{"id":2198,"date":"2017-02-07T09:37:58","date_gmt":"2017-02-07T09:37:58","guid":{"rendered":"http:\/\/dev.davidorban.com\/?p=2198"},"modified":"2021-04-23T07:37:50","modified_gmt":"2021-04-23T07:37:50","slug":"introduzione-allintelligenza-artificiale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/davidorban.com\/it\/2017\/02\/introduzione-allintelligenza-artificiale\/","title":{"rendered":"Introduzione all&#8217;Intelligenza Artificiale"},"content":{"rendered":"<p>Nel corso di una presentazione tenuta presso Banca Sella ho parlato delle diverse applicazioni dell&#8217;Intelligenza Artificiale e della sua continua evoluzione. Per essere parte del futuro dovremo riscrivere la definizione di umanit\u00e0 e renderci conto che i nostri nemici non sono le macchine intelligenti, ma quelle stupide.<\/p>\n<hr>\n<p>A Milano, nel 1987, si \u00e8 tenuto un congresso mondiale sull\u2019intelligenza artificiale. Questo per dimostrare come l\u2019interesse che vediamo oggi sull\u2019argomento ha radici lontane, radici importanti.<br \/>\nCome durante la rivoluzione industriale la forza muscolare animale \u00e8 stata sostituita dalla forza idraulica, forza del vapore e ad oggi forza elettrica, permettendoci di ridisegnare la societ\u00e0, l\u2019intelligenza artificiale affiancher\u00e0 l\u2019intelligenza umana e trasformer\u00e0 la societ\u00e0 tanto quanto questa \u00e8 stata trasformata dall\u2019industrializzazione.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 cinquecento anni fa, Leonardo immaginava macchine volanti che la metallurgia e la conoscenza aerodinamica di allora non gli permettevano di realizzare. Il suo sogno \u00e8 stato portato avanti nel tempo da persone con le conoscenze necessarie per concretizzarlo. L\u2019avanzamento tecnologico ha valicato le limitazioni una volta credute insuperabili dei primi goffissimi computer.<\/p>\n<p>Il nostro mondo \u00e8 definito dalla tecnologia, pi\u00f9 precisamente dalle tecnologie esponenziali, come ne \u00e8 stata esempio la veloce progressione di computer, telefoni cellulari e sensori. Hardware miniaturizzati, tanto da averci portati alle scale atomiche, hanno potuto contenere una quantit\u00e0 di dati molto maggiore e rendere i programmi molto pi\u00f9 efficaci.<br \/>\nQuando la posta elettronica ha cominciato a diffondersi negli anni novanta, pochi credevano che vent\u2019anni dopo il suo utilizzo sarebbe stato quasi universale. Allo stesso modo gli strumenti di intelligenza artificiale si diffonderanno e tra dieci o vent\u2019anni il loro utilizzo sar\u00e0 altrettanto banale e scontato come lo \u00e8 oggi quello della posta elettronica, da parte di tutti.<\/p>\n<p>Oggi ci sono diverse domande riguardo il futuro del lavoro quando le macchine saranno in grado di eseguirlo al posto nostro, ma cominciamo a vedere i contorni di possibili risposte: ci renderemo conto che ognuno di noi ha del talento da valorizzare e impiegheremo il tempo a migliorare noi stessi, per affrontare meglio la vita nella societ\u00e0, dando un&#8217;opportunit\u00e0 alle persone di essere parte del futuro.<\/p>\n<p>Dovremo decidere chi sono i nostri nemici e arriveremo al punto da dover riscrivere la definizione di umanit\u00e0, concludendo che i nostri nemici non sono le macchine intelligenti, ma quelle stupide. Supereremo rapidamente la transizione che cambier\u00e0 la societ\u00e0, risolvendo i nostri problemi attuali, preparandoci ad affrontarne di ancora pi\u00f9 stimolanti.<\/p>\n<div class=\"epyt-video-wrapper\"><iframe  id=\"_ytid_11596\"  width=\"480\" height=\"270\"  data-origwidth=\"480\" data-origheight=\"270\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/nJzRJJWKkwg?enablejsapi=1&#038;autoplay=0&#038;cc_load_policy=0&#038;cc_lang_pref=&#038;iv_load_policy=1&#038;loop=0&#038;rel=0&#038;fs=1&#038;playsinline=0&#038;autohide=2&#038;theme=dark&#038;color=red&#038;controls=1&#038;disablekb=0&#038;\" class=\"__youtube_prefs__  epyt-is-override  no-lazyload\" title=\"YouTube player\"  allow=\"fullscreen; accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen data-no-lazy=\"1\" data-skipgform_ajax_framebjll=\"\"><\/iframe><\/div>\n<p>&#8220;Buona sera a tutti e grazie per l\u2019ospitalit\u00e0. Io torno sempre volentieri. Viaggio parecchio e quindi avere l\u2019opportunit\u00e0 di visitare luoghi cos\u00ec interessanti come questi di Sella Lab per me \u00e8 veramente un privilegio.