{"id":202,"date":"2006-11-29T14:42:19","date_gmt":"2006-11-29T14:42:19","guid":{"rendered":"http:\/\/davidorban.natives.it\/2006\/11\/seminario-sulla-singolarita-tecnologica\/"},"modified":"2024-09-20T11:31:17","modified_gmt":"2024-09-20T11:31:17","slug":"seminario-sulla-singolarita-tecnologica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/davidorban.com\/it\/2006\/11\/seminario-sulla-singolarita-tecnologica\/","title":{"rendered":"Seminario sulla Singolarit\u00e0 Tecnologica"},"content":{"rendered":"\n<p>Ho tenuto il 22 Novembre un seminario sulla Singolarit\u00e0 Tecnologica all&#8217;Universit\u00e0 di Milano, presso il campus di Crema. Guarda video del seminario \u00e8 online* ed \u00e8 anche disponibile il wiki* per portare avanti le analisi e le considerazioni che non \u00e8 stato possibile approfondire nel tempo limitato del seminario.<\/p>\n\n\n\n<p>La Singolarit\u00e0 Tecnologica \u00e8 un punto nello sviluppo di una civilizzazione, dove il progresso tecnologico accelera oltre la capacit\u00e0 di comprensione e previsione umane ed \u00e8 pi\u00f9 specificamente caratterizzata dall&#8217;avvento di una intelligenza superiore a quella umana. Questo seminario tenuto presso l&#8217;Universit\u00e0 di Milano percorre le premesse che portano alla Singolarit\u00e0 e ne analizza promesse e pericoli.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Video della presentazione<\/h2>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<div class=\"epyt-video-wrapper\"><iframe  id=\"_ytid_69246\"  width=\"480\" height=\"360\"  data-origwidth=\"480\" data-origheight=\"360\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/L2OA-KwCK7k?enablejsapi=1&#038;autoplay=0&#038;cc_load_policy=0&#038;cc_lang_pref=&#038;iv_load_policy=1&#038;loop=0&#038;rel=0&#038;fs=1&#038;playsinline=0&#038;autohide=2&#038;theme=dark&#038;color=red&#038;controls=1&#038;disablekb=0&#038;\" class=\"__youtube_prefs__  epyt-is-override  no-lazyload\" title=\"YouTube player\"  allow=\"fullscreen; accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen data-no-lazy=\"1\" data-skipgform_ajax_framebjll=\"\"><\/iframe><\/div>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Slide di presentazione<\/h2>\n\n\n\n<iframe src=\"https:\/\/www.slideshare.net\/slideshow\/embed_code\/key\/3uXZPfQCmhPCPt?startSlide=1\" width=\"597\" height=\"486\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\" style=\"border:1px solid #CCC; border-width:1px; margin-bottom:5px;max-width: 100%;\" allowfullscreen><\/iframe><div style=\"margin-bottom:5px\"><strong><a href=\"https:\/\/www.slideshare.net\/davidorban\/la-singolarit-tecnologica-david-orban\" title=\"La Singolarit\u00e0 Tecnologica - David Orban\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">La Singolarit\u00e0 Tecnologica &#8211; David Orban<\/a><\/strong> from <strong><a href=\"https:\/\/www.slideshare.net\/davidorban\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">David Orban<\/a><\/strong><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Esposizione<\/h2>\n\n\n\n<p>Siamo in questa serata di discussione, grazie per la vostra presenza e grazie naturalmente per l&#8217;invito di Gianni Degli Antoni, a cui sono molto grato. Il mio nome \u00e8 David Orban e sono qua come appassionato di questi argomenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Andremo a definire specificamente che cos&#8217;\u00e8 la singolarit\u00e0 tecnologica, poi cercheremo di definire quali sono le premesse che possono portare al presentarsi della singolarit\u00e0 tecnologica attraverso l&#8217;analisi dei diversi meccanismi evolutivi che si sono presentati finora e come l&#8217;ultimo di questi meccanismi evolutivi porti alla accelerazione tecnologica. Vedremo brevemente critiche, obiezioni, pericoli che possono presentarsi nel analizzare questi concetti e le promesse dei cosiddetti singolaritariani, cio\u00e8 delle persone che non solo ritengono possibile l&#8217;avvento della singolarit\u00e0 tecnologica, ma lo ritengono desiderabile.<\/p>\n\n\n\n<p>Innanzitutto la singolarit\u00e0 tecnologica che \u00e8 appunto un punto nello sviluppo della civilt\u00e0 dove il progresso tecnologico pu\u00f2 diventare incomprensibile, per lo meno agli esseri umani attuali, e che si sviluppa attraverso il presentarsi sulla scena di un&#8217;intelligenza generale superiore a quella umana. \u00c8 un fenomeno fisico, sociologico, non \u00e8 nella sua concezione un fenomeno trascendentale, spirituale, quindi non \u00e8 assolutamente da confondersi con argomentazioni o analisi di tipo metafisico.<\/p>\n\n\n\n<p>La premessa da cui partiamo \u00e8 quella che le conquiste dell&#8217;umanit\u00e0 fino ad oggi raggiunte siano positive e sia desiderabile rafforzarle, consolidarle, portarle avanti attraverso un percorso di sviluppo e che quindi i possibili potenziali rischi esistenziali a quanto \u00e8 stato conquistato finora debbano essere esplorati, perch\u00e9 possano essere analizzati e possibilmente evitati. In effetti, tralasciando gli scenari pi\u00f9 ottimisticamente ingenui, l&#8217;evento della singolarit\u00e0 tecnologica stessa \u00e8 un rischio esistenziale di questo tipo e quindi analizzarlo \u00e8 particolarmente importante.