{"id":375,"date":"2008-08-28T17:01:05","date_gmt":"2008-08-28T17:01:05","guid":{"rendered":"http:\/\/dev.davidorban.com\/2008\/08\/liberta-di-cultura-isummit-a-sapporo\/"},"modified":"2021-04-24T08:46:52","modified_gmt":"2021-04-24T08:46:52","slug":"liberta-di-cultura-isummit-a-sapporo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/davidorban.com\/it\/2008\/08\/liberta-di-cultura-isummit-a-sapporo\/","title":{"rendered":"Libert\u00e0 di cultura &#8211; iSummit a Sapporo"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/farm4.static.flickr.com\/3106\/2670814487_c4f19a734d_m.jpg\" border=\"0\" height=\"223\" width=\"240\" \/><\/p>\n<p>Che cosa lo Stato fa, in termini di leggi per proteggere i diritti dei cittadini e incentivare le attivit\u00e0 che la Costituzione promuove, dipende da molti fattori. Spesso questo viene visto in due gruppi possibili di scelte: gli stati di origine anglosassone tipicamente fanno il minor numero possibile di leggi (&#8220;quello che non \u00e8 vietato \u00e8 permesso&#8221;); altri invece interpretano uno stato che detta il maggior numero possibile di leggi (&#8220;quello che non \u00e8 permesso \u00e8 vietato&#8221;). Nel mondo interconnesso di oggi, questi due atteggiamenti si possono confrontare e si pu\u00f2 verificare come uno o l&#8217;altro possano\u00a0 portare al benessere sostenibile dei cittadini.<\/p>\n<p>Ho avuto il privilegio di partecipare ad iSummit &#8217;08 di Sapporo, in Giappone dove abbiamo discusso dei fondamenti legali e della pratica quotidiana della cultura libera e di come la cultura in generale evolve oggi con gli strumenti tecnologici che ci circondano. La conferenza \u00e8 stata di un grado di interesse elevatissimo, con una qualit\u00e0 di speaker e di partecipazione del pubblico che \u00e8 raro incontrare. Forse <a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=7tzc_wC5-7M\">questo video di &#8220;iSummit &#8217;08 Highlights&#8221;<\/a> pu\u00f2 dare un&#8217;idea della ricchezza di stimoli:<\/p>\n<p><object width=\"425\" height=\"344\"><param name=\"movie\" value=\"http:\/\/www.youtube.com\/v\/7tzc_wC5-7M&#038;hl=en&#038;fs=1\"><\/param><param name=\"allowFullScreen\" value=\"true\"><\/param><embed src=\"http:\/\/www.youtube.com\/v\/7tzc_wC5-7M&#038;hl=en&#038;fs=1\" type=\"application\/x-shockwave-flash\" allowfullscreen=\"true\" width=\"425\" height=\"344\"><\/embed><\/object><\/p>\n<p>Ecco l&#8217;articolo che ho pubblicato raccontandolo a N\u00f2va de Il Sole 24 Ore:<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.flickr.com\/photos\/davidorban\/2805647976\/\" title=\"N\u00f2va Article on iSummit by david.orban, on Flickr\"><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><a href=\"http:\/\/www.flickr.com\/photos\/davidorban\/2805647976\/\" title=\"N\u00f2va Article on iSummit by david.orban, on Flickr\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/farm4.static.flickr.com\/3026\/2805647976_753b547df7_m.jpg\" alt=\"N\u00f2va Article on iSummit\" border=\"0\" height=\"240\" width=\"237\" \/><\/a><\/p>\n<h2><em><strong>Libert\u00e0 di cultura<\/strong><\/em><\/h2>\n<p>Si \u00e8 svolta dal 29 Luglio al 1 Agosto  a Sapporo in Giappone, la quarta conferenza <a href=\"http:\/\/icommonssummit.org\">iSummit<\/a>, organizzata da  iCommons. La conferenza \u00e8 stata l&#8217;occasione per ricapitolare lo stato  di avanzamento della cultura libera ed ha visto la partecipazione di  centinaia di persone da pi\u00f9 di 40 paesi del mondo.<a href=\"http:\/\/icommonssummit.