{"id":768,"date":"2015-02-27T10:36:47","date_gmt":"2015-02-27T10:36:47","guid":{"rendered":"http:\/\/dev.davidorban.com\/?p=768"},"modified":"2021-04-23T13:35:02","modified_gmt":"2021-04-23T13:35:02","slug":"uomini-sensori-e-interfacce","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/davidorban.com\/it\/2015\/02\/uomini-sensori-e-interfacce\/","title":{"rendered":"Uomini, sensori e interfacce"},"content":{"rendered":"<p class=\"p1\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-770\" src=\"https:\/\/davidorban.com\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/Screenshot-2015-02-27-11.34.11.png\" alt=\"Screenshot 2015-02-27 11.34.11\" width=\"800\" height=\"274\" srcset=\"https:\/\/davidorban.com\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/Screenshot-2015-02-27-11.34.11.png 839w, https:\/\/davidorban.com\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/Screenshot-2015-02-27-11.34.11-300x103.png 300w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">L\u2019evoluzione dei computer \u2013 in accelerazione esponenziale in base alla legge di Moore che viene seguita da gruppi di ingegneri in tutto il mondo per continuare a comprovarne la validit\u00e0 \u2013 ha portato a soluzioni sempre pi\u00f9 complesse e adatte ad affrontare una grande variet\u00e0 di problemi. Avendo acquisito una capacit\u00e0 di comunicazione, i computer hanno formato quella che oggi chiamiamo Internet, una rete di reti. Se inizialmente richiedevano l\u2019assistenza dei programmatori per ogni necessit\u00e0 di acquisizione di dati, attualmente sono dotati di sensori e di conseguenza possono essere autonomi in questa acquisizione.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">La progressiva miniaturizzazione dei componenti elettronici, non solo permette di creare sistemi sempre pi\u00f9 potenti, ma genera un circolo virtuoso di apparecchiature flessibili che non sono pi\u00f9 dotate di tastiera e magari perdono anche la visualizzazione attraverso lo schermo, affiancate da software sempre pi\u00f9 adatti a un\u2019interazione naturale, che non impone agli operatori umani di imparare linguaggi strani e modalit\u00e0 di interazione artificiali.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">I computer, invece di essere delle apparecchiature separate e dedicate all\u2019elaborazione dei dati, diventano una componente necessaria di ogni prodotto. Il beneficio di dotare di sensori, memoria, capacit\u00e0 di elaborazione e di comunicazione un particolare oggetto supera rapidamente il costo aggiuntivo di queste componenti integrate.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Il ruolo della persona che \u00e8 in grado di formare un ponte tra gli ingegneri che realizzano il prodotto che si pu\u00f2 fabbricare su scala industriale da una parte e chi si occupa di marketing dall\u2019altra, diventa essenziale. Chiamata in inglese user experience, l\u2019interazione tra le diverse parti del prodotto non \u00e8 pi\u00f9 solo questione di materiali, funzionalit\u00e0 locale, facilit\u00e0 di produzione e di impiego immediato, ma si estende su scala globale, abbracciando tutte quelle parti di comunicazione dei dati acquisiti che devono poter essere utilmente aggregate per rappresentare un valore aggiunto fondamentale del prodotto.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Il numero di sensori che stanno costantemente raccogliendo dati aumenta rapidamente all\u2019interno di ogni singolo oggetto (un telefono cellulare oggi \u00e8 dotato di una dozzina di diversi sensori), e aumenta anche il numero degli oggetti stessi progettati, prodotti, venduti, installati e utilizzati. La quantit\u00e0 di dati sul mondo cos\u00ec raccolti \u00e8 talmente grande da creare difficolt\u00e0 non solo nel suo immagazzinamento. Mancano addirittura i prefissi per indicarne l\u2019ordine di grandezza: mega, giga, tera, peta, exa per indicare i numeri di byte non bastano pi\u00f9! Analogamente risulta difficile immaginare che l\u2019approccio centralizzato che caratterizza l\u2019Internet di oggi possa essere sostenibile, con la rincorsa a una creazione di pagliai sempre pi\u00f9 grandi alla ricerca di aghi eventualmente migliori. Queste due considerazioni portano alla progettazione di un Internet degli oggetti che permetta di aggregare i dati acquisiti, elaborandoli per trovare una soglia, raggiunta la quale questo dato aggregato meriti di essere memorizzato oppure comunicato, magari raggiungendo una persona solo dopo aver superato dozzine di livelli di verifica, perch\u00e9 questa capacit\u00e0 non risieda centralmente in un data center oppure presso un particolare operatore, ma sia una caratteristica anche locale della rete degli oggetti.