{"id":12438,"date":"2026-08-20T07:46:39","date_gmt":"2026-08-20T07:46:39","guid":{"rendered":"https:\/\/davidorban.com\/?p=12438"},"modified":"2026-08-20T07:46:41","modified_gmt":"2026-08-20T07:46:41","slug":"la-transizione-educativa-scuola-e-universita-nell-era-dell-ia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/davidorban.com\/it\/2026\/08\/la-transizione-educativa-scuola-e-universita-nell-era-dell-ia\/","title":{"rendered":"La transizione educativa: scuola e universit\u00e0 nell&#8217;era dell&#8217;IA"},"content":{"rendered":"<p><em>Dopo l\u2019intervista sulla singolarit\u00e0 tecnologica, Adnkronos ha pubblicato una mia seconda conversazione con Roberta Lanzara, dedicata questa volta alla scuola e all\u2019universit\u00e0. Era la domanda rimasta aperta nella prima: se il mondo avanza di cinquant\u2019anni in cinque, che cosa succede a un sistema educativo costruito per un mondo fermo. L\u2019articolo dell\u2019agenzia, con il taglio e la cornice redazionale della testata, lo trovate qui: <a href=\"https:\/\/www.adnkronos.com\/cronaca\/maturita-laurea-dal-2030-crisi-del-pezzo-di-carta-entro-il-2040-scuola-e-universita-saranno-fluide_2N66jzrT1RdGKnZGWg5XUj\">leggilo su Adnkronos<\/a>. Quella che segue \u00e8 la versione integrale delle mie risposte, comprese le parti che non hanno trovato spazio nell\u2019articolo. Ringrazio Roberta e la redazione.<\/em><\/p>\n<p><strong>La transizione verso un\u2019educazione guidata dall\u2019IA \u00e8 graduale e non improvvisa. Come si possono delineare le fasi, sul piano temporale e qualitativo?<\/strong><\/p>\n<p>Tre vincoli definiscono ci\u00f2 che \u00e8 possibile, e si muovono a velocit\u00e0 diverse.<\/p>\n<p>Il pi\u00f9 rapido \u00e8 l\u2019adattabilit\u00e0 degli studenti stessi. Possiamo star certi che useranno l\u2019IA nella misura massima possibile, a scuola o a casa, e saranno i pi\u00f9 veloci nel passare da una fase alla successiva.<\/p>\n<p>Il secondo riguarda i docenti e l\u2019evoluzione della loro attitudine verso l\u2019IA. In passato sono stati pi\u00f9 lenti ad adottare strumenti come il computer, i motori di ricerca o Wikipedia. Alcuni saranno rapidi, ma la maggior parte sar\u00e0 lenta ad accettare l\u2019IA e ad adattare di conseguenza la propria metodologia di insegnamento.<\/p>\n<p>Il terzo, e pi\u00f9 lento, \u00e8 il livello istituzionale: cambieranno i programmi stessi a cui i docenti devono attenersi e che devono coprire in un dato anno accademico.<\/p>\n<h2 id=\"fase-1-entro-il-2030-la-crisi-del-pezzo-di-carta\">Fase 1, entro il 2030: la crisi del pezzo di carta<\/h2>\n<p><strong>Se l\u2019IA \u00e8 in grado di rispondere a tutto, tanto vale optare per l\u2019ignoranza? A cosa deve puntare l\u2019educazione, e cosa diventa?<\/strong><\/p>\n<p>Le risposte sono utili solo se si sa porre le domande giuste. Ci\u00f2 che l\u2019educazione deve fornire non sono fatti e nozioni, ma strumenti e metodi: la capacit\u00e0 di analizzare i problemi e un\u2019attitudine epistemologica capace di valutare e analizzare criticamente le sfide.<\/p>\n<p><strong>Che fine fa il valore delle credenziali?