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><\/a><br \/>\nLa fondazione iCommons che ha organizzato  iSummit \u00e8 nata dall&#8217;esperienza di Creative Commons, iniziativa originariamente  di Larry Lessig, professore di legge all&#8217;Universit\u00e0 Stanford. Creative  Commons ha come obiettivo la ricerca di un nuovo equilibrio pi\u00f9 flessibile  e dinamico tra le societ\u00e0 e gli individui detentori di materiale protetto  dal diritto d&#8217;autore, e il pubblico pi\u00f9 allargato. Partendo dal concetto  di bene comune\u2014&#8217;commons&#8217; in inglese, nell\u2019accezione originaria inteso  come il pascolo non suddiviso gestito da parte dell&#8217;intera comunit\u00e0  a cui tutti potevano accedere per far pascolare i propri animali da  allevamento\u2014i nuovi commons, soprattutto espressioni artistiche e  scientifiche che vivono nel digitale, ma non solo, hanno allargato lo  spazio delle analisi e delle possibilit\u00e0 di arricchimento della cultura  delle nazioni a cui le persone possono liberamente accedere.<br \/>\nPerch\u00e9 questo argomento legale,  apparentemente astratto pu\u00f2 essere di ampio interesse? Nel mondo di  oggi, nei paesi industrializzati certamente ma sempre di pi\u00f9 anche  in quelli in via di sviluppo, una parte considerevole dell&#8217;economia  e del valore aggiunto viene creato attraverso un&#8217;attivit\u00e0 non-materiale,  di commercio e di servizi, ma anche di creazione di contenuti. Libri,  giornali, musica, film, materiali su Internet, ma anche i dati e la  conoscenza generati da una ricerca scientifica vivono e si diffondono  in base a meccanismi che sono diversi da quelli che regolano la diffusione  di prodotti materiali. Per esempio molte risorse naturali sono esclusive  e il loro sfruttamento crea un monopolio naturale insuperabile, ma con  i beni digitali non \u00e8 cos\u00ec. Oppure, maggiore \u00e8 la domanda per una  risorsa finita di tipo fisico, pi\u00f9 questa crea una scarsit\u00e0 e di nuovo  questo non vale per la diffusione della cultura digitale. Queste differenze  non sono state ancora per\u00f2 pienamente recepite a livello legislativo  e la distanza che si \u00e8 creata tra le possibilit\u00e0, i comportamenti,  le abitudini anche quotidiane delle persone nel mondo reale da una parte  e il punto di vista espresso dalla legge attuale possono, nella migliore  dei casi, essere un grave freno allo sviluppo economico oppure, nella  peggiore, rendere criminali intere fasce di persone altrimenti perfettamente  oneste. Evolvere quindi rapidamente nuove formulazioni del diritto d&#8217;autore  che possano essere all&#8217;altezza delle sfide del mondo tecnologico di  oggi non \u00e8 solamente un esercizio legale accademico. E\u2019 alla base  dello sviluppo sano dal punto di vista politico ed economico di un paese  moderno.<\/p>\n<p>iCommons oggi gestisce diversi progetti  che vedono come una necessit\u00e0 l&#8217;abbassamento delle barriere all&#8217;accesso  alla conoscenza, all&#8217;apprendimento e stimolano la diffusione della creativit\u00e0  e delle espressioni artistiche e dell&#8217;ingegno umano.<br \/>\nLa conferenza iSummit a Sapporo \u00e8  stata per i partecipanti un grande momento di condivisione di obiettivi  e di stimolo reciproco e di scambio di idee. Nonostante la variet\u00e0  di esperienze passate e di preparazione che erano rappresentate, il  gruppo di organizzatori, speaker e partecipanti hanno potuto esprimere  uno stimolante unit\u00e0 di visione su come la realizzazione degli obiettivi  di iCommons pu\u00f2 arricchire gli individui e le comunit\u00e0 a cui questi  appartengono.