<\/p>\n<p>Una domanda molto semplice per conoscerci. Alzate la mano se utilizzate la posta elettronica a lavoro. Okay. E senza mettere in imbarazzo nessuno, spero, alcuni di voi forse, spero di no, hanno a pie di pagina sui messaggi un avvertimento: \u201cPensa all\u2019ambiente prima di stampare questo messaggio\u201d. Davvero alcuni di voi stampano le email per leggerle? Non chiedo di alzare la mano a chi lo fa, ma la mia raccomandazione \u00e8 eventualmente di non farlo, okay? Non tanto per l\u2019ambiente, ma perch\u00e9 uccidete in culla lo strumento. Cio\u00e8 lo strumento serve per comunicare in modo snello e quindi se voi stampate le email vuol dire che non avete capito come si usa lo strumento. Questa domanda e questa partenza, questo incipit, \u00e8 per dirvi che l\u2019email \u00e8 nata tanti anni fa, negli anni sessanta, per\u00f2 si \u00e8 diffusa negli anni novanta e oggi, vent\u2019anni dopo, in un posto di lavoro, diciamo, normale, in una banca, quando faccio la domanda a persone non tecniche se utilizzano lo strumento alzano tutti la mano. Analogamente, gli strumenti di intelligenza artificiale si diffonderanno in modo ampio e radicale e fra dieci o vent\u2019anni se io facessi la domanda chi di voi usa strumenti di intelligenza artificiale nel proprio lavoro, la risposta sar\u00e0 universalmente di si. Altrettanto spontaneamente, in modo quasi banale e scontato, cos\u00ec come qualcuno ha alzato due braccia addirittura per dire \u201cfigurati, senza email morirei, senza email non potrei lavorare\u201d.<\/p>\n<p>Il mio nome \u00e8 David Orban e mi fa piacere rimanere in contatto anche successivamente, non solo adesso, non solo quando ci saluteremo alla fine che andrete a casa, ma se avete voglia di collegarvi su LinkedIn, su Twitter, vi invito tranquillamente a farlo per continuare questo dialogo, queste nostre conversazioni. Alla Singularity University, in California, presso il centro di ricerca Nasa con i finanziamenti di Google \u00e8 questo che noi facciamo. Ci occupiamo di come la tecnologia migliora il mondo. Non \u00e8 un gioco a somma zero, non \u00e8 che i suoi lati positivi equivalgono a quelli negativi. Su per gi\u00f9, non importa se usiamo o meno la tecnologia. La tecnologia \u00e8 quello che ha trasformato il mondo attorno a voi, attorno a me e quello che rende possibile fare quello che facciamo ed \u00e8 per capire quali implicazioni ha la tecnologia che qualche anno fa ho fondato una Think Tank a Londra che adesso \u00e8 presente in pi\u00f9 di quaranta paesi nel mondo, Network Society Research, e un anno fa Network Society Ventures, un fondo di investimenti che individua i team e le idee pi\u00f9 importanti per poi accelerarne lo sviluppo attraverso un investimento in venture capital. Ho anche pubblicato un libro su questi temi con Hoepli che fa riferimento agli sviluppi pi\u00f9 estremi dell\u2019intelligenza artificiale e ne ho qua tre copie da regalare a quelli che fanno le domande pi\u00f9 interessanti. E quindi a mio unico giudizio, soggettivo, assolutamente, senza la presenza di un notaio, decider\u00f2 a chi dare uno di questi tre libri alle tre domande pi\u00f9 interessanti. E se saranno tre domande in tutto sapete gi\u00e0 che sarete tutti vincitori. Se queste cose vi incuriosiscono e volete avere un\u2019altra occasione di approfondimento che non duri due ore ma due giorni, in un momento dove parleremo non solo di intelligenza artificiale ma anche di biologia sintetica, di internet degli oggetti, di nuove fonti di energia, di futuro dell\u2019imprenditoria della finanza, della criminalit\u00e0 e di tanti altri aspetti interessanti, per la prima volta viene organizzata in Italia la SingularityU Summit, appunto un evento contenitore molto stimolante. In fin dei conti siamo viaggiatori nel tempo, un minuto al minuto e alla velocit\u00e0 con cui andiamo da qualche parte e tanto vale cercare di capire dove andremo a finire e fare di tutto perch\u00e9 quel posto, quando ci arriveremo, sia qualcosa che ci piace condividere con gli altri, con la nostra comunit\u00e0, con i nostri figli.<\/p>\n<p>Il nostro mondo, come dicevo, \u00e8 definito dalla tecnologia. \u00c8 definito pi\u00f9 precisamente dalle tecnologie esponenziali, tecnologie che cambiano non in modo lineare, passando come in autostrada da cento km all\u2019ora a centodieci a centotrenta, si spera poi non di pi\u00f9, ma che cambiano passando da cento a duecento a quattrocento a ottocento con una progressione che non \u00e8 facile digerire, per cui non siamo programmati, che non \u00e8 nostra propria, anche se ormai sono cinquant\u2019anni che siamo testimoni di questo cambiamento cos\u00ec come descritto dal miglioramento dei nostri computer, dai nostri telefoni cellulari, e oggi dai sensori che si stanno diffondendo sempre di pi\u00f9 nell\u2019ambiente con capacit\u00e0 migliori. Questo cambiamento avviene attraverso il lavoro di migliaia e decine di migliaia di persone in tutto il mondo, ingegneri, informatici, scienziati, investitori, che cercano di capire come superare i problemi che incontriamo ed \u00e8 una progressione che, proprio per la legge dei grandi numeri, sembra continua, ma in realt\u00e0, al suo interno, ha una ricchezza