<\/strong><\/p>\n<p>Le credenziali sono sempre state un segnale per il resto della societ\u00e0, un acceleratore di valutazione e di costruzione della fiducia. Un diploma, una laurea, un dottorato presupponevano un certo percorso, e la capacit\u00e0 di generare valore a quel livello non doveva essere verificata troppo a fondo. Oggi per\u00f2 il valore di quel pezzo di carta \u00e8 discutibile: da un lato ci\u00f2 che si impara in modo tradizionale ha una rilevanza relativamente minore rispetto a molto di ci\u00f2 che ci si aspetta; dall\u2019altro esistono altri modi per dimostrare la propria capacit\u00e0 di creare valore, che non dipendono dalle assunzioni che attribuiamo a un determinato titolo.<\/p>\n<p>Molti luoghi di lavoro si sono gi\u00e0 adattati a questo cambiamento: invece di proporsi con un CV generico, le persone costruiscono in modo molto efficiente un repository pubblico o privato del proprio lavoro e mostrano subito, al luogo dove vogliono candidarsi, ci\u00f2 che sono in grado di fare. Richiede un investimento da parte del candidato, ma \u00e8 molto pi\u00f9 efficace di un semplice curriculum.<\/p>\n<p><strong>Come cambiano i concetti di merito e di valutazione?<\/strong><\/p>\n<p>Il fine dell\u2019educazione non \u00e8 essere istruiti: il fine \u00e8 generare valore, e quindi i criteri di valutazione devono cambiare di conseguenza. Non pi\u00f9 verificare la capacit\u00e0 di superare test che dimostrano l\u2019acquisizione di nozioni, ma verificare che lo studente sappia creare qualcosa di interessante e utile, apprezzato dai pari, dai docenti, dalle famiglie, dalla societ\u00e0; e poi, una volta adulto, partecipare alla creazione e all\u2019erogazione di prodotti e servizi per le diverse comunit\u00e0.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che conta \u00e8 questo: \u00e8 utile, ha valore? Anche l\u2019arte e le discipline umanistiche ne fanno parte, non solo l\u2019ingegneria o l\u2019informatica. Sono utili e preziose quanto le altre. Non dobbiamo costruire un contrasto artificiale in un mondo di esseri umani completi, perch\u00e9 ben formati.<\/p>\n<h2 id=\"fase-2-2030-2040-interconnessione-uomo-macchina-la-scuola-senza-mura\">Fase 2, 2030-2040: interconnessione uomo-macchina, la scuola senza mura<\/h2>\n<p><strong>Quando si parla di scuola fluida, basata su ecosistemi decentrati e su progetti pi\u00f9 che su classi e programmi standardizzati, come appare davvero quel modello nella pratica? Come trascorre una settimana tipo uno studente?<\/strong><\/p>\n<p>Gli studenti hanno l\u2019opportunit\u00e0 di imparare a lavorare in gruppo, a formare squadre, ad attrarre competenze e talenti complementari dai pari, e progettano iniziative valutate su un insieme crescente di criteri, in base alla loro capacit\u00e0 e al loro avanzamento. \u00c8 qui che l\u2019IA pu\u00f2 dare un grande contributo: nel disegno dei progetti, nella valutazione, e nel sostenere i docenti in un ambiente che, per un modello di lavoro standard, risulterebbe estremamente complesso.<\/p>\n<p><strong>Quale sar\u00e0 il ruolo degli insegnanti, e cosa ne \u00e8 della scuola come luogo fisico?<\/strong><\/p>\n<p>Paradossalmente, il ruolo dei docenti diventer\u00e0 ancora pi\u00f9 centrale: come mentori, guide, figure di riferimento che ispirano non attraverso l\u2019autorit\u00e0 disciplinare, ma con l\u2019esempio, l\u2019entusiasmo, la creativit\u00e0, spingendo gli studenti a cercare ci\u00f2 in cui sono bravi e dove vogliono dedicare l\u2019impegno per sviluppare le proprie competenze.<\/p>\n<p>E il luogo sar\u00e0 variabile. La scuola come edificio potr\u00e0 avere un ruolo nel riunire gruppi pi\u00f9 ampi per attivit\u00e0 periodiche, una volta a settimana o un paio di volte al mese, ma non sar\u00e0 pi\u00f9 centrale come prima.