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando parliamo di intelligenza superiore, intendiamo quello che in informatica da una 50 anni da questa parte viene definito intelligenza artificiale. Quindi intendiamo una&#8230; le manifestazioni concrete di un programma, una serie di programmi che oggi vedremmo girare su un calcolatore e nel momento in cui si presenteranno non necessariamente gireranno su calcolatori cos\u00ec come li conosciamo oggi e che in alcuni degli scenari che l&#8217;analisi della singolarit\u00e0 tecnologica presenta possono progressivamente sfondersi con gli esseri umani biologici concretamente, ma che non necessariamente lo fanno, non \u00e8 necessario per raggiungere un&#8217;intelligenza artificiale generale che questo parta da quella che \u00e8 l&#8217;architettura del cervello umano.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci sono due o tre fotografie che vi presento perch\u00e9 sono particolarmente significative. Il concetto della singolarit\u00e0 viene progressivamente sempre pi\u00f9 intensamente studiato negli ultimi 5, 10, 15 anni, per\u00f2 nasce gi\u00e0 50 anni fa e oltre. Questa fotografia a mio avviso \u00e8 particolarmente significativa perch\u00e9 le tre persone ritratte che hanno originariamente generato, perlomeno \u00e8 la prima fonte riportata di questo concetto, hanno anche&#8230; contribuito fondamentalmente ad altre due direzioni essenziali per la realizzazione della singolarit\u00e0. Richard Feynman, che ha introdotto pochi anni dopo il concetto di nanotecnologia, cio\u00e8 la possibilit\u00e0 di realizzare strutture attraverso progettazione di ingegnerizzazione specifica a livello atomico, molecolare per poi arrivare al livello atomico, e John von Neumann che ha posto le basi alla informatica cos\u00ec come l&#8217;abbiamo finora architettata e studiata. Il congiungersi di questi rami \u00e8 essenziale per lo sviluppo della singolarit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Con un certo salto, arriviamo a Vernon Vinge, che \u00e8 anche uno scrittore di fantascienza particolarmente creativo, e i cui libri esplorano in effetti i concetti della singolarit\u00e0 con una inventiva molto stimolante. \u00c8 stato docente di matematica all&#8217;Universit\u00e0 di San Diego, adesso si \u00e8 ritirato, e ad un simposio della NASA nel 1993 ha presentato un breve articolo, che per\u00f2 analizzava&#8230; quelle che sono le premesse della singolarit\u00e0 e metteva a fuoco che per quanto l&#8217;umanit\u00e0 potesse essere la necessaria premessa perch\u00e9 si arrivasse alla singolarit\u00e0, questo poteva essere anche di per s\u00e9 un pericolo per l&#8217;umanit\u00e0 stessa.<\/p>\n\n\n\n<p>Bill Joy \u00e8 il fondatore o uno dei co-fondatori di Sun Microsystems. E nell&#8217;aprile 2000, nella rivista Wired, che \u00e8 un po&#8217; la Bibbia di quelle che sono le esplorazioni delle conseguenze culturali della tecnologia digitale di oggi, ha scritto un articolo estremamente lucido e particolarmente pessimista. Questo articolo \u00e8 intitolato &#8220;Perch\u00e9 il futuro non ha bisogno di noi?&#8221; proponeva di abbandonare volontariamente le linee di ricerca che possono portare ad uno sviluppo estremo delle tecnologie genetiche, robotiche e nanotecnologiche, VRN, che \u00e8 un acronimo che vedremo anche pi\u00f9 avanti. Faceva questa proposta perch\u00e9 Bill Joy riteneva che non&#8230; si potesse correre il rischio di scatenare sull&#8217;umanit\u00e0 impreparata le conseguenze di implementazione di queste tecnologie, che di per s\u00e9 sono neutrali, ma che hanno conseguenze potenzialmente molto distruttive e che lui vedeva come qualcosa che necessariamente si sarebbe avverato senza la possibilit\u00e0 di fermarle. Esempi naturalmente di questi si possono facilmente immaginare, terrorismo batteriologico, macchine autoreplicanti senza limiti, agenti robotici autonomi con intenzioni distruttive. Il suo articolo ha suscitato una discussione estremamente vivace che viene riportato anche dal libro di Ray Kurzweil, The Singularity is Near, La Singolarit\u00e0 \u00e8 Vicina, che \u00e8 lo spunto se vogliamo anche per la discussione di stasera.<\/p>\n\n\n\n<p>Ray Kurzweil \u00e8 un inventore che ha disegnato, progettato il primo meccanismo OCR di Optical Character Recognition, di riconoscimento dei caratteri, il primo motore di riconoscimento vocale ed altre realizzazioni estremamente significative ed importanti. Futurologo, professionista che prevede quando eventuali invenzioni possono trovare terreno fertile per chi vengono sfruttate da un punto di vista economico direttamente per le proprie aziende e oggi ha un team molto produttivo e molto attento che raccoglie quelle che sono le indicazioni verso la singolarit\u00e0 su un proprio sito dove sono presenti anche tutti i dati alla base delle previsioni estremamente radicali del libro. Contrariamente all&#8217;articolo che ho citato precedentemente di Bill Joy, le conclusioni del libro di Ray Kurzweil sono estremamente positive, estremamente promettenti, non nasconde, non sottace quelli che sono i rischi della strada che porta alla singolarit\u00e0 e oltre, per\u00f2 ritiene che l&#8217;umanit\u00e0 sia su una strada dove non pu\u00f2, non \u00e8 in grado di fermarsi, e che quindi l&#8217;unica possibilit\u00e0 per evitare le conseguenze negative \u00e8 quello di andare avanti su questa strada.