di passi in avanti sorprendenti, oppure di strade senza uscita che sono tentativi che poi falliscono. Ed \u00e8 proprio per questa natura che si pu\u00f2 vedere come un futuro che sta arrivando un po\u2019 dappertutto sia gi\u00e0 presente da qualche parte. Ci sono posti al mondo dove questo futuro si sta gi\u00e0 sperimentando e attraverso una comunicazione globale che collega tutti noi, che sia su Facebook che sia con i giornali o con i telegiornali che leggiamo e guardiamo, comunque possiamo imparare come adottare approcci e tecnologie anche per noi. I diversi ambiti su cui ritorneremo anche specificamente per il tema della serata attraverso cui si articolano questi cambiamenti creano un circolo virtuoso, l\u2019hardware che \u00e8 la macchina che utilizziamo permette di far girare un software che ne mette in moto la potenza e il modo in cui lo utilizziamo sempre pi\u00f9 facilmente per raggiungere i nostri obbiettivi lo fa diffondere sempre di pi\u00f9, lo fa adottare da un numero sempre maggiore di persone. Questo hardware inizialmente era qualcosa di gigantesco, i classici cervelli elettronici degli anni sessanta, e la progressiva miniaturizzazione dei circuiti ha portato oggi ad arrivare alle scale atomiche e oggi non ne parleremo, magari in un altro incontro, ma i paradigmi stessi che hanno per cinquant\u2019anni dettato come progettiamo e come programmiamo i nostri computer, stanno per essere stravolti dall\u2019introduzione di un approccio completamente diverso dei cos\u00ec detti computer quantistici.<\/p>\n<p>Quando voi, magari, leggete negli inserti culturali od economici o anche tecnologici dei quotidiani \u201c\u00e8 finita la legge di Moore\u201d: chi ha gi\u00e0 sentito nominare la legge di Moore, che cos\u2019\u00e8? Molti di voi. \u00c8 una legge che non \u00e8 una legge di natura, \u00e8 una profezia che si auto avvera attraverso gli sforzi degli ingegneri che vogliono farla avverare di anno in anno e quando viene, appunto, dichiarata morta questa legge, non si tiene conto del fatto che la creativit\u00e0 e la passione di queste persone potr\u00e0 superare le barriere, magari cambiando le regole del gioco, ma produrr\u00e0 ancora per moltissimo tempo computer sempre pi\u00f9 potenti. Computer che erano inizialmente ciechi e sordi e solo dopo un po\u2019 cominciavano a interagire, capire che noi volevamo rappresentare i nostri dati attraverso delle metafore a noi familiari, che ci piaceva il colore. Si sono liberati dalle dimensioni delle nostre mani e riconoscevano non solo il tocco, ma addirittura il movimento, con telecamere che adesso cominciano a diffondersi negli ambienti. Preparatevi che fra qualche anno vi imporranno di indossare gli occhiali di realt\u00e0 aumentata per lavorare e alcuni di voi resisteranno, cos\u00ec come magari negli anni ottanta c\u2019erano vostri colleghi che si rifiutavano di utilizzare il personal computer che era al di sotto della loro dignit\u00e0 e, non so se c\u2019\u00e8 qualcuno, qui, oggi, del personale, ma se qualcuno oggi ad un colloquio si presentasse affermando con orgoglio che lui o lei non usa mai il computer le sue chances di essere assunto sarebbero veramente vicine allo zero, e cos\u00ec in futuro non essere pronti o non essere portati a mettersi in gioco e usare queste interfacce di realt\u00e0 aumentate che adesso sembrano goffe e o che ci fanno anche sorridere o inorridire a seconda, sar\u00e0 l\u2019analogo di non usare il personal computer. Il riconoscimento del parlato era proprio una delle frontiere dell\u2019intelligenza artificiale ed oggi \u00e8 presente nel telefono di tutti. Una delle frontiere proprio adesso \u00e8 quello di leggere il pensiero e il computer sta aumentando sempre di pi\u00f9. La magia che quelli che sono appassionati di tecnologia vedono in questa frontiera fa venire letteralmente i brividi. Oggi cominciamo a essere in grado di leggere qual\u2019\u00e8 la lettera a cui la persona sta pensando. Quindi magari, lettera per lettera, in un alfabeto molto lento, in una compitazione goffa, ma possiamo con il pensiero scrivere e questo \u00e8 l\u2019inizio di una cascata di eventi che porter\u00e0 letteralmente alla fusione di computer e persone. Con il pensiero ma anche, poi vedremo, in altri modi. Questa immagine potrebbe essere tranquillamente essere stata scattata in queste valli, in queste zone. Ricorda proprio una importantissima rivoluzione di una industrializzazione dove la forza muscolare animale veniva sostituita con la forza idraulica, con la forza del vapore, oggi con la forza elettrica e che ci ha permesso di ridisegnare come immaginiamo la vita e come immaginiamo la societ\u00e0, come immaginiamo i prodotti e i servizi con cui ci contorniamo, di cui ci serviamo, e un analogo cambiamento sar\u00e0 quello della diffusione degli strumenti d\u2019intelligenza artificiale che affiancher\u00e0 non tanto la forza muscolare umana, ma affiancher\u00e0 l\u2019intelligenza umana e trasformer\u00e0 la societ\u00e0 tanto quanto questa \u00e8 stata trasformata dall\u2019industrializzazione delle industrie tessili, della produzione industriale delle nostre citt\u00e0. In un neologismo inglese, \u201cCognification\u201d, rendere cognitivo e questo processo che dota di intelligenza gli oggetti che oggi ne sono sprovvisti.