<\/p>\n<p><strong>Che tipo di percorsi di studio si svilupperanno in un modello decentrato e basato su progetti?<\/strong><\/p>\n<p>Saranno molto personalizzati, e di nuovo questo sar\u00e0 reso possibile dall\u2019IA; inseriranno in modo molto diretto i nuovi modi di pensare, i metodi e gli strumenti che lo studente dovr\u00e0 comprendere e mettere in pratica. Questa flessibilit\u00e0 \u00e8 un po\u2019 l\u2019opposto di un curriculum prefissato: emerge dinamicamente.<\/p>\n<p><strong>E il tempo? Esisteranno ancora lezioni e orari, e in quale forma?<\/strong><\/p>\n<p>Poich\u00e9 anche gli adulti dovranno continuare ad apprendere per generare valore e senso nelle proprie vite, la segmentazione in un primo tempo dedicato all\u2019apprendimento, una seconda fase di lavoro e una terza di pensionamento sar\u00e0 sostituita da un modo di esistere molto pi\u00f9 fluido.<\/p>\n<p>Un giovane dovr\u00e0 imparare molto di pi\u00f9, ma potr\u00e0 farlo pi\u00f9 rapidamente e in modo pi\u00f9 mirato, mantenendo al tempo stesso la possibilit\u00e0 di continuare a esplorare; e qualcosa di simile vale anche per gli adulti. L\u2019apprendimento passer\u00e0 attraverso i progetti. Questi progetti avranno nomi diversi: potranno somigliare agli anni di studio in una scuola, ma resteranno pur sempre un progetto; oppure essere chiamati startup, etichetta che oggi ci piace usare; o ancora assumere qualche nuova denominazione. Includeranno sempre l\u2019apprendere, l\u2019applicare ci\u00f2 che si \u00e8 appreso, l\u2019aggiornare i metodi, il comprendere e migliorare gli strumenti, e il progredire insieme.<\/p>\n<p><strong>Come si gestiscono socialit\u00e0 e isolamento in assenza di classi fisse?<\/strong><\/p>\n<p>La componente sociale va certamente custodita, sostenuta, coltivata: \u00e8 un grande elemento della maturazione di una persona. Non dimentichiamo per\u00f2 che i gruppi numerosi alimentano anche comportamenti negativi: il bullismo, le spirali distruttive, i cattivi esempi possono influenzare un giovane tanto quanto lo stare in gruppo ne sviluppa le abilit\u00e0 sociali.<\/p>\n<p><strong>Esistono gi\u00e0 modelli scolastici di riferimento, anche solo come primi prototipi?<\/strong><\/p>\n<p>S\u00ec: 42 in Francia, Astra School in Texas, Impara Digitale in Italia.<\/p>\n<p><strong>E le universit\u00e0, oggi custodi del sapere? Con una superintelligenza diffusa, su quale modello di business o utilit\u00e0 sociale si reggeranno?<\/strong><\/p>\n<p>Un ruolo sar\u00e0 quello di far incontrare le persone in spazi fisici.<\/p>\n<p>Un altro potr\u00e0 essere quasi una nuova forma di spettacolo: invece di concentrarsi sui temi tradizionali di Hollywood, l\u2019universit\u00e0 offre esperienze altamente coinvolgenti basate sulla scienza e sulla scoperta, oppure sulle discipline umanistiche e sulla storia, attraendo le persone proprio attraverso queste.<\/p>\n<p>Anche il versante della ricerca cambier\u00e0: laboratori governati da robot potranno eseguire esperimenti progettati ovunque nel mondo, non solo da chi \u00e8 fisicamente presente.<\/p>\n<p><strong>Dalla GenZ con lo smartphone ai nativi della singolarit\u00e0: quali caratteristiche avr\u00e0 la nuova generazione?