<\/p>\n\n\n\n<p>Qual \u00e8 questa strada? Su quale strada in effetti ci siamo incamminati? Come siamo arrivati ad essere in grado di analizzare queste possibilit\u00e0 positive o negative che le riteniamo? Nell&#8217;universo nato 14 miliardi di anni fa all&#8217;incirca dal Big Bang, sono presenti diversi meccanismi particolarmente efficaci che creano complessit\u00e0, che creano strutture stabili che a loro volta manifestano fenomeni che figliano nuove strutture e questa figliazione porta a strutture stabili pi\u00f9 complesse.<\/p>\n\n\n\n<p>In sequenza, percorrendolo con semplicit\u00e0, vediamo l&#8217;aggregazione fisica della materia che porta all&#8217;emergersi di oggetti come le stelle, che hanno caratteristiche di perturbazioni, di cicli di funzionamento, di cambiamenti, di meccanismi che gli permettono di brillare per\u2026 miliardi di anni molto pi\u00f9 complessi che non il gas omogeneo, pi\u00f9 o meno omogeneo di idrogeno che li ha generati. Le scale di tempi all&#8217;interno dei quali questi meccanismi lavorano sono quelli dei 10 miliardi di anni dove la stabilit\u00e0 della struttura realizzata \u00e8 all&#8217;incirca dell&#8217;ordine di grandezza di\u2026 un miliardo di anni e oltre sulla terra l&#8217;evoluzione darwiniana ha prodotto nell&#8217;ordine di grandezza di un miliardo di anni o due o tre che siano strutture viventi che hanno a loro volta una stabilit\u00e0 intrinseca intesa come specie dove quindi il pattern caratteristico della struttura che si presenta \u00e8 individuabile, riconducibile e come esempio riporto l&#8217;organismo pi\u00f9&#8230; longevo, pi\u00f9 rappresentativo, pi\u00f9 numeroso sulla Terra che \u00e8 quello della grande famiglia dei batteri e noi siamo a oggi gli unici rappresentanti che conosciamo dell&#8217;evoluzione popperiana che \u00e8 sempre un&#8217;evoluzione inteso come meccanismo di replicazione con errori all&#8217;interno di un ambiente limitato che quindi produce naturalmente quello che \u00e8 una selezione naturale senza alcun intervento ulteriore ma che non agisce esclusivamente attraverso i meccanismi di eliminazione di individui a priori determinati che quindi non hanno modo di intervenire sul proprio comportamento il tipo di cambiamento che la societ\u00e0 umana \u00e8 in grado nell&#8217;arco suo caratteristico di 100.000 anni all&#8217;incirca come specie di effettuare \u00e8 un cambiamento molto pi\u00f9 efficace, molto pi\u00f9 rapido che non quello dell&#8217;evoluzione darwiniana.<\/p>\n\n\n\n<p>Elemento a noi oggi conosciuto, che si sta in effetti studiando adesso perch\u00e9 si ritiene che le sue conseguenze non siano state tutte esplorate, anzi \u00e8 il contrario, semmai stiamo solo adesso immaginando quali possano essere, \u00e8 l&#8217;evoluzione tecnologica intesa come tecnologia autonoma, non la nostra capacit\u00e0 di realizzare un oggetto fisico, bens\u00ec la nostra capacit\u00e0 di generare strutture artificiali che si auto riproducano, la strada che ci ha portati a questo arrivo ha un periodo caratteristico all&#8217;incirca di 10 mila anni, \u00e8 da 10 mila anni che abbiamo cominciato a costruire la nostra civilt\u00e0 tecnologica e Il periodo caratteristico oggi che vediamo attraverso quello che \u00e8 la legge di Moore di cambiamento delle generazioni di computer \u00e8 super gi\u00f9 di un anno. \u00c8 prevedibile che questo periodo collassi ulteriormente e che quindi l&#8217;evoluzione gregoriana porti queste strutture autonome ad un cambiamento ancora pi\u00f9 rapido.<\/p>\n\n\n\n<p>Qual \u00e8 la differenza tra l&#8217;evoluzione gregoriana rispetto all&#8217;evoluzione popperiana prima menzionata e la capacit\u00e0 ancora pi\u00f9 efficace perch\u00e9 questi agenti autonomi intervengano non solo sul proprio comportamento, ma le regole sottostanti al comportamento e le strutture che governano questo comportamento. In effetti io vorrei chiamarla denetiana, ma la fonte che lo riporta, dopo magari lo ritroviamo direttamente sul sito, \u00e8 uno studioso che l&#8217;ha proposto per la prima volta che si chiama Gregory. La differenza tra Darwin, Propper e Gregory \u00e8 proprio la possibilit\u00e0 di intervenire da parte dei meccanismi evolutivi su specie, fisse che sopravvivono o si eliminano, scusate, individui fissi che sopravvivono o vengono eliminati per il mutamento progressivo della specie. A secondo livello, gli individui che partecipano ad una cultura, che osservano i modelli mentali, sottostanti il proprio comportamento e agiscono di conseguenza cambiando il comportamento nel momento in cui il modello mentale non sia produttivo, non produca un comportamento adatto all&#8217;ambiente. In ultimo abbiamo un meccanismo ancora pi\u00f9 efficace dove l&#8217;osservazione dei possibili eventi in termini ipotetici all&#8217;interno del modello mentale pu\u00f2 portare al cambiamento della struttura sottostante che ha prodotto il modello mentale stesso.