<\/p>\n<p>Il sogno di poter fare questo, un po\u2019 come Leonardo cinquecento anni fa immaginava macchine che poi, per tanto tempo, non siamo stati in grado di realizzare, non \u00e8 partito ieri. \u00c8 stato un sogno portato avanti per tanto tempo dalle persone che avevano disegnato e progettato e realizzato i primi computer, computer che all\u2019ora erano goffissimi e che secondo molti avevano limitazioni fondamentali, che vedevano magari insuperabili. Beh, queste limitazioni sono state superate e le cose che erano sogni allora, stanno diventando realt\u00e0 oggi. Io sono partito a lavorare nel campo dell\u2019intelligenza artificiale letteralmente trent\u2019anni fa. Me ne sono ricordato l\u2019altro ieri e ho appena fatto un trasloco e quindi \u00e8 un mezzo miracolo che sia stato in grado di trovare queste copie, fisiche, che ho messo sulla scrivania per fotografarle per oggi di un congresso mondiale che si \u00e8 tenuto a Milano nel 1987. Era la conferenza mondiale sull\u2019intelligenza artificiale ed \u00e8 per illustrare che effettivamente l\u2019esplosione d\u2019interesse che vediamo attorno all\u2019argomento oggi, ha radici lontane, ha radici importanti. E nel momento in cui crediamo che il momento sia quello giusto, che l\u2019ondata partita d\u2019innovazione robusta e sostenibile d\u00e0 una spinta alle idee, alla creativit\u00e0, alla passione delle persone che vi si vogliono impegnare, allora la ricetta per la creazione di migliaia o decine di migliaia di nuove aziende \u00e8 quella che vedete qui. Molto semplicemente, banalmente se volete. Come si fa a fare la pizza con l\u2019intelligenza artificiale? Chi lo sa. Ha senso? Assolutamente si, bisogna trovare quel senso. Come si fa a fare un attaccapanni con l\u2019intelligenza artificiale? Ha senso? Si, anche quello. Qualunque cosa, sforzatevi per pensare e naturalmente, cos\u00ec come lo fate in esempi, come questi, qualunque, sforzatevi per farlo anche nel vostro lavoro. Di come arricchirlo, di come renderlo pi\u00f9 competitivo, attraverso un approccio che si basa su questi strumenti e questi esempi che vedrete oggi. Per quanto io confermi quello che ho detto prima, cio\u00e8 che la tecnologia non \u00e8 un gioco a somma zero, \u00e8 un gioco a somma positiva, i vantaggi che la tecnologia comporta superano gli svantaggi, questo non vuol dire che non abbia dei pericoli intrinsechi, delle falle, delle trappole nascoste che dobbiamo assolutamente essere in grado di evitare. Quando \u00e8 stata progettata la prima bomba atomica, alcuni fisici temevano che la sua esplosione, anche quella sperimentale, prima, fatta nel deserto del New Mexico, potesse incendiare l\u2019atmosfera terrestre in una catena chimica nucleare che avrebbe consumato tutto l\u2019ossigeno sulla terra, e giustamente si sono messi al lavoro per calcolare che questo sarebbe avvenuto. Hanno concluso che probabilmente non sarebbe avvenuto, hanno fatto esplodere la bomba, e hanno visto che in effetti non era avvenuto. Le spinte di cambiamento dell\u2019intelligenza artificiale saranno analoghe a quelle di una bomba atomica e dobbiamo assolutamente adoperarci per assicurarci che non ci sia una trappola di questo tipo, che facciamo partire una reazione a catena che poi non siamo in grado di fermare e che ha degli effetti collaterali estremamente negativi di pericoli esistenziali. Ed \u00e8 per quello che anch\u2019io sono uno dei firmatari di questa dichiarazione di 23 linee guida di principi che \u00e8 stato pubblicato recentemente dal MIT per costruire intelligenze artificiali che abbiano degli obbiettivi e del modo di essere che non sono in contrasto con quelli nostri, con quelli umani, con quelli dell\u2019umanit\u00e0. Allora, se queste radici dell\u2019intelligenza artificiale risalgono a cinquant\u2019anni fa, a trent\u2019anni fa, come mai \u00e8 adesso che si sta sviluppando? Quest\u2019esplosione avviene adesso, un po\u2019 come l\u2019ho menzionato prima, Leonardo aveva, in modo molto famoso, progettato una specie di elicottero, cinquecento anni fa, ma non era possibile realizzarlo all\u2019ora, l\u2019abbiamo realizzato oggi perch\u00e9 la metallurgia ce lo permette, perch\u00e9 l\u2019aerodinamica l\u2019abbiamo capita e cos\u00ec, oggi, un particolare approccio alla risoluzione dei problemi pu\u00f2 