{"id":420,"date":"2009-03-25T18:43:16","date_gmt":"2009-03-25T18:43:16","guid":{"rendered":"http:\/\/dev.davidorban.com\/2009\/03\/la-conoscenza-dalla-prosima-internet-degli-oggetti\/"},"modified":"2021-04-24T08:17:36","modified_gmt":"2021-04-24T08:17:36","slug":"la-conoscenza-dalla-prossima-internet-degli-oggetti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/davidorban.com\/it\/2009\/03\/la-conoscenza-dalla-prossima-internet-degli-oggetti\/","title":{"rendered":"La conoscenza dalla prossima Internet degli Oggetti"},"content":{"rendered":"<p>Si sta svolgendo a Milano la <a href=\"http:\/\/www.idc.com\/italy\/events\/innovation09\/innovation09.jsp\">IDC Innovation Forum 2009<\/a> sulle tecnologie digitali e sviluppo umano. Il report distribuito da IDC per l&#8217;evento ha incluso un mio* contributo che riporto di seguito.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.flickr.com\/photos\/davidorban\/3382387528\/\" title=\"Innovation Forum 2009 - 7 by david.orban, on Flickr\"><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><a href=\"http:\/\/www.flickr.com\/photos\/davidorban\/3382387528\/\" title=\"Innovation Forum 2009 - 7 by david.orban, on Flickr\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/farm4.static.flickr.com\/3573\/3382387528_ea71276228.jpg\" alt=\"Innovation Forum 2009 - 7\" border=\"0\" height=\"278\" width=\"500\" \/><\/a><\/p>\n<h2>La conoscenza dalla prosima Internet degli Oggetti<\/h2>\n<h3><em>L&#8217;ambiente ci parla: \u00e8 ora che cominciamo ad ascoltare<\/em><\/h3>\n<h4>Verso l&#8217;Internet degli Oggetti<\/h4>\n<p>L&#8217;aumento delle prestazioni dei sistemi informatici \u00e8 caratterizzato da parametri che sono stati dettati dalle osservazioni ormai quasi leggendarie di Gordon Moore formulate per la prima volta nel 1965 e relative originariamente al numero di transistor nei circuiti integrati. Anche se l&#8217;enunciato\u2014che ogni 18 mesi questo numero sarebbe raddoppiato a parit\u00e0 di costo\u2014viene chiamato la &#8220;legge di Moore&#8221;, in realt\u00e0 questa \u00e8 un programma di lavoro condiviso da tutti i gruppi di ricercatori e ingegneri che con i propri sforzi e in concorrenza fra di loro, la mantengono valida ormai da oltre 40 anni.<\/p>\n<p>Siamo passati attraverso una progressione esponenziale di sistemi sempre pi\u00f9 potenti, ognuno delle quali ha avuto un ordine di grandezza caratteristico: migliaia di computer mainframe negli anni &#8217;60, decine e centinaia di migliaia di minicomputer negli anni &#8217;70, milioni di personal computer negli anni &#8217;80, che oggi sono diventati centinaia di milioni. E infine, da una decina di anni l&#8217;ultima generazione di prodotti dell&#8217;integrazione di funzioni di calcolo e di comunicazione, i miliardi di telefoni cellulari, che certamente computer sono come quelle generazioni che li hanno preceduti.<\/p>\n<p>La generazione attuale di telefoni cellulari \u00e8 l&#8217;ultima che potr\u00e0 essere progettata, costruita, distribuita, utilizzata ed infine eliminata attraverso i sistemi tradizionali, quelli che contano sull&#8217;utilizzatore umano come base e attore di molte funzioni: configurazione, gestione, ricarica, ecc. Proprio a seguito delle pressioni della legge di Moore, pressioni che sono sia tecnologiche che economiche, sta nascendo una successiva generazione di oggetti informatici, ancora pi\u00f9 minuscoli o addirittura microscopici, ancora pi\u00f9 potenti ed economici che avranno un numero molto elevato di elementi: di diversi ordini di grandezza pi\u00f9 di quelli di adesso e quindi centinaia o potenzialmente migliaia di miliardi di pezzi.<\/p>\n<p>L&#8217;insieme di questi oggetti, che vengono chiamati spime, costituisce l&#8217;Internet degli Oggetti.<\/p>\n<h4>Caratteristiche degli spime<\/h4>\n<p>La parola spime \u00e8 un neologismo creato dal futurologo, scrittore e conferenziere Bruce Sterling, per descrivere una nuova categoria di oggetti che sanno dove sono e quando sono\u2014tipicamente attraverso l&#8217;integrazione di funzioni di localizzazione che oggi chiamiamo GPS\u2014possono comunicare con Internet o memorizzare i dati temporaneamente quando non sono in collegamento con la nuvola di comunicazioni planetaria e infine, cosa pi\u00f9 importante, contengono uno o pi\u00f9 sensori che permettono loro di percepire valori di parametri fisici del mondo che li circonda. Un esempio di un oggetto che non \u00e8 uno spime pu\u00f2 essere il navigatore satellitare che non ha un sensore per rendersi conto se il percorso da esso consigliato \u00e8 ancora utilizzabile; mentre un esempio di spime di uso corrente \u00e8 un telefono cellulare moderno, tipicamente dotato di servizi di localizzazione e di una mezza dozzina di sensori diversi, da quelli di luce, di campo elettromagnetico, di suono con il suo microfono, ecc.