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo vedremo in uno slide successivo, ma in termini, se vogliamo, un attimo banalizzati, l&#8217;intelligenza artificiale che \u00e8 in grado per definizione di osservare il proprio codice sorgente, lo pu\u00f2 modificare e inserito all&#8217;interno di un contesto evolutivo, lo modificher\u00e0 per arrivare ad una maggiore probabilit\u00e0 di sopravvivenza.<\/p>\n\n\n\n<p>All&#8217;interno del libro di Ray Kurzweil ci sono innumerevoli e bellissimi grafici che rappresentano su coordinate bilogaritmiche una linea che porta verso la singolarit\u00e0 a partire dallo sviluppo della vita, della cultura umana, della rivoluzione industriale, dell&#8217;invenzione dei computer, e non \u00e8 un&#8217;invenzione di Kurzweil. Uno dei grafici che introduce subito dopo il proprio \u00e8 un metastudio, una metarappresentazione di una quindicina di fonti diverse che con una certa distribuzione dovuta naturalmente all&#8217;incertezza della datazione di certi eventi, ma ha la stessa forma.<\/p>\n\n\n\n<p>Vi sar\u00e0 particolarmente familiare, visto che ci troviamo in un dipartimento di scienze dell&#8217;informazione, quella che \u00e8 la curva di crescita della performance dei calcolatori. Ho scelto questo grafico perch\u00e9 \u00e8 parzialmente dovuto al caso, ma \u00e8 visibile qua quello che \u00e8 l&#8217;analisi sottostante in ognuno di questi grafici. Non si tratta di una curva, ma di un inviluppo. Sono tecnologie che disegnano una curva logistica, una curva ad esse perch\u00e9 vanno esplodendo, sviluppandosi e poi staturano le proprie possibilit\u00e0 e vengono sostituite in modo molto morbido da nuove tecnologie che si presentano per rappresentare, per portare avanti in modo pi\u00f9 efficace gli stessi obiettivi e quindi la curva esponenziale \u00e8 l&#8217;inviluppo di queste curve ad esse successive.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo \u00e8 importante perch\u00e9 andando ad analizzare una tendenza tecnologica singola, si va immediatamente a smentire la tesi di Kurzweil, che ci sia un&#8217;accelerazione delle tendenze tecnologiche e che l&#8217;efficacia, il ritorno nella realizzazione degli obiettivi desiderati di queste tendenze aumenti. Invece la sua osservazione in quanto futurologo \u00e8 un&#8217;osservazione epistemologica, \u00e8 un&#8217;osservazione tecnologica di metastudio che parla appunto della visione di diverse tecnologie che si sovrappongono.<\/p>\n\n\n\n<p>Paul Krutzen nell&#8217;anno 2000 ha creato questo neologismo che secondo me dovrebbe diffondersi con ancora maggiore forza di quanto abbia gi\u00e0. Paul Krusen ha vinto il premio Nobel in chimica per l&#8217;identificazione e l&#8217;analisi delle cause del buco dell&#8217;ozono sull&#8217;Antartide e l&#8217;antropocene nella sua sezione rappresenta quell&#8217;era geologica che \u00e8 caratterizzata dall&#8217;intervento dell&#8217;umanit\u00e0 sulla biosfera terrestre, cos\u00ec come altre ere geologiche sono state caratterizzate da propri meccanismi.<\/p>\n\n\n\n<p>Un esempio scioccante di quanto questo sia concreto nella nostra vita \u00e8 riportato nel recentissimo libro di Daniel Dennett, Breaking the Spell, che parla di un importante argomento diverso, di come sia necessario oggi studiare il fenomeno religioso come elemento sociologico, come programma scientifico, senza remore se vogliamo. Riporta l&#8217;analisi di Paul McCready dove viene evidenziata un travolgimento della composizione della biosfera dei vertebrati terrestri. Quindi non parliamo di insetti, batteri o della vegetazione, parliamo degli animali superiori. 10 mila anni fa meno del 1 per 1000 di questa sezione della biosfera era rappresentato da esseri umani e dagli animali domestici, cani, pecore, maiali o altri che fossero. Il 99,9% erano animali selvatici. Solo 10.000 anni dopo, che in termini biologici \u00e8 nulla, assolutamente nulla, la proporzione si \u00e8 totalmente ribaltata. Il 99% e il 98% della biosfera dei vertebrati terrestri \u00e8 rappresentato dagli esseri umani e i propri animali domestici e decine di miliardi pollame ovini bovini e cos\u00ec avanti e il 2% \u00e8 quello che \u00e8 rimasto agli animali salvati questo \u00e8 un esempio che penso anche coloro che negano la concretezza del fenomeno del riscaldamento globale che dicono o non esiste e non esister\u00e0 mai o dicono semplicemente non ne sappiamo abbastanza o coloro che dicono no tutti i bei grafici che Ray Kurzweil disegna in termini esponenziali sono un artefatto culturale del proprio punto di vista e non rivestono una realt\u00e0 oggettiva ecco questo tipo di dato \u00e8 difficile relativizzarlo \u00e8 difficile metterlo sotto il tappeto \u00e8 difficile buttare l\u00ec un nihil novum, non c&#8217;\u00e8 niente di nuovo.<\/p>\n\n\n\n<p>Una delle cose che a mio avviso sar\u00e0 pi\u00f9 divertente anche osservare nei prossimi anni, dal punto di vista di coloro che desiderano l&#8217;avvento della singolarit\u00e0 tecnologica, e sar\u00e0 pi\u00f9&#8230; osservato con brivido da coloro che non lo vogliono o che lo ritengono impossibile, saranno quelle tracce della singolarit\u00e0 che si potranno vedere nel bene o nel male. Io riporto tre piccoli esempi, non necessariamente spinti, ma che possono contribuire magari alla discussione che tra poco inizieremo.