionando lo spazio tu cambiavi la Terra. Almeno loro lo hanno pensato, hanno detto: &#8220;Ok, allora passiamo alla prospettiva di 50 anni, quindi che cosa vedi rispetto a quello che si pu\u00f2 intravedere gi\u00e0 adesso?&#8221; E che eventuali decisioni noi, come continente europeo, americano o altre realt\u00e0 economiche e politiche, prenderemo, potranno cambiare la traiettoria del futuro?<\/p>\n\n\n\n<p>Allora ti do una risposta prima da giornalista e poi da cittadino del mondo, cittadino della Terra, da parte dell&#8217;equipaggio di questa astronave meravigliosa che chiamiamo Terra. La risposta del giornalista \u00e8, come ti dicevo prima, io non escludo che lo spazio purtroppo rischi di contribuire all&#8217;acuirsi di conflittualit\u00e0 terrestri, magari amplificandole, magari addirittura creando nuovi poteri che oggi non ci immaginiamo neanche. Qualche anno fa un analista diceva che la guerra nello spazio si sarebbe combattuta non tra Stati Uniti e Cina, ma tra Stati Uniti e Giappone, motivandola poi. Per cui non escludo che lo spazio possa in qualche modo acuire delle tensioni. Sebbene bisogna essere onesti: proprio per evitare quel Kessler Effect di cui parlavi prima, anche oggi le orbite sono molto contese. Eppure, per fare in modo che io non ti danneggi, e danneggiando te non danneggi me stesso magari distruggendoti una costellazione, oggi almeno in alcune orbite il mercato si sta autoregolamentando senza volerlo. Io non posso danneggiare te perch\u00e9 danneggiando la tua infrastruttura inevitabilmente potrei danneggiare me stesso. Allora mettiamoci d&#8217;accordo: nessuno danneggia nessuno e i nostri interessi commerciali sono tutelati. Io mi auguro che questo ricapiti anche in orbite pi\u00f9 lontane. Simonetta Di Pippo, che oggi dirige lo Space Economy Evolution Lab della Universit\u00e0 Bocconi, addirittura ha intitolato il suo ultimo libro &#8220;Luna Laboratorio di Pace&#8221;. E quindi c&#8217;\u00e8 anche questa prospettiva. Io sono un pochino pi\u00f9 pessimista. Io credo che nello spazio passeranno le trame di futuri conflitti e la strutturazione di nuove potenze, letteralmente. Il presidio dello spazio che non a caso \u00e8 un presidio che ormai la NATO e le Nazioni Unite considerano un presidio esattamente come la Terra, il cielo, il cyber e il mare, per cui un presidio militare, cio\u00e8 da presidiare, da tutelare, da proteggere o su cui combattere. E tra l&#8217;altro \u00e8 recente il fatto che l&#8217;Europa si sia dotata di una politica di sicurezza e difesa spaziale, successo a marzo, non ne ha parlato nessuno. Laddove un attacco ad asset spaziali \u00e8 equiparabile a un attacco terrestre d&#8217;articolo 5, per cui un attacco a un mio alleato pu\u00f2 determinare il fatto che io vada ad aiutarlo. Questa \u00e8 una cosa nuova. Ebbene, quindi stiamo purtroppo preparandoci a venti di guerra anche extraterrestri. Poi rispondo da cittadino terrestre, da cittadino del mondo. E mi auguro che abbia ragione la di Pippo e che lo spazio, severo maestro, come diceva un grandissimo autore, visto che \u00e8 cos\u00ec ostile e visto che ha delle sfide cos\u00ec difficili da vincere, e nessuna nazione da sola ancora \u00e8 in grado di vincerla (oggi su Marte non ci va la Cina da sola, non ci va Elon Musk da solo), oggi&#8230; Io spero che questo suggerisca che magari mettendoci insieme certi risultati li raggiungiamo pi\u00f9 facilmente. Perch\u00e9 ricordiamoci, \u00e8 vero, non abbiamo un piano B e nessuno tranne Musk vuole portare l&#8217;umanit\u00e0 su Marte. Ma se succedesse qualcosa sulla Terra, o semplicemente se a un certo punto le risorse davvero scarseggiassero, dovremmo essere in grado di prenderle da altre parti. In questo momento non sappiamo arrivare molto lontano. Per cui mi auguro che ci mettiamo insieme per vincere le incredibili sfide che lo spazio d\u00e0 a tutta l&#8217;umanit\u00e0: non ai russi, ai cinesi, agli indiani, agli italiani e agli europei, ma a tutti.<\/p>\n\n\n\n<p>David: Io concluderei con una nota di ottimismo. Tu e io e chiunque altro voglia andare nello spazio possiamo prenotare un viaggio in orbita terrestre a visitare la stazione spaziale, andare sulla Luna o su Marte. Queste schede sintetiche illustrano queste missioni sul sito di SpaceX. Guarda caso si pu\u00f2 fare click per essere in contatto confermando il proprio interesse.<\/p>\n\n\n\n<p>Emilio: Non dimentichiamoci che a breve, tra il 2030 e il 2031, l&#8217;ISS, cio\u00e8 la Stazione Spaziale Internazionale, sar\u00e0 dismessa. E che al suo posto in questo momento c&#8217;\u00e8 solo ed esclusivamente una stazione nazionale cinese, non internazionale, nazionale. I cinesi sono stati gli unici capaci di costruirsi una stazione modulare nazionale. I russi l&#8217;avevano fatto ma non era modulare, era sovietica. Adesso in questo momento c&#8217;\u00e8 quella. Per\u00f2 molto presto cominceranno ad arrivare nello spazio stazioni spaziali private, commerciali. La prima probabilmente sar\u00e0 dell&#8217;Axiom Space, un&#8217;azienda texana che sta lavorando in Italia per produrre un suo pezzo, perch\u00e9 l&#8217;Italia ha una grandissima eccellenza industriale soprattutto in quell&#8217;ambito. E a breve magari, David, il nostro giretto lo faremo su una stazione di Blue Origin, su una stazione di Axiom o su una stazione di chi lo sa, perch\u00e9 arriveranno.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ho ospitato una nuova puntata di &#8220;Qual \u00e8 la domanda&#8221; live, in cui ho parlato di spazio con il giornalista Emilio Cozzi. 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