<\/strong><\/p>\n<p>La sintetizzerei con una parola: neotenia, il mantenimento di tratti infantili nell\u2019et\u00e0 adulta. Curiosit\u00e0, propensione al rischio, un sano disprezzo per l\u2019autorit\u00e0 e per la saggezza acquisita. Oggi, nel mondo in cui viviamo, questo \u00e8 evolutivamente vantaggioso: permette alle persone di ridefinire di volta in volta chi sono, entrare in nuove comunit\u00e0, riprogettare la propria vita, riconvertire le proprie competenze.<\/p>\n<h2 id=\"fase-3-dopo-il-2045-la-mente-espansa-sul-cloud\">Fase 3, dopo il 2045: la mente espansa sul cloud<\/h2>\n<p><strong>L\u2019educazione potrebbe diventare uno strumento di controllo anzich\u00e9 di emancipazione? E come lo si evita?<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019educazione non \u00e8 mai neutra. Trasferisce non solo conoscenze e fatti, ma anche valori e atteggiamenti. Un senso di indipendenza e capacit\u00e0 di pensiero critico preparano con maggiore probabilit\u00e0 a una vita difficile da controllare. Per questo sono ottimista: il tipo di educazione a cui aspiriamo per il futuro non porter\u00e0 al controllo.<\/p>\n<p><strong>Come si evita un feudalesimo cognitivo, in cui solo pochi possono permettersi un\u2019educazione potenziata dall\u2019IA di livello superiore?<\/strong><\/p>\n<p>Come ho gi\u00e0 osservato, non servono molti strumenti: servono strumenti intelligenti, e alcuni sono estremamente accessibili, e lo diventano sempre di pi\u00f9. Il prezzo dell\u2019IA cala di oltre il 90% all\u2019anno, e la soglia per fornire supporto a docenti, studenti, famiglie e istituzioni non richiede sempre l\u2019IA pi\u00f9 avanzata: versioni pi\u00f9 datate e relativamente pi\u00f9 economiche vanno benissimo.<\/p>\n<p>Inoltre, lo smartphone \u00e8 lo strumento universale: ogni studente ce l\u2019ha, ogni docente ce l\u2019ha; va semplicemente usato in modo proattivo nell\u2019apprendimento. L\u2019incubo ricorrente dell\u2019accesso esclusivo travisa completamente le dinamiche che hanno trasformato ci\u00f2 che era un bene di lusso in qualcosa che tutti possiedono. \u00c8 successo con i telefoni cellulari, e succede ogni volta con una tecnologia che, da costosa e per pochi, diventa diffusa, performante e accessibile.<\/p>\n<h2 id=\"governance-diritto-e-infrastrutture\">Governance, diritto e infrastrutture<\/h2>\n<p><strong>L\u2019AI Act europeo \u00e8 una preparazione sufficiente a questo cambiamento, o servono ulteriori misure legislative?<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019AI Act \u00e8 l\u2019opposto di ci\u00f2 che serve, perch\u00e9 blocca la sperimentazione: introduce barriere di compliance molto alte e ostacoli regolatori che solo le grandi imprese possono adottare e soddisfare, escludendo di fatto le startup e presumendo che le risposte siano gi\u00e0 note, invece che da scoprire. Di conseguenza, le opportunit\u00e0 educative dell\u2019IA saranno esplorate meno ampiamente in Europa che, ad esempio, in America.<\/p>\n<p><strong>Su quali fronti legislativi e dei programmi didattici deve intervenire lo Stato per avviare la didattica liquida?<\/strong><\/p>\n<p>I requisiti regionali che impongono di coprire un elenco fisso di componenti del curriculum lasciano troppo poco spazio all\u2019iniziativa di studenti, famiglie e docenti nello scegliere direzioni, temi, competenze, strumenti e metodi davvero utili, soprattutto in chiave liquida e per progetti. Rendere possibile questo spazio sbloccherebbe grandi miglioramenti.