<\/p>\n\n\n\n<p>Al MIT c&#8217;\u00e8 un centro che si occupa di realizzare infrastrutture e meccanismi di quello che si potr\u00e0 chiamare materia programmabile. Loro ritengono, Neil Gershenfeld che \u00e8 il direttore di questo centro, fa l&#8217;esempio di come la manifattura dell&#8217;industria pi\u00f9 avanzata che abbiamo la creazione di chip con dimensioni caratteristiche che si stanno avvicinando ai nanometri sia identico alla prima fabbricazione dell&#8217;uomo cosiddetto primitivo o preistorico che prende un po di argilla lo forma si disegna su qualcosa con il bastoncino poi lo mette nel forno lo cuoce, lo tira fuori, lo spolvera e ha un vaso. Alla Intel con 6-10 miliardi di dollari di investimento non fanno altro, prendono un po&#8217;di silicio, si disegnano sopra, non usano il bastoncino, usano i raggi ultravioletti o i raggi X, lo mettono in forno, lo tirano fuori, lo lavano, poi lo tagliano ed ecco il qui. Mentre&#8230; Quello che loro stanno facendo \u00e8 la possibilit\u00e0 di\u2026 effettuare un cambiamento di fase della manufattura dove \u00e8 la spontaneit\u00e0 della costituzione del DNA in termini chimici dagli elementi costituenti che viene preso come analogia per trovare forme a noi utili di prodotti che nascono spontaneamente e che contengono il proprio programma.<\/p>\n\n\n\n<p>Una cosa molto significativa a mio avviso che stanno contemporaneamente portando avanti \u00e8 la costruzione di quello che chiamano Internet Zero, cio\u00e8 realizzare standard e protocolli di comunicazione indipendenti dal layer di trasporto che possano permettere l&#8217;inserimento a costi trascurabili di capacit\u00e0 di comunicazione, oggi lo chiameremmo server web, ovunque e in ogni oggetto.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;anno scorso ho appena uscito il libro di Ray Kurzweil, un eminentissimo divulgatore italiano Roberto Vacca ha scritto un articolo che commentava sul libro di Kurzweil in termini dubbiosi e diceva io sono andato a vedere le fonti dei dati di Kurzweil i grafici che lui disegna cos\u00ec ottimisticamente e ho plottato e interpolato i dati e a mio avviso l&#8217;errore caratteristico nel interpolarlo come una curva logistica ad esse \u00e8 molto inferiore che non interpolarlo come esponenziale quindi secondo me Kurtzweil sbaglia Questa sua analisi, secondo me, era sbagliata per due ragioni. Una, quella che abbiamo menzionato prima, cio\u00e8 ha tenuto conto di una particolare curva e non dell&#8217;inviluppo delle curve che \u00e8 il nucleo del ragionamento di Kurzweil. L&#8217;altra ragione per cui sbaglia \u00e8 perch\u00e9 effettua l&#8217;interpolazione a parit\u00e0 di condizioni. L&#8217;introduzione&#8230; scusatemi se menziono termini un po&#8217;tecnici ma immagino per voi non sia un problema, l&#8217;introduzione di un protocollo come IPv6 e l&#8217;introduzione di nuovi metodi di comunicazione come Internet Zero da parte dell&#8217;MIT, render\u00e0 possibile che fra 15-20 anni come vacca proiettata non ci siano 600 milioni di host sul pianeta. Ma siano 600 miliardi o 600 mila miliardi se ci serve, affinch\u00e9 in questa stanza, se lo vogliamo e lo desideriamo, ogni oggetto, a qualunque granularit\u00e0 lo vogliamo chiamare tale, sia in grado di comunicare.<\/p>\n\n\n\n<p>Una seconda traccia della singolarit\u00e0 prossima avventura, sempre molto umilmente e molto timidamente, si&#8230; manifesta a mio avviso nella gara vinta con successo al solo secondo tentativo dopo il primo anno che \u00e8 andato a fallire del cosiddetto DARPA Grand Challenge, dove pi\u00f9 di 100 miglia, 150-180 km di percorso sono stati superati da veicoli totalmente autonomi ad una media di circa 50-60 km all&#8217;ora. e dove quest&#8217;anno, non mi ricordo se questa settimana o settimana prossima, si ripete la stessa sfida all&#8217;interno di traffico urbano, mentre il percorso nel deserto non era affatto stimolato, c&#8217;erano precipizi, c&#8217;erano gallerie, il percorso \u00e8 stato consegnato ai team un&#8217;ora prima della partenza e rispetto alla\u2026 presunta difficolt\u00e0, se non addirittura impossibilit\u00e0, che un problema di intelligenza artificiale, di pianificazione, perfezione, correzione degli errori, adeguamento ai concreti fallimenti delle varie tecnologie, poteva rappresentare solo qualche anno fa queste macchine. Oggi&#8230; anno hardware standard. La macchina vincente dell&#8217;Universit\u00e0 di Stanford aveva 4 PC ed era una macchina normale, una macchina di serie.<\/p>\n\n\n\n<p>Un terzo esempio \u00e8 proprio di settimana scorsa, dove mi sembra che la fonte originaria fosse australiana, un gruppo di medici ammetteva, se vogliamo, per la prima volta, non \u00e8 che lo rilevassero per la prima volta, a mio avviso, lo ammettevano per la prima volta. Quando fanno una diagnosi si consultano con Google e non parliamo di specialisti, parliamo di medici generici. Inserire i sintomi di una malattia all&#8217;interno del motore di ricerca permette di affiancare il medico specialistico nella diagnosi.