<\/p>\n<p>La citt\u00e0 di Sapporo, che si trova  sull&#8217;isola di Hokkaido, quella pi\u00f9 a nord del Giappone, ha fatto propria  la conferenza e ha contribuito molto attivamente alla sua riuscita,  sia in termini organizzativi che anche attraverso la diffusione mediante  seminari e corsi di preparazione della conoscenza sui temi di iSummit  e della cultura libera. La partecipazione della citt\u00e0 \u00e8 stata molto  intensa, con rappresentazioni artistiche, ricevimenti, un intervento  breve e informato del sindaco di Sapporo. Un esempio concreto su come  una conferenza pu\u00f2 essere un\u2019occasione per la citt\u00e0 ospitante di  un arricchimento duraturo.<\/p>\n<p>Le quattro giornate di iSummit sono  state molto intense di esposizioni stimolanti da parte dei protagonisti  dei temi affrontati, di approfondimenti promossi da specialisti, e,  come accade spesso in queste occasioni, di incontri nei corridoi che  permettevano ai partecipanti di conoscersi e di scambiare informazioni,  opinioni sui rispettivi campi di attivit\u00e0.<\/p>\n<p>Anche chi non aveva potuto partecipare  fisicamente all&#8217;evento di Sapporo, ha avuto modo di prenderne parte,  attraverso la partecipazione ad iSummit &#8217;08 in Second Life, che \u00e8 stata  non solo una riproposizione tecnicamente avanzata della conferenza nel  mondo online, ma che ha anche visto contenuti e attivit\u00e0 specifiche  per gli avatar che ne hanno preso parte. Merita di essere menzionato  in questo il contributo di 2lifecast e Top-ix, societ\u00e0 italiane che  hanno permesso il coordinamento di isole multiple e la trasmissione  dei contenuti senza limiti pratici di banda, superando in questo modo  il fenomeno di saturazione dei luoghi conosciuto a chi frequenta il  mondo online. Un altro elemento di interesse per i frequentatori del  mondo online \u00e8 stato il lancio di un concorso per la realizzazione  del logo tridimensionale di iSummit. Successivamente alla selezione  del candidato vincente per una delle categorie di questi, che avverr\u00e0  il 15 settembre, con il supporto della societ\u00e0 specializzata Shapeways,  verr\u00e0 realizzata una copia fisica del logo, utilizzando la tecnologia  di stampa 3d.<\/p>\n<p>Essendo questa di Sapporo la quarta  conferenza iSummit, dopo le precedenti tenute a New York, Rio De Janeiro  e Dubrovnik, c&#8217;\u00e8 stata anche la possibilit\u00e0 di verificare come, in  modo oggettivo e misurabile le opere sotto licenza Creative Commons  si stiano diffondendo esponenzialmente, e di seguire approfondendoli  il lancio di nuovi progetti importanti come quello CCLearn che punta  alla formalizzazione della dedica dell&#8217;opera al pubblico dominio e di  Science Commons, che estende il concetto di gestione flessibile dei  diritti d&#8217;autore ai dati e materiali scientifici.<\/p>\n<h4><em>Joichi Ito, Creative Commons<\/em><br \/>\nL&#8217;innovazione viene dal basso<\/h4>\n<p style=\"text-align: center\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/farm3.static.flickr.com\/2026\/2128497398_17edc6b91a_m.jpg\" border=\"0\" height=\"240\" width=\"161\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><em>Photo by Joi Ito<\/em><\/p>\n<p>Joichi Ito, detto Joi, imprenditore,  investitore e filantropo \u00e8 il CEO di <a href=\"http:\/\/creativecommons.org\">Creative Commons<\/a>,  nominato l&#8217;anno scorso dal fondatore Larry Lessig. Il suo intervento  presso la conferenza si \u00e8 aperto con una illuminante sequenza di paralleli.  