{"id":395,"date":"2008-10-23T14:47:07","date_gmt":"2008-10-23T14:47:07","guid":{"rendered":"http:\/\/dev.davidorban.com\/2008\/10\/lautonomia-degli-oggetti\/"},"modified":"2021-04-24T08:40:09","modified_gmt":"2021-04-24T08:40:09","slug":"lautonomia-degli-oggetti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/davidorban.com\/it\/2008\/10\/lautonomia-degli-oggetti\/","title":{"rendered":"L&#8217;autonomia degli oggetti"},"content":{"rendered":"<p>La nascita delle <a href=\"http:\/\/www.openspime.com\">prossime generazioni di sistemi tecnologici<\/a> potrebbe significare un cambiamento pi\u00f9 grande di quello che ci si aspetta. Sar\u00e0 la prima volta che il numero di pezzi del sistema da gestire simultaneamente sar\u00e0 maggiore che non le persone disponibili. Maggiore di diversi ordini di grandezza&#8230; E&#8217; di questo che ho parlato nel seguente articolo pubblicato su N\u00f2va de &#8216;<a href=\"http:\/\/www.ilsole24ore.com\/\">Il Sole 24 Ore<\/a>&#8216; oggi.<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/farm4.static.flickr.com\/3217\/2965773937_cdc19f85a7.jpg\" border=\"0\" height=\"254\" width=\"500\" \/><\/p>\n<h2>Ascolta cosa ti dicono le cose<\/h2>\n<h4><em>L\u2019intenso chiacchiericcio della futura rete dell\u2019Internet degli Oggetti<\/em><\/h4>\n<p>Ci circondiamo di manufatti da quando esiste l\u2019uomo, ancora prima che nascesse circa diecimila anni fa l\u2019agricoltura, iniziatore della nostra attuale civilt\u00e0 tecnologica. Questi manufatti parlano di noi e ci permettono di parlare del mondo che ci circonda, attraverso le loro forme e le loro funzioni. Il modo in cui vengono sperimentati, progettati, realizzati e utilizzati. Il modo in cui evolvono, incorporando nuove soluzioni inventate in un luogo specifico e che poi si diffondono dappertutto, con varianti che le adattano alle diverse esigenze locali.<\/p>\n<p>L\u2019evoluzione degli oggetti si basa non solo sull\u2019accumulo di adattamenti, ma sull\u2019utilizzo di metodi innovativi per la creazione e gestione di questi che rappresentano veri e propri cambiamenti di fase, passaggi verso possibilit\u00e0 applicative qualitativamente diverse da quelle precedenti. Le notazioni formali, la scrittura, la matematica, le misurazioni hanno comportato per esempio un passaggio di questo tipo, in quanto hanno permesso che la produzione di manufatti fosse pi\u00f9 costante e precisa di prima, e non dipendesse pi\u00f9 solo dalle capacit\u00e0 e costanza di maestro del loro primo inventore. La massima espressione di questo l\u2019abbiamo oggi nella <a href=\"http:\/\/www.bsu.edu\/web\/twstackhouse\/microchip\/\">produzione di microchip<\/a>, disegnati con l\u2019aiuto del computer, prodotti in alto numero in modo estremamente affidabile. Anche se i diversi passaggi del reperimento dei materiali, la loro lavorazione e preparazione finale rimangono sostanzialmente gli stessi che si usava migliaia di anni fa per <a href=\"http:\/\/www.geopolymer.org\/archaeology\/civilization\/the-making-of-brown-black-ceramics-with-ltgs-in-prehistory-and-antiquity\">realizzare un vaso di terracotta<\/a>!<\/p>\n<p>Quali saranno le caratteristiche dei prossimi manufatti? Possiamo prevederle e assicurarci di introdurle in modo fruttuoso e costruttivo all\u2019interno del nostro tessuto sociale? Una misura semplice che si pu\u00f2 facilmente seguire e che illustra un possibile ulteriore esempio di cambiamento di fase \u00e8 la quantit\u00e0 totale prodotta di una classe di oggetti. Abbiamo centinaia di milioni di personal computer, e miliardi di telefoni cellulari, ma questa \u00e8 l\u2019ultima generazione di manufatti che pu\u00f2 contare sull\u2019assistenza fornita dagli utilizzatori stessi. Quando la batteria di un cellulare sta per esaurirsi, corriamo a ricaricarla collegandola alla presa a muro. Se la memoria \u00e8 piena, per troppi messaggi SMS, la svuotiamo con cura e attenzione, come se stessimo cambiando il pannolino ad un neonato: <a href=\"http:\/\/www.springerlink.com\/content\/ak2rtca7p0l21rph\/\">il cellulare \u00e8 il vero Tamagochi<\/a>! Ma questa cura e attenzione non saranno pi\u00f9 possibili. La prossima classe di prodotti elettronici, chiamati spime, appartenenti ad una generazione con un grado di integrazione ancora maggiore, dotati di comunicazione universale e ricchi di sensori, sar\u00e0 composta di decine di miliardi di elementi. Troppi, perch\u00e9 si possa gestirli e quindi dovranno essere totalmente autonomi, per la prima volta nella storia dei nostri manufatti. Questa autonomia porter\u00e0 alla creazione di sistemi robusti e affidabili ad un grado senza precedenti.