<\/p>\n\n\n\n<p>La penultima ondata di ricerche in intelligenza artificiale, 20 anni fa, dove uno dei punti di esplorazione era quello dei sistemi esperti con approccio top down, dall&#8217;alto, basato su regole che affogavano nella propria complessit\u00e0 dopo tre passi e che assolutamente erano simpatici e magari facevano qualche cosa in un strettissimo campo verticale si renderanno conto come l&#8217;involontaria conseguenza degli algoritmi di rilevanza in un approccio bottom up di Google sia alieno alieno rispetto a quello che noi vent&#8217;anni fa abbiamo potuto immaginare come infatti il nuovo approccio allo sviluppo dell&#8217;intelligenza artificiale, alla intelligenza artificiale generale, \u00e8 un approccio opposto, bottom up, dal basso, che parte da modelli funzionali, quindi con certe aspettative e certe attese e che mira al reverse engineering, allo studio e all&#8217;analisi completa del cervello umano.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo strumento utilizzato che approfitta dei miglioramenti radicali ed esponenziali che la legge di Moore comporta \u00e8 la scansione cerebrale funzionale, che \u00e8 una modalit\u00e0 totalmente non invasiva, la cui precisione sta aumentando esponenzialmente, la cui sensibilit\u00e0&#8230; sta aumentando esponenzialmente. Io sono stato ad una fiera normale al Febit, questo marzo, dove c&#8217;era una macchina, dove ti sedevi davanti, ti mettevi un casco, e questo attraverso un feedback che tu nell&#8217;arco di una decina di minuti apprendevi senza nessun problema, ti leggeva il pensiero per muovere una manopola per giocare a Pong. Oggi ci vuole il casco, cos\u00ec come ieri ci voleva la perforazione di elettrodi nella testa, probabilmente nessuno per fortuna l&#8217;ha fatto, almeno per giocare a Pong. Domani lo si far\u00e0 da distante, oggi ci vogliono 10 minuti e si fa solo per muovere una manopola, domani sar\u00e0 possibile farlo per processi di pensiero qualunque.<\/p>\n\n\n\n<p>E&#8217; molto interessante quello tra l&#8217;altro che sta facendo IBM con la sua prossima iniziativa, non quella precedente ma quella prima ancora, la ricordate? Deep Blue che ha battuto il campione mondiale di scacchi in carica, che pur essendo il migliore essere umano che fosse in grado di giocare a scacchi ha avuto un&#8230; una battuta di orgoglio che purtroppo l&#8217;ha abbattuto invece che innalzarlo e ha detto non \u00e8 possibile, altri esseri umani devono averlo manometto, che \u00e8 un ossimoro, se lui \u00e8 il migliore altri non possono averlo battuto, pu\u00f2 averlo battuto solo qualcuno che non \u00e8 umano.<\/p>\n\n\n\n<p>Quello precedente di IBM \u00e8 successivo a Deep Blue, \u00e8 Blue Gene, che utilizzano per sviluppare le proprie tecniche di costruzione di supercalcolatori, cos\u00ec come il grafico che abbiamo visto precedentemente, e il cui scopo \u00e8 quello dell&#8217;applicazione della biologia molecolare per come si contorcono le proteine che costituiscono i geni. L&#8217;iniziativa di adesso, che si chiama Blue Mind, \u00e8 per la modellazione della neocorteccia, non ancora nella sua interezza, ma in base ad un modello biologico che oggi riteniamo essere corretto Ed essendo la neocorteccia sede delle nostre funzioni superiori di percezione, di interpretazione di tipo cognitivo, questo \u00e8 il primo passo nel nuovo approccio allo sviluppo dell&#8217;intelligenza artificiale che anche altri stanno percorrendo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il nuovo centro di neuroscienza applicato all&#8217;Universit\u00e0 di Berkeley \u00e8 nato un anno fa in parallelo con la societ\u00e0 commerciale che sfrutta le ricerche chiamate Numenta e che le applicher\u00e0 nel campo della visione per prima. Quello di IBM \u00e8 un modello biologico, quindi in conseguenza alla scansione funzionale si \u00e8 andato a stabilire che ci sono che livelli di cellule che comunicano fra di loro e che nel passare l&#8217;informazione originariamente disomogenea della percezione auditoria o visuale o olfattoria o tattile che sia, compiono una sintesi integrativa e man mano che si alza sul livello delle cellule il segnale non \u00e8 pi\u00f9 differenziato.<\/p>\n\n\n\n<p>Che cosa comporta questo? Quali sono i meccanismi che sottostanno a questa integrazione, a questa sintesi di segnale e come un meccanismo anche molecolare di memoria locale a questa colonna di unit\u00e0 di corteccia permetta di costruire modelli locali di previsione. Praticamente il segnale visivo, questo \u00e8 un esempio che si riporta quasi universalmente, il segnale visivo costante sparisce dalla cognizione, \u00e8 la differenza del segnale visivo che in realt\u00e0 noi siamo evoluti a percepire. Ed \u00e8 questa differenza di segnale che la singola colonna di neocorteccia va a mettere in evidenza.