Questa sequenza illustra come i sistemi aperti e interoperabili abbiano  sempre aperto la strada allo sviluppo di una nuova ricchezza di soluzioni,  applicazioni e abbiano portato ad un vantaggio diffuso che non era possibile  realizzare precedentemente. I livelli di innovazione aperta (&#8216;Layers  Of Open Innovation&#8217;) sono dal basso, quello del supporto fisico, oggi  universalmente adottato del cavo Ethernet; quello del protocollo di  comunicazione della rete TCP\/IP, leader altrettanto indiscusso; quello  del livello di contenuto del web, l&#8217;HTTP; e infine quello pi\u00f9 recente  e di maggior interesse per Ito, il livello della cultura stessa e delle  idee, Creative Commons. Infatti, le licenze di Creative Commons non  sono solo un solido strumento legale per dare opportunit\u00e0 di diffusione  alle creazioni e un&#8217;etichetta su una pagina web che ci fa capire al  volo come possiamo utilizzare un testo o un&#8217;immagine in conformit\u00e0  con i desideri dell&#8217;autore, senza doverci preoccupare di chiedere un  permesso preventivo. La massima potenza dietro Creative Commons \u00e8 l&#8217;utilizzo  completo della tecnologia di oggi, che implementa una gestione automatica  di queste licenze e permette che queste vengano incorporate all&#8217;interno  delle opere stesse. E&#8217; questa gestione automatica da parte di programmi  che esplicitamente lavorano a livello di protocolli di conversazione  legale e culturale che sta gi\u00e0 portando alla diffusione esponenziale  di contenuti contrassegnati con le licenze Creative Commons e che \u00e8  una delle chiavi pi\u00f9 innovative dell&#8217;iniziativa a supporto concreto  della cultura libera. Joi Ito ha concluso la sua presentazione con una  panoramica delle aree geografiche raggiunte dalle attivit\u00e0 localizzate  di Creative Commons e ha illustrato le nuove iniziative di CC+ e CC0,  che estendono il concetto di automazione della gestione delle licenze  ad accordi commerciali ad hoc e alla dedica dell\u2019opera al pubblico  dominio, in base alle possibilit\u00e0 delle legislazioni nazionali.<\/p>\n<h4><em>Larry Lessig, Stanford University<br \/>\n<\/em>Battere le lobby con il web<em><br \/>\n<\/em><\/h4>\n<p align=\"center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/farm4.static.flickr.com\/3014\/2596610888_9763a97a51_m.jpg\" border=\"0\" height=\"160\" width=\"240\" \/><\/p>\n<p align=\"center\"><em>Photo by Joi Ito <\/em><\/p>\n<p>Dall\u2019anno scorso il fondatore stesso  di Creative Commons non \u00e8 pi\u00f9 dedicato attivamente alla causa della  diffusione delle licenze flessibili da lui create. La dichiarazione  che aveva fatto a suo tempo provoc\u00f2 reazioni molto nette e generalmente  negative. In realt\u00e0 il suo non \u00e8 stato affatto un abbandono, ma una  ricerca delle ulteriori, pi\u00f9 profonde radici del male che da oltre  dieci anni sta combattendo. Questo male si manifesta in una legislazione  non solo statiunitense, ma anche internazionale, che lui ritiene estremamente  dannosa, molto di parte: dalla parte delle major discografiche e hollywoodiane.  Lessig ha identificato nella corruzione del processo politico, nello  specifico a livello USA nella presenza ingombrante, universale degli  interessi industriali e delle lobby, la causa prima del deterioramento  del clima legislativo e di conseguenza anche giudiziario. Da un anno  quindi Lessig si sta adoperando per chiarire a fondo il suo pensiero,  sviluppando versioni successive delle sue famose presentazioni. Lo \u2018stile  Lessig\u2019 delle presentazioni, come ormai viene ampiamente chiamato,  \u00e8 esso stesso un\u2019arte dove chiarezza, semplicit\u00e0 dell\u2019esposizione,  completa articolazione degli argomenti e grande stimolo per il pubblico  si sommano in una unit\u00e0 particolarmente efficace. Da qualche mese ha  dato un nome alla sua nuova iniziativa, chiamandola <a href=\"http:\/\/change-congress.org\">Change Congress<\/a>. Questa si pone quindi, utilizzando sempre gli  strumenti efficaci del web, di individuare come i gruppi di interesse  privato possano esercitare pressioni indebite per una legislazione a  loro favorevole e come nel momento in cui ricevono il 60%-70% dei finanziamenti  da