utilizzare un\u2019hardware di letteralmente milioni o miliardi di volte pi\u00f9 potente di trent\u2019anni fa, pu\u00f2 utilizzare una mole di dati altrettanto pi\u00f9 grande su cui fare elaborazioni con degli algoritmi, con dei programmi, che sono molto pi\u00f9 adeguati, molto pi\u00f9 potenti per affrontare i problemi che vogliamo risolvere. Quindi, Hardware molto pi\u00f9 potente, una quantit\u00e0 di dati molto maggiore e dei programmi molto pi\u00f9 efficaci. Un po\u2019 di applicazioni per darvi anche un\u2019idea molto concreta di cosa stiamo parlando. Applicazioni molto terra terra, che per\u00f2 rappresentavano dei traguardi quasi magici per il campo. Secondo una definizione molto corretta, l\u2019intelligenza artificiale \u00e8 \u201cIl campo che implementa attraverso l\u2019uso del computer, facolt\u00e0 che altrimenti sono effettuate, sono eseguite, dall\u2019uomo, usando la propria intelligenza naturale\u201d e secondo una definizione un po\u2019 meno seria, l\u2019intelligenza artificiale \u00e8 quel campo che \u201cquando raggiunge un traguardo, lo nega al volo, dice: \u201cah, questo non lo era. Passiamo oltre\u201d\u201d. Quando nel 1994 il campione mondiale in carica di scacchi, Casaro, \u00e8 stato battuto da un computer, \u00e8 stato un risultato enorme, eppure quelli che hanno sperato che questo venisse raggiunto, non ne erano contenti, non hanno detto \u201cOkay, abbiamo finito e abbiamo raggiunto quello che volevamo\u201d ed \u00e8 un po\u2019 cos\u00ec anche con il riconoscimento delle immagini. Quello di capire cosa c\u2019\u00e8 in un\u2019immagine da parte del computer \u00e8 stato un sogno per quarant\u2019anni e oggi siamo in grado di farlo. Google, due\/tre anni fa, ha annunciato che attraverso il suo prodotto per la memorizzazione online delle fotografie non dovevi pi\u00f9 mettere le etichettino su che cosa \u00e8 una fotografia, l\u2019hai preso al mare, l\u2019ha preso in montagna, \u00e8 una vacanza o chi c\u2019\u00e8 nella foto. Loro sarebbero stati in grado di farlo automaticamente e da allora hanno continuato e oggi \u00e8 possibile interrogare il tuo archivio online di fotografie attraverso migliaia di parametri diversi. Io ho pi\u00f9 di cento mila, forse anche cento cinquanta mila fotografie online e sarebbe assolutamente impossibile per me catalogarle, etichettarle, ma posso interrogarle per esempio chiedendomi di visualizzare le fotografie di persone che sorridono in spiaggia al tramonto e se abbiamo tempo e voglia poi possiamo, in tempo reale, eseguire questa interrogazione cos\u00ec come una qualunque altra. Facebook ha fatto qualcosa di simile con un\u2019applicazione di una bellezza incredibile dove la fotografia viene descritta all\u2019interno della pagina che il vostro telefono visualizza e se voi condividete un momento divertente di una gita e avete un amico non vedente, questa persona pu\u00f2 farsi leggere quella fotografia per poi mettere il mi piace e partecipare, cos\u00ec, al vostro momento di gita fuori posta e questo \u00e8 un esempio per me particolarmente importante perch\u00e9 fa vedere come la tecnologia ci rende pi\u00f9 sociali, pi\u00f9 umani, ci condivide, ci rende ematici e ci permette di partecipare meglio alla vita di uno e dell\u2019altro, di superare i nostri limiti, di superare le barriere che eventualmente una disabilit\u00e0 ci ha dato. Quando trent\u2019anni fa sono partito nel campo dell\u2019intelligenza artificiale, c\u2019erano programmi di riconoscimento vocale che dovevano venire utilizzati pronunciando una parola alla volta e ci si metteva tre ore ad addestrare il programma che faceva parecchi errori e la fatica dell\u2019addestramento e la scomodit\u00e0 dell\u2019utilizzo era tale che, giustamente, solo i disabili lo utilizzavano, ma per i disabili era una cosa incredibile. Io parlavo con persone quadriplegiche completamente paralizzate per cui questo programma di riconoscimento vocale era un ponte verso il mondo. loro facevano telefonate, componevano lettere, facevano di tutto con una fatica bestiale, ma che era una fatica per loro importante perch\u00e9 raggiungevano risultati altrimenti impossibili. Mi ricordo, poi, quando \u00e8 uscito il programma di dettatura continua e io ad una conferenza stampa molto orgogliosamente lo presentavo e uno dei giornalisti in sala, era incredibile perch\u00e9 le persone pensavano che io barassi, che non era vero quello che facevo vedere. Una volta mi ero messo in piazza Duomo dietro ad una vetrina, seduto su una sedia, con un grande monitor ancora da quelli da acquario, praticamente, e le persone che passavano da davanti non sentivano e io che parlavo e poi gli dicevo di guardare il monitor e dialogavamo cos\u00ec, attraverso la scrittura delle parole, e a questa conferenza stampa il giornalista, per cercare di