<\/p>\n<p>Gli spime sono considerati importanti per la nostra capacit\u00e0 di capire il pianeta, e l&#8217;ambiente, sia naturale che artificiale. Attraverso le misurazioni raccolte dai loro sensori, comunicate di nodo in nodo, in una topologia che sar\u00e0 molto diversa da quella delle reti attuali, svilupperanno velocemente una conversazione importante, ma che sar\u00e0 inerentemente inintelligibile a noi umani. Una miriade di sensori microscopici per esempio che sia in grado di auto-organizzarsi galleggiando nell\u2019Oceano Indiano per raccogliere i minimi <a href=\"http:\/\/www.sciencedaily.com\/releases\/2007\/12\/071220110327.htm\">segnali di un terremoto sottomarino<\/a>, causa diretta di tsunami devastanti, pu\u00f2 essere incredibilmente utile. Ma solo se quello che viene quotidianamente misurato nella calma delle deviazioni medie, nel rumore di fondo della routine, non assorbe il segnale da non perdere!<\/p>\n<p>Soprattutto se le nuove reti dell\u2019Internet degli Oggetti saranno associate ad applicazioni di cos\u00ec vitale importanza come quella del precedente esempio, non si potr\u00e0 non tenere conto della difficolt\u00e0 di analizzare e comunicare i loro dati in una forma progressivamente aggregata. Fintantoch\u00e9 manterremo la posizione di dover essere coloro che prendono le decisioni finali sui dati raccolti da sistemi autonomi robusti\u2014piloti d\u2019aereo, trader finanziari, e altri\u2014sar\u00e0 fondamentale lavorare ad un interfacciamento tra il livello di base di raccolta di informazioni e quello superiore sintetico delle decisioni. La creazione di conoscenza di second\u2019ordine dalla progressiva elaborazione non dovr\u00e0 portare all\u2019offuscamento della informazione originaria.<\/p>\n<p>Alla base degli esperimenti dell\u2019impianto europeo <a href=\"http:\/\/lhc.web.cern.ch\/lhc\/\">Large Hadron Collider<\/a> presso il CERN di Ginevra c\u2019\u00e8 la creazione di una quantit\u00e0 inimmaginabilmente grande di oggetti, che non potremmo chiamare certamente manufatti: le particelle elementari dagli scontri delle quali\u00a0 si stabilir\u00e0 la validit\u00e0 di importanti teorie fisiche fondamentali. Nella progettazione di questi esperimenti i fisici hanno dovuto affrontare proprio un simile dilemma. La velocit\u00e0 di creazione dei dati e la loro quantit\u00e0 \u00e8 tale che nessun sistema attuale potrebbe immagazzinarli e anche se questo accadesse, tenderebbero semplicemente ad accumularsi, senza che i fisici avessero modo di analizzarli alla ricerca degli eventi pi\u00f9 significativi. La soluzione da loro adottata \u00e8 radicale: la maggior parte dei dati viene buttata all\u2019origine, senza essere salvata e senza essere sottoposta ad analisi approfondita. Il sistema \u00e8 progettato in modo da poter identificare a priori quello che appare significativo, in modo da passare solo questo verso una verifica approfondita.<\/p>\n<p>Cos\u00ec come oggi gli esperimenti gestiti dai fisici del CERN, sempre pi\u00f9 sistemi che vengono creati opereranno autonomamente a livelli di dettaglio che non sono a noi accessibili. Sar\u00e0 necessario che impariamo ad ascoltare bene fin da oggi e su diversi livelli le conversazioni che avvengono all\u2019interno di questi sistemi, in modo da poter discernere quelli che sono i segnali pi\u00f9 significativi da questi colti. Sarebbe un paradosso che in mancanza di questo conoscenze fondamentali vitali si perdessero e decisioni importanti non potessero venire prese!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La nascita delle prossime generazioni di sistemi tecnologici potrebbe significare un cambiamento pi\u00f9 grande di quello che ci si aspetta. Sar\u00e0 la prima volta che il numero di pezzi del sistema da gestire simultaneamente sar\u00e0 maggiore che non le persone disponibili. 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