{"id":774,"date":"2015-03-02T14:32:17","date_gmt":"2015-03-02T14:32:17","guid":{"rendered":"http:\/\/dev.davidorban.com\/?p=774"},"modified":"2015-03-02T14:33:37","modified_gmt":"2015-03-02T14:33:37","slug":"evoluzione-sociale-e-linternet-di-tutte-le-cose","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/davidorban.com\/it\/2015\/03\/evoluzione-sociale-e-linternet-di-tutte-le-cose\/","title":{"rendered":"Evoluzione sociale e l&#8217;internet di tutte le cose"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/davidorban.com\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/CISCO-IOE-Screenshot.png\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-775\" src=\"https:\/\/davidorban.com\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/CISCO-IOE-Screenshot-1024x640.png\" alt=\"CISCO IOE Screenshot\" width=\"600\" height=\"375\" srcset=\"https:\/\/davidorban.com\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/CISCO-IOE-Screenshot-1024x640.png 1024w, https:\/\/davidorban.com\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/CISCO-IOE-Screenshot-300x188.png 300w, https:\/\/davidorban.com\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/CISCO-IOE-Screenshot.png 1440w\" sizes=\"(max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Da quando centomila