svelare che c\u2019era un trucco, mi ha detto \u201cnono, detta questa frase: il lavoro \u00e8 a buon punto, non manca una virgola\u201d e per far venire fuori la frase durante la dettatura bisogna pronunciare i simboli di punteggiatura, per cui quello che io dovevo dettare era \u201cIl lavoro \u00e8 a buon punto, virgola, non manca una virgola, punto\u201d e la cosa esce anche qua \u00e8 un mezzo miracolo, perch\u00e9 il computer \u00e8 in grado di distinguere se deve scrivere la parola o se deve rappresentare il simbolo di punteggiatura. Una delle frontiere oggi pi\u00f9 importanti dell\u2019intelligenza artificiale \u00e8 qualcosa che anche qui si pensava ci volesse ancora molto pi\u00f9 tempo prima che arrivi. Diversi anni fa ero a Tel Aviv e ho incontrato un team della BMV che, in Israele ci sono molti team di ricerca e sviluppo avanzati di aziende di tutto il mondo perch\u00e9 c\u2019\u00e8 una capacit\u00e0 tecnica concentrata molto molto elevata, e ho chiesto a questi gruppi quando prevedevano che ci sarebbe stata una macchina a guida autonoma mi hanno detto che in effetti hanno un piano di introduzione di caratteristiche sempre pi\u00f9 avanzate e prevedono che fra una trentina d\u2019anni ci sar\u00e0 una macchina che si guida da s\u00e9 e in somma si sono sbagliati di una trentina d\u2019anni, perch\u00e9, se venite alla Singularity University che \u00e8 presso il centro di ricerca Nasa, proprio di fronte a Mountain View in California, tutte le mattine incontrate uno sciame di macchina completamente autonome che cominciano a girare per le strade e come vedete da questo filmato, molto rispettosamente si fermano senza uccidere i pedoni, guidati da sensi completamente diversi dal nostro e questo per me \u00e8 qualcosa di simbolico. La biologia, l\u2019evoluzione nell\u2019arco di centinaia di milioni di anni ha prodotto molte soluzioni indipendenti per risolvere il problema della visione, di come approfittare di questa ricchezza di informazioni dello spettro elettromagnetico che \u00e8 attorno a noi per puntare alla sopravvivenza dell\u2019individuo che prima non vedeva e adesso che l\u2019evoluzione gli ha dato gli occhi, vede. E la stragrande maggioranza di queste soluzioni si basa sul principio della camera oscura, di un piccolo forello che fa entrare alla luce, che proietta l\u2019immagine esterna su uno schermo posto dietro al forello che \u00e8 la nostra retina e nonostante l\u2019indipendenza con cui l\u2019evoluzione \u00e8 arrivata a dare l\u2019occhio ai polipi, dare l\u2019occhio agli squali, dare l\u2019occhio a noi, la soluzione pi\u00f9 o meno era sempre la stessa. Quella che vedete l\u00e0 si chiama LIDAR, \u00e8 l\u2019equivalente di un radar che usa invece delle onde radio, come \u00e8 stato inventato nella seconda guerra mondiale, dei fasci laser. I nostri occhi, fumosamente, hanno una risoluzione temporale di un venticinquesimo di secondo, anche meno, perch\u00e9 quando vogliamo vedere un film basta proiettare le immagini pi\u00f9 di 20\/25 immagini al secondo e il nostro cervello si illude di vedere un filmato, mentre \u00e8 una sequenza di immagini. La risoluzione temporale di quest\u2019occhio \u00e8 di cento mila immagini al secondo, il nostro occhio ha un campo visivo di 150 gradi, forse, non lo so, non ho controllato, e quello stereoscopico dove i due occhi combinano per vedere la profondit\u00e0 \u00e8 ancora meno, 30\/40 gradi forse. Il campo visivo di quest\u2019occhio \u00e8 di 360 gradi, vede tutto. Nei due anni di test delle macchine autonome Google ha fatto una dozzina di incidenti e adesso saranno forse qualcuno di pi\u00f9. Nel 100% di questi casi l\u2019incidente era dovuto ad un guidatore umano che tamponava invariabilmente la macchina troppo rispettosa di un giallo che sta diventando rosso, di uno stop o di una precedenza, incidenti di questo tipo, e la precisione della descrizione di che cosa stava succedendo grazie a questa registrazione hai voglia constatazione amichevole, non c\u2019\u00e8 tentativo che tenga di arrivare ad un compromesso, quella macchina sa assolutamente tutto.