<\/p>\n\n\n\n<p>O per carit\u00e0 i miliardi di dollari di IBM magari sono sprecati eh! Diciamo che le ricerche di Berkeley sono accademiche, fino ad un certo punto perch\u00e9 danno in licenza esclusiva all&#8217;autore sia di Numentas che di questo istituto, \u00e8 il fondatore di Palm, che ha preso i suoi soldi e ha detto \u00e8 questo che voglio fare, in realt\u00e0 \u00e8 questo che ho sempre voluto fare, ma intanto Palm mi ha permesso di trovargli i soldi per poi investirli qua. La ricerca di IBM \u00e8 di tipo informatico, di architetture di computer, adesso non mi ricordo nemmeno l&#8217;ordine di grandezza, sono 5.000 o 50.000 CPU che stanno mettendo insieme per fare questo Blue Mind e questo \u00e8 di per s\u00e9 secondo me interessante.<\/p>\n\n\n\n<p>Potremmo ritrovarsi e sono d&#8217;accordo, non se consensi su questo, magari sar\u00e0 un altro approccio che avr\u00e0 successo, \u00e8 l&#8217;effetto collaterale di uno sviluppo che molti gruppi stanno portando avanti. La forza delle previsioni futurologiche, direi Kurzweil, sta anche in questo. Lui non sta dicendo per nessuna delle cose che in modo incredibilmente ambizioso prevede, \u00e8 rischioso perch\u00e9 \u00e8 la sua reputazione che anche sta mettendo a rischio, non sta dicendo secondo me vincer\u00e0 questo approccio, vincer\u00e0 questo approccio per il reverse engineering del cervello o per la trasmigrazione della mente non dell&#8217;anima, che lui mette in atto o che prevede che accadr\u00e0. Dice, proprio perch\u00e9 ci sono cos\u00ec tanti gruppi che stanno lavorando su questi, uno degli approcci avr\u00e0 successo e qualunque approccio abbia successo comunque cavalca la legge dei ritorni economici, computazionali memetici in generale che accelerano.<\/p>\n\n\n\n<p>Una volta che si arriva, quindi che sia il gruppo di IBM, che sia il gruppo di Berkeley, che sia una miriade di altri gruppi, ce n&#8217;\u00e8 uno molto interessante per esempio, i cui video sono anche caricabili, \u00e8 una societ\u00e0 che si chiama Novamente, anche loro sanno&#8230; studiando come implementare una intelligenza artificiale generale. Ecco, ma una volta che ci si arriva, cosa succede? Perch\u00e9, cos\u00ec come abbiamo accennato prima, se sei un&#8217;intelligenza artificiale, contrariamente a noi, che siamo soggetti all&#8217;evoluzione popperiana, il codice sorgente che ti genera \u00e8 a tua disposizione e sei in grado di studiarlo, sei in grado di analizzarlo e di accorgerti che potrebbe essere migliorato. E nel momento in cui inserisci questi miglioramenti e ti ritrovi ad essere ancora pi\u00f9 intelligente, dai un&#8217;altra occhiata. E se hai voglia, implementi i nuovi miglioramenti. E ripetendo il tutto in modo ricorsivo, si arriva a questo fenomeno che nel 65,<\/p>\n\n\n\n<p>E ripetendo il tutto in modo ricorsivo, si arriva a questo fenomeno che nel 65, quindi una quarantina di anni fa, \u00e8 stato identificato e che \u00e8 stato chiamato intelligence explosion, l&#8217;esplosione dell&#8217;intelligenza. Che cosa comporta l&#8217;esplosione dell&#8217;intelligenza? Cos\u00ec come le prime forme di vita sulla Terra sono state abbastanza uniformi e poi una testimonianza particolarmente&#8230; drammatica per chi ha messo in difficolt\u00e0 in termini di spiegazione evolutiva darwin stesso c&#8217;\u00e8 stata la esposizione cambriana di forme viventi e ci sono state altre prima che hanno lasciato nessuna tratta perch\u00e9 erano a livello di batteri una in particolare che \u00e8 stato il passaggio da batteri anaerobici che vivevano nell&#8217;atmosfera terrestre originaria priva di ossigeno per arrivare al metabolismo sottostante noi di batteri aerobici che hanno bisogno di ossigeno un po&#8217;pi\u00f9 efficienti cos\u00ec \u00e8 sufficiente la prima intelligenza artificiale perch\u00e9 si assista alla diversificazione alla diversificazione che non si ferma alla considerazione provinciale del quoziente di intelligenza dove la scala va dall&#8217;idiota del villaggio ad Einstein e all&#8217;interno di quello che studiamo tutto il possibile.<\/p>\n\n\n\n<p>Sia in termini lineari, se vogliamo puramente di quoziente di intelligenza, ma sia in termini di parametri a noi eventualmente sconosciuti, possiamo raggruppare all&#8217;interno dello&#8230; spazio delle fasi delle intelligenze possibili, tutte le menti umane all&#8217;interno di un minuscolo punto e le intelligenze artificiali che nascono andranno a spaziare verso posizioni all&#8217;interno di questo spazio di fasi, posizioni che per noi sono fitte, ma per loro no o non necessariamente e con motivazioni anche radicalmente diverse dalle nostre.<\/p>\n\n\n\n<p>Se la singolarit\u00e0 \u00e8 vicina Questa foto \u00e8 simpaticissima, \u00e8 il caratteristico cartello dei mendicanti di strada, o anzi scusate, non dei mendicanti, di coloro che vogliono convertirti alle varie religioni estremiste o pi\u00f9 di nicchia negli Stati Uniti. Ecco, a singolarit\u00e0 \u00e8 vicina. Come dobbiamo comportarci? Esiste una fondazione che si occupa proprio di questo. \u00c8 il Singularity Institute for Artificial Intelligence, il cui scopo \u00e8 quello di stabilire le condizioni possibili, ma anche necessarie per che la prima intelligenza artificiale che nasca sia amichevole. Cosa significa questo in termini formali? pi\u00f9 o meno formali, che ci sia una funzione di utilit\u00e0 valutata su diversi parametri che venga massimizzata dal comportamento di questa intelligenza artificiale. Quale sar\u00e0 questa funzione di utilit\u00e0? In termini qualitativi il bene dell&#8217;umanit\u00e0. Cosa significa questo poi \u00e8 da definire e da implementare.