<\/p>\n<p>Il rischio, naturalmente, \u00e8 che il percentile pi\u00f9 basso dei docenti finisca per performare ancora peggio; ma anche qui, con l\u2019aiuto dell\u2019IA, potrebbero migliorare le proprie prestazioni, che a loro volta potrebbero essere monitorate meglio.<\/p>\n<p><strong>E sul fronte delle infrastrutture?<\/strong><\/p>\n<p>Amo i gadget pi\u00f9 di quasi chiunque io conosca, ma puntare su di essi \u00e8 pericoloso per due ragioni.<\/p>\n<p>La prima: i docenti devono imparare a usarli, e oggi, posti in una posizione di autorit\u00e0, faticano ad ammettere che gli studenti li padroneggiano meglio di loro; non possono permettersi di scendere dal piedistallo.<\/p>\n<p>La seconda: questi dispositivi invecchiano e vanno sostituiti molto di frequente, e rappresentano un drenaggio costante delle risorse finanziarie limitate delle scuole.<\/p>\n<p>La buona notizia \u00e8 che per usare l\u2019IA non serve nulla di complicato o esotico: basta uno smartphone, da puntare su un foglio di carta dove una squadra lavora e progetta insieme, o fa brainstorming. Esiste anche elettronica molto accessibile, per esempio le schede Arduino per la sperimentazione hardware open source, che hanno una vita pi\u00f9 lunga dei dispositivi chiusi di ultima generazione.<\/p>\n<h2 id=\"attuazione-e-contesto\">Attuazione e contesto<\/h2>\n<p><strong>Come guidare il corpo docente verso la transizione imminente?<\/strong><\/p>\n<p>Devono ricevere rassicurazione, compassione e sostegno. Vanno rassicurati sul fatto che non saranno valutati su tutti i criteri mentre sono sottoposti alle pressioni del nuovo sistema. Deve essere chiaro che anche loro stanno imparando, e che gli errori sono inevitabili, persino necessari.<\/p>\n<p>La compassione significa saperci mettere nei loro panni, letteralmente. Anche le famiglie devono aderire al programma: a casa devono aiutare i docenti, e i ragazzi stessi devono aiutarli.<\/p>\n<p>Il sostegno, infine, arriva dall\u2019IA: possono comprendere i propri punti di forza e ottenere un miglioramento deciso sui punti deboli. L\u2019IA pu\u00f2 eliminare il lavoro amministrativo che li appesantisce e rendere pi\u00f9 mirate le loro esplorazioni.<\/p>\n<p><strong>Che ruolo avr\u00e0 lo sport?<\/strong><\/p>\n<p>Lo sport \u00e8 un ottimo esempio di come la realizzazione e la competitivit\u00e0 umane mantengano un ruolo anche quando esistono alternative superiori prontamente disponibili. \u00c8 passato pi\u00f9 di un secolo da quando le automobili corrono pi\u00f9 veloci degli esseri umani, eppure questo non ha fermato i corridori dall\u2019allenarsi e dal competere. Possiamo prenderlo come esempio da estendere ad altri ambiti, dove riconosceremo e accetteremo la superiorit\u00e0 delle soluzioni robotiche o guidate dall\u2019IA rispetto a quelle umane. Non smetteremo di ammirare e sostenere lo sforzo e l\u2019eccellenza umani, premiando sia i campioni sia chiunque voglia impegnarsi in questo comportamento tanto umano e socialmente positivo.<\/p>\n<p><strong>A che fase \u00e8 posizionata l\u2019Italia, guardando alle azioni del Ministero dell\u2019Istruzione?<\/strong><\/p>\n<p>Su questo punto rimando a Dianora Bardi, fondatrice di Impara Digitale, che ha una prospettiva pi\u00f9 diretta e aggiornata sul posizionamento italiano e sulle azioni del Ministero.<\/p>\n<p><strong>Esperienze significative in altri Paesi: quali sono pi\u00f9 prossimi alla transizione?