<\/p>\n<p>Le trasformazioni che l\u2019intelligenza artificiale porter\u00e0 saranno radicali e voi appartenete tutti a quella categoria di lavoratori che si definiscono dei colletti bianchi, opposta a quella categoria dei colletti blu che lavorano o lavoravano nelle fabbriche, alle catene di montaggio, non so i colletti blu cosa fanno, ed \u00e8 un po\u2019 ipocrita che ci preoccupiamo della disoccupazione tecnologica perch\u00e9 tocca i colletti bianchi. La disoccupazione tecnologica ha toccato i colletti blu 30\/40 anni fa e ha toccato non so che colletto hanno quelli che lavorano in campo agricolo, beh, loro li ha toccati quasi 100 anni fa. Comunque non importa ipocrita o meno. oggi c\u2019\u00e8 una fortissima preoccupazione su cosa succeder\u00e0 al lavoro quando anche le capacit\u00e0 creative e non solo quello del mietitrebbia saranno meccanizzate. Se l\u2019erogazione di un prestito o di un mutuo pu\u00f2 essere fatto da un computer, quei vostri colleghi che si occupano dell\u2019approvazione di un prestito o di un mutuo, cosa faranno? E le risposte, qua, non sono ancora sicuramente definitive, questo \u00e8 un campo apertissimo, per\u00f2 penso che sempre di pi\u00f9 cominciamo a vedere i contorni di risposte possibili, dopo di ch\u00e9 alcune societ\u00e0 daranno risposte che genereranno un futuro desiderabile e altre societ\u00e0 daranno risposte che daranno un futuro che chiamiamo dispotico, di sofferenza, di conflitto. In effetti anche oggi vediamo alcuni curiosi meccanismi. Le macchine che si guidano da s\u00e9 elimineranno il mestiere del camionista e meno male. Voi andate da un qualunque asilo o scuola elementare e chiedete ai bambini chi di loro sogna di diventare camionista da grande, non penso che uno qualunque di loro vi risponder\u00e0 di si. il camionista non \u00e8 un grande mestiere, cos\u00ec come non lo era quello del minatore, e nel momento in cui ci rendiamo conto che ognuno di noi ha talento da valorizzare, allora compito delle aziende e dei sindacati che devono lavorare insieme a risolvere qualcosa che \u00e8 veramente complesso, \u00e8 quello di dare spazio vitale a ognuno individualmente perch\u00e9 possa valorizzarsi, incondizionatamente. Cio\u00e8 la societ\u00e0 non pu\u00f2 dire \u201cah, senti, ti d\u00f2 sei mesi: o hai imparato a programmare le reti neuronali con i big data e i deep learning, se no puoi andare a morire nel fosso. Questa non pu\u00f2 essere la risposta. Cos\u00ec come non pu\u00f2 essere la risposta ai due milioni di persone che negli stati uniti si occupano di guidare i camion e in media hanno una cinquantina d\u2019anni e guidano i camion da trent\u2019anni che da domani possono andare, boh, non si sa a fare neanche che cosa. E sopratutto in una societ\u00e0 dove la rete di stabilit\u00e0 \u00e8 molto meno garantita che non in Italia ed \u00e8 una conversazione che probabilmente non potr\u00e0 che avvenire a livello mondiale, non potr\u00e0 essere relegata ad una soluzione ristretta e non potr\u00e0, probabilmente, essere sperimentata una soluzione dove si erigono barriere contro un\u2019inarrestabile cambiamento tecnologico. Anche perch\u00e9 una delle definizioni di intelligenza artificiale \u00e8 il contrario dell\u2019acronimo, in inglese, Artificial Intelligence, AI, tradotto specularmente come IA, Intelligence Augmentation, di come le macchine ci aiutano ad essere pi\u00f9 creativi, ad essere pi\u00f9 bravi ad affrontare i problemi e a risolverli. Quello di impiegare il tempo per migliorare s\u00e9 stessi, per affrontare meglio la vita nella societ\u00e0, nella comunit\u00e0, nella famiglia, \u00e8 una tendenza di lunghissimo andamento e questo dell\u2019introduzione dell\u2019automazione dei lavori intellettuali sar\u00e0 un\u2019ulteriore spinta per accelerarlo. Dobbiamo affrontare per\u00f2 un\u2019importante sfida che \u00e8 quello di garantire dignit\u00e0 alle persone e garantire che sentano che sono parte del futuro, che non si sentano escluse, che non si sentano emarginate, perch\u00e9 loro intimamente si rendono perfettamente conto del proprio valore e la societ\u00e0 non fa altro che sfaldarsi nel momento in cui non lo capiamo perch\u00e9, contrariamente alla forza della gravit\u00e0 che vale sempre, vince sempre, se io salto fuori dalla finestra, per fortuna qua siamo al pian terreno, posso saltar fuori mille volte, non ci sar\u00e0 una volta che non mi schianto. Mentre il contratto sociale, quando viene sottoposto ad una tensione eccessiva, invariabilmente si rompe, perch\u00e9 non \u00e8 una legge di natura, anche se noi crediamo che le conquiste progressive del passaggio da una monarchia assoluta ad una monarchia costituzionale ad una democrazia rappresentativa siano conquiste permanenti, non \u00e8 cos\u00ec. Dobbiamo lavorare per mantenerle. E la tecnologia ci aiuta anche in questo. Come noi analizziamo la nostra convivenza costruttiva e essa stessa \u00e8 qualcosa che la tecnologia ci rende in grado di fare meglio, di come la tecnologia \u00e8 qualcosa che pu\u00f2 essere intimamente sperimentata, con cui di fatto alcuni di noi si stanno fondendo, alcuni di noi stanno sperimentando che cosa significa con i computer che non sono pi\u00f9 qualcosa di esterno ma che fanno parte di quello che noi viviamo quotidianamente.