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Con l\u2019aumentare rapido del numero di oggetti attorno a noi che sono in grado di comunicare \u00e8 fondamentale che questi non dipendano dalle nostre decisioni per continuare a operare, altrimenti ci affogherebbero con le loro richieste costanti. I nodi che compongono l\u2019Internet degli oggetti devono essere autonomi e decidere da s\u00e9 che il 99% dei dati che acquisiscono pu\u00f2 essere tranquillamente buttato via. Quell\u20191% che viene tenuto pu\u00f2 essere aggregato e correlato con le corrispondenti parti di dati acquisiti da altri nodi e avvertirci di cosa sta succedendo solo quando \u00e8 veramente importante. L\u2019attivit\u00e0 di acquisizione, elaborazione, aggregazione dei dati, soprattutto se decentralizzata, deve poter essere fatta in modo trasparente, all\u2019interno di una rete di reti in cui diversi produttori partecipino sullo stesso piano alla creazione di valore. Diventa quindi essenziale la promozione di una interoperabilit\u00e0 forte, sia a livello di semplici protocolli di comunicazione e immagazzinamento dei dati, sia a livello di algoritmi decisionali e responsabilit\u00e0 autonoma.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Le macchine robotiche in grado di guidare da s\u00e9 rappresentano un utile esempio concreto di sperimentazione tecnologica. Indicano anche chiaramente le complessit\u00e0 che la potenza dell\u2019Internet degli oggetti rappresenta non solo dal punto di vista della progettazione e della realizzazione, ma per le implicazioni che vanno oltre a quelle della semplice tecnologia. Che cosa succede se una macchina robotica \u00e8 coinvolta in un incidente? Di chi sono le responsabilit\u00e0 tra passeggeri, produttori dell\u2019hardware, produttori del software ecc.?<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Le strutture emergenti della nostra civilt\u00e0 \u2013 siano queste quelle con cui siamo gi\u00e0 familiari come le citt\u00e0, oppure quelle che le reti globali interconnesse stanno disegnando con i social network, oppure, appunto, l\u2019Internet degli oggetti \u2013 hanno una loro forte realt\u00e0 autonoma, la cui natura solo debolmente dipende dalle strutture precedenti che le esprimono. C\u2019\u00e8 un reale collo di bottiglia nell\u2019applicare le esperienze acquisite precedentemente da queste nuove realt\u00e0. Non si pu\u00f2 sottostimare la difficolt\u00e0 nella creazione di una cornice che possa abbracciare le opportunit\u00e0 rappresentate dallo sviluppo sano dell\u2019Internet degli oggetti, che massimizzi i benefici e annulli gli ostacoli al suo sviluppo. Lo sforzo di un dialogo aperto e costruttivo, dotato di grande creativit\u00e0 e immaginazione \u00e8 la sfida che non possiamo non raccogliere per raggiungere l\u2019obiettivo di un mondo che possa fare leva sulla rete di reti di oggetti intelligenti, l\u2019Internet degli oggetti.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\">Testo pubblicato originariamente sul numero 100 di <a href=\"http:\/\/formiche.net\">Formiche<\/a><\/p>\n<p class=\"p1\">[scribd id=257111647 key=key-40BUeUCWPqZZAYN5G0YM mode=scroll]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019evoluzione dei computer \u2013 in accelerazione esponenziale in base alla legge di Moore che viene seguita da gruppi di ingegneri in tutto il mondo per continuare a comprovarne la validit\u00e0 \u2013 ha portato a soluzioni sempre pi\u00f9 complesse e adatte ad affrontare una grande variet\u00e0 di problemi. 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