<\/strong><\/p>\n<p>Preferisco non pronunciarmi su quali Paesi siano pi\u00f9 vicini alla transizione: non ho una prospettiva globale sufficiente, e si tratta di un lavoro di ricerca che non \u00e8 possibile svolgere nei tempi a disposizione. Come riferimenti istituzionali concreti restano comunque validi 42 in Francia, Astra School in Texas e Impara Digitale in Italia.<\/p>\n<h2 id=\"il-messaggio-al-futuro\">Il messaggio al futuro<\/h2>\n<p><strong>Se potessi mandare un messaggio vocale nel futuro ai bambini che nasceranno il giorno esatto della singolarit\u00e0, cosa diresti loro di studiare?<\/strong><\/p>\n<p>Coltiva la tua curiosit\u00e0. Mappa le tue conoscenze, i tuoi strumenti e i tuoi metodi, e comprendi come e quando si applicano. Impara a decidere quando sostituirli o estenderli. E impara quali sono le domande utili da porti in ogni momento, mentre affronti le sfide della tua vita.<\/p>\n<p><strong>E ai giovani universitari di oggi?<\/strong><\/p>\n<p>Non aspettarti che la laurea sia la fine del tuo impegno nel costruire un percorso. Il posto fisso non \u00e8 ci\u00f2 che ci si attende di essere, qualcosa che la societ\u00e0 sia tenuta a darti e a fornirti. Sii proattivo. Costruisci esempi concreti delle tue competenze, buttandoti con coraggio nel maggior numero possibile di progetti, e trova nuovi modi per essere utile se i primi che hai sperimentato non funzionano.<\/p>\n<p><strong>E agli studenti liceali di oggi?<\/strong><\/p>\n<p>Andare all\u2019universit\u00e0 e ottenere una laurea \u00e8 stata una ricetta concreta per migliorare le proprie prospettive di vita, una ricetta che ogni famiglia giustamente spinge i figli a realizzare, ed \u00e8 motivo di orgoglio quando ci riescono.<\/p>\n<p>Oggi una laurea non \u00e8 una garanzia. Conta di pi\u00f9 la tua attitudine a metterti in gioco nei progetti. Se hanno successo, potrebbe significare non voler investire quattro o cinque anni della tua vita per poi ripartire da zero, ma essere catapultato prima in un mondo entusiasmante di opportunit\u00e0. Allo stesso tempo, assicurati di sapere se sei pronto. Non esitare a iscriverti e iniziare; ma poi, se \u00e8 la decisione giusta, lascia gli studi senza rimpianti.<\/p>\n<hr \/>\n<p><em>Rileggendo queste risposte a distanza di due mesi, la parte che continuo a trovare pi\u00f9 difficile da far accettare non \u00e8 la previsione sulle date, ma il cambio di criterio: smettere di chiedere a uno studente se ha imparato, e cominciare a chiedergli che cosa ha costruito. Le tre fasi sono una mappa, e le mappe si correggono. La domanda invece resta la stessa a ogni et\u00e0, ed \u00e8 quella su cui vale la pena esercitarsi da subito.<\/em><\/p>\n<p><em>Intervista di Roberta Lanzara, pubblicata originariamente da <a href=\"https:\/\/www.adnkronos.com\/cronaca\/maturita-laurea-dal-2030-crisi-del-pezzo-di-carta-entro-il-2040-scuola-e-universita-saranno-fluide_2N66jzrT1RdGKnZGWg5XUj\">Adnkronos<\/a> il 17 giugno 2026.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo l\u2019intervista sulla singolarit\u00e0 tecnologica, Adnkronos ha pubblicato una mia seconda conversazione con Roberta Lanzara, dedicata questa volta alla scuola e all\u2019universit\u00e0. Era la domanda rimasta aperta nella prima: se il mondo avanza di cinquant\u2019anni in cinque, che cosa succede a un sistema educativo costruito per un mondo fermo. 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