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 fondamentale ed \u00e8 matematicamente possibile trovare una funzione che sia stabile sotto le condizioni di automodifica, perch\u00e9 la motivazione intrinseca della intelligenza artificiale cos\u00ec realizzata ad automodificarsi include il bene dell&#8217;umanit\u00e0 e questo lo porta ad una modifica che continuer\u00e0 ad includere il bene dell&#8217;umanit\u00e0. Non \u00e8 ammissibile al contrario fare un approccio a casasco e nemmeno ammissibile prendere un approccio evolutivo. Lo dobbiamo beccare giusto al primo colpo, altrimenti il rischio esistenziale posta all&#8217;umanit\u00e0 dal&#8230; presentarsi massiccio di queste tecnologie genetiche, robotiche, nanotecnologiche assieme agli agenti autonomi delle intelligenze artificiali avr\u00e0 un po&#8217; le stesse caratteristiche che \u00e8 accettato nel passaggio da batteri anaerobici al batteri aerobici, dominavano il pianeta. Per un miliardo di anni hanno dominato il pianeta i batteri anaerobici. Erano&#8230; i signori del proprio universo. E oggi ci sono ancora 4.000 metri sotto il livello del mare, dove non c&#8217;\u00e8 luce, dove non c&#8217;\u00e8 ossigeno, dove si nutrono del calore e dei gas a noi tossici delle eruzioni vulcaniche sosterranee.<\/p>\n\n\n\n<p>Noi, ed \u00e8 stata questa la premessa con cui abbiamo iniziato, non vogliamo che vada a finire cos\u00ec. Bill Joy che abbiamo menzionato diceva bisogna che ci si fermi, nella pratica questo non \u00e8 possibile e non \u00e8 possibile anche da un punto di vista sociologico, politico, religioso, quali che siano le motivazioni in un mondo globalizzato che possono portare un gruppo a sviluppare tecnologie che altri gruppi volontariamente si fermano dallo sviluppare. Il progetto Manhattan era in fondo questo. La risposta americana alla minaccia da parte di Hitler dello sviluppo della bomba atomica con il supporto del pacifista Einstein \u00e8 stato quello. Non ci si pu\u00f2 permettere di non prepararsi. nessuno di loro poi era d&#8217;accordo nel provarla la maledetta bomba quale sar\u00e0 quindi la soluzione del complessissimo problema da un punto di vista anche matematico perch\u00e9 non \u00e8 solo questione di implementazione tecnologica ma anche una questione di modellazione di pianificazione di capacit\u00e0 di analisi matematica soprattutto nel momento in cui parliamo della natura e delle conseguenze dell&#8217;intelligenza artificiale costruenda saranno assolutamente da vedere nel momento in cui accettiamo che la strada che abbiamo visto adesso in questa mezz&#8217;oretta forse pi\u00f9 percorrere \u00e8 una strada dove non ci si pu\u00f2 fermare se la azzecchiamo giusta le promesse della singolarit\u00e0 sono sono quasi un&#8217;analogia con i buchi neri, anche quelli non sono rimasti a lungo insondati. Oggi nella fisica, nell&#8217;astronomia esistono modelli molto specifici, molto dettagliati di qual \u00e8 la struttura interna, il comportamento, l&#8217;evoluzione dei buchi neri. Cos\u00ec la singolarit\u00e0 non rappresenta l&#8217;inconoscibile, ma rappresenta assolutamente una rottura di continuit\u00e0 dove noi con il privilegio di poterlo cercare di influenzare non ci si pu\u00f2 permettere di non farlo.<\/p>\n\n\n\n<p>Gi\u00e0 oggi se ci si fermasse da 100 miliardi e passa che siamo, ci ridurremmo non so a quanto, ma ci ridurremmo magari senza tornare ai circa 80 milioni di individui che si calcola vivessero 10.000 anni fa all&#8217;inizio dell&#8217;attivit\u00e0 tecnologica, ma la Terra senza soluzioni tecnologiche oggi \u00e8 in una situazione di per s\u00e9 comunque insostenibile.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Vedremo quanto questo porti la singolarit\u00e0 tecnologica ad una situazione di una profezia che si autoavvera, assieme a come i giudizi di desiderabilit\u00e0 oltre che fattibilit\u00e0 influenzino la forma che il futuro avr\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><em>*Riguardando l&#8217;articolo nel 2024 quasi 20 anni dopo la pubblicazione, vedo che la versione originale \u00e8 da aggiornare e quindi cos\u00ec ho fatto. Google Video che ospitava la registrazione non esiste pi\u00f9, adesso \u00e8 su YouTube. E il wiki che invece ospitavo io su uno dei miei siti \u00e8 stato rapidamente invaso da troll e spam e non avevo le risorse per la sua manutenzione. Ho aggiunto anche la trascrizione, cosa complicata allora, semplice oggi.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ho tenuto il 22 Novembre un seminario sulla Singolarit\u00e0 Tecnologica all&#8217;Universit\u00e0 di Milano, presso il campus di Crema. Guarda video del seminario \u00e8 online* ed \u00e8 anche disponibile il wiki* per portare avanti le analisi e le considerazioni che non \u00e8 stato possibile approfondire nel tempo limitato del seminario. 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