questi gruppi, per i politici queste pressioni siano impossibili  da sopportare e superare. Larry Lessig nei dieci anni scorsi e con la  fondazione di Creative Commons ha dimostrato di avere le capacit\u00e0 di  catalizzare cambiamenti importanti. Oggi sta iniziando una nuova fase  della propria vita da attivista e organizzatore, senza sapere se i prossimi  dieci anni saranno sufficenti, affrontando un\u2019impresa ancora pi\u00f9  ambiziosa di quella della riforma della legislazione sul diritto d\u2019autore  a livello mondiale. Il sistema politico \u00e8 molto resistente al cambiamento  e Lessig avr\u00e0 un suo bel da fare nel cercare di riformarlo.<\/p>\n<h4><em>Hiroaki Kitano, Sony Computer Science  Laboratories<br \/>\n<\/em>Condividere \u00e8 la miglior cura<em><br \/>\n<\/em><\/h4>\n<p align=\"center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/farm2.static.flickr.com\/1162\/1293762091_0fb1e82093_m.jpg\" border=\"0\" height=\"180\" width=\"240\" \/><em><br \/>\nPhoto by Joi Ito<\/em><\/p>\n<p>Una delle presentazioni pi\u00f9 stimolanti,  quasi sbalorditive all\u2019iSummit \u00e8 stata quella di Hiroaki Kitano,  direttore dei laboratori di ricerca scientifica di Sony. Kitano si \u00e8  occupato di tante diverse iniziative: \u00e8 stato l\u2019inventore del robot-cane  Aibo, il fondatore del campionato mondiale di calcio robotico RoboCup,  ha fondato il progetto di ricerca dei sistemi simbiotici dell\u2019Agenzia  per la ricerca scientifica e tecnologica del Giappone e molto altro  ancora. Oggi la sua attenzione \u00e8 concentrata soprattutto all\u2019analisi  dei sistemi biologici come reti di comunicazione. La sua presentazione  \u00e8 stata fatta direttamente in un perfetto inglese, cosa rara in Giappone,  con una intensit\u00e0 e una forza quasi ipnotica nel trasmettere il proprio  messaggio rivoluzionario. Infatti, Kitano ritiene che si debba ripensare  fondamentalmente il modo in cui indendiamo lo studio dei sistemi biologici,  in particolare del corpo umano, e della salute umana. Non accetta l\u2019approccio  medico farmacologico tradizionale, in cui viene presa universalmente  valida una particolare forma di cura, ritenendo di poter accettare come  inevitabili quelli che per ignoranza chiamiamo \u2018effetti collaterali\u2019.  Vuole invece la diffusione pi\u00f9 ampia possibile, di una medicina personalizzata,  dove si possano sommare, sempre in modo assolutamente scientifico, i  dettami della farmacologia occidentale, con quelli della conoscenza  approfondita dei sistemi di cura orientali. Ritiene che l\u2019industria  farmaceutica di oggi sia arrivato ad un punto morto, e lo sottolinea  con l\u2019insostenibilit\u00e0 dei costi della ricerca condotta con i metodi  attuali, per ritorni sempre minori. Il suo approccio invece \u00e8 per un  sistema di condivisione aperta della conoscenza medica e farmacologica,  per cui ha anche creato un sistema online che permette di gestire in  modalit\u00e0 collaborativa dei database estremamente ampi di tipo scientifico,  chiamato <a href=\"http:\/\/celldesigner.org\">Payao<\/a>. E\u2019 stato molto stimolante vedere  l\u2019energia di Kitano che vuole riformare un intero settore industriale.  Nel futuro prossimo, con l\u2019invecchiamento della popolazione mondiale,  la nostra capacit\u00e0 di mantenere il benessere raggiunto e ampliarlo  su tutto il pianeta dipender\u00e0 anche dalla riuscita di progetti come  quelli di Hiroaki Kitano.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Che cosa lo Stato fa, in termini di leggi per proteggere i diritti dei cittadini e incentivare le attivit\u00e0 che la Costituzione promuove, dipende da molti fattori. 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