<\/p>\n<p>In un futuro che non \u00e8 molto lontano sar\u00e0 nostro compito decidere chi sono i nemici, perch\u00e9 ne abbiamo di nemici: un nemico assoluto \u00e8 l\u2019asteroide, uno ha fatto fuori i dinosauri e un\u2019altro \u00e8 l\u00ec, far\u00e0 fuori l\u2019umanit\u00e0. Sta a noi decidere se identifichiamo e sconfiggiamo quel nemico mortale, esistenziale, e quindi non dobbiamo, non c\u2019\u00e8 bisogno di creare nemici inutilmente. Arriveremo in un punto dove non sar\u00e0 banale capire se possiamo ritardare, rinunciare, a definire che cosa significa essere umani e di dare, magari, con coraggio, una nuova definizione di umanit\u00e0 e spero, io, concludere che i nostri nemici non sono le macchine, sopratutto non sono le macchine intelligenti, semmai i nostri nemici sono le macchine stupide. Non ci possiamo permettere cos\u00ec come tranquillamente lo facciamo adesso di avere milioni e decine di milioni di macchine che ci uccidono quotidianamente sulle strade nelle mani di persone altrettanto stupide quanto le macchine. Solo negli stati uniti trenta mila persone muoiono ogni anno e pi\u00f9 di un milione di persone vengono menomate per tutta la vita in incidenti stradali e quindi sostituire le macchine stupide con macchine intelligenti \u00e8 nostro interesse e pi\u00f9 rapidamente lo facciamo, pi\u00f9 rapidamente supereremo una transizione di fase dall\u2019altra parte della quale ci troveremo una societ\u00e0 profondamente cambiata e che avr\u00e0 risolto tanti problemi che oggi ci attanagliano e che sicuramente si accinger\u00e0 ad affrontarne altri ancora pi\u00f9 stimolanti, ancora pi\u00f9 interessanti.<br \/>\nGrazie.&#8221;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel corso di una presentazione tenuta presso Banca Sella ho parlato delle diverse applicazioni dell&#8217;Intelligenza Artificiale e della sua continua evoluzione. Per essere parte del futuro dovremo riscrivere la definizione di umanit\u00e0 e renderci conto che i nostri nemici non sono le macchine intelligenti, ma quelle stupide. A Milano, nel 1987, si \u00e8 tenuto un [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":2214,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"om_disable_all_campaigns":false,"site-sidebar-layout":"default","site-content-layout":"","ast-site-content-layout":"default","site-content-style":"default","site-sidebar-style":"default","ast-global-header-display":"","ast-banner-title-visibility":"","ast-main-header-display":"","ast-hfb-above-header-display":"","ast-hfb-below-header-display":"","ast-hfb-mobile-header-display":"","site-post-title":"","ast-breadcrumbs-content":"","ast-featured-img":"","footer-sml-layout":"","ast-disable-related-posts":"","theme-transparent-header-meta":"","adv-header-id-meta":"","stick-header-meta":"","header-above-stick-meta":"","header-main-stick-meta":"","header-below-stick-meta":"","astra-migrate-meta-layouts":"default","ast-page-background-enabled":"default","ast-page-background-meta":{"desktop":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"tablet":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"mobile":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""}},"ast-content-background-meta":{"desktop":{"background-color":"var(--ast-global-color-5)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"tablet":{"background-color":"var(--ast-global-color-5)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"mobile":{"background-color":"var(--ast-global-color-5)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""}},"footnotes":""},"categories":[1778,920],"tags":[2971,2135,2281,312,313,2956,2972,2973,2763,2345],"class_list":["post-2198","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-conferenza","category-tecnologia","tag-banca-sella","tag-conferenza-it","tag-futuro-it","tag-ia","tag-intelligenza-artificiale","tag-intervento","tag-macchine-intelligenti","tag-macchine-stupide","tag-relatore","tag-umanita"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/davidorban.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2198","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/davidorban.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/davidorban.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/davidorban.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/davidorban.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2198"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/davidorban.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2198\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/davidorban.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2214"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/davidorban.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2198"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/davidorban.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2198"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/davidorban.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2198"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}