<\/p>\n<p>Come descritto prima, le reti avanzate di spime\u2014reti di sensori distribuiti intelligenti\u2014dovranno avere caratteristiche di autonomia e di robustezza che sono tutte da sperimentare. Ma non sar\u00e0 di certo possibile affidare a tecnici umani tradizionali i compiti di manutenzione di queste reti: se possiamo correre a ricaricare un cellulare che si sta scaricando, non possiamo farlo quando sono decine, o migliaia gli oggetti attorno a noi a chiedere la nostra attenzione.<\/p>\n<h4>La percezione del mondo ad una nuova, pi\u00f9 fine granularit\u00e0<\/h4>\n<p>Molto spesso i modelli sul mondo ci danno previsioni poco affidabili, perch\u00e9 raramente si basano su un esteso numero di osservazioni oggettive, ma piuttosto sono un insieme collegato di variabili astratte. Questo \u00e8 soprattutto vero in ambito economico ed ecologico. Eppure oggi sono poche le aree dell&#8217;attivit\u00e0 umana che siano pi\u00f9 intrecciate e importanti. La nostra stessa capacit\u00e0 di sopravvivenza come civilt\u00e0 dipende da quanto capiamo l&#8217;interazione dello sviluppo economico e l&#8217;ambiente planetario e da quanto questa potr\u00e0 essere trasformata da una dinamica di confronto ad una di simbiosi costruttiva.<\/p>\n<p>L&#8217;insieme di dati raccolti dagli spime ci permetteranno di capire il mondo ad un elevato grado di approfondimento e di precisione!<\/p>\n<p>Quando osserviamo il colosseo di Roma, costruito duemila anni fa, ammiriamo la capacit\u00e0 di erigere un edificio che \u00e8 rimasto in piedi cos\u00ec a lungo&#8230; ma in realt\u00e0 ammiriamo l&#8217;ignoranza: i latini hanno costruito cos\u00ec non per scelta, ma perch\u00e9 non avrebbero potuto fare altrimenti! Oggi, in un mondo dove la pressione demografica spinge all&#8217;estremo ogni elemento della vita umana, dall&#8217;alimentazione, all&#8217;abitazione, al trasporto, non \u00e8 pi\u00f9 possibile, non \u00e8 permissibile alcuna posizione di ignoranza. Dobbiamo bens\u00ec puntare ad un nuovo grado di efficenza in quello che con terminologia che deve essere superata, avremmo chiamato lo sfruttamento dell&#8217;ambiente e che con maggiore e necessario rispetto chiameremo la conoscenza dell&#8217;ambiente e delle possibilit\u00e0 che esso ci d\u00e0.<\/p>\n<p>L&#8217;ambiente ci parla, naturale o artificiale che sia. \u00c8 quando non ascoltiamo, quando ci illudiamo che nel confronto tra le nostre convizioni e la realt\u00e0 non sia la prima a crollare, che con la stessa\u2014per definizione\u2014naturalezza con cui in apparenza ci obbedisce, l&#8217;ambiente ci pu\u00f2 spazzare. Questo avviene in modo moralmente neutro. Solo dieci o ventimila anni fa il numero di persone sulla terra era di qualche milione, non qualche miliardo come adesso, con un cambiamento di tre ordini di grandezza in cos\u00ec poco tempo. Alla natura importer\u00e0 veramente nulla, se fra cento o mille anni di nuovo ci saranno pochi milioni di essere umani sulla terra, se non addirittura nessuno. Se riteniamo che il futuro desiderabile sia quello tra i possibili dove gli essere umani fanno parte dell&#8217;ecosistema terrestre, allora dobbiamo renderci conto che si potr\u00e0 realizzarlo solo facendone parte in modo simbiotico e davvero armonico. Dovremo approfittare di tutti gli strumenti che ci potr\u00e0 dare anche la tecnologia e l&#8217;Internet degli Oggetti\u00a0 ne sar\u00e0 un elemento fondamentale.<\/p>\n<p>*full disclosure: assieme a <a href=\"http:\/\/www.leeander.com\/\">Leandro<\/a> e <a href=\"http:\/\/www.ostinelli.net\">Roberto<\/a> sono fondatore di <a href=\"http:\/\/widetag.com\">WideTag, Inc.<\/a> che con la tecnologia OpenSpime si occupa di Internet Of Things.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si sta svolgendo a Milano la IDC Innovation Forum 2009 sulle tecnologie digitali e sviluppo umano. Il report distribuito da IDC per l&#8217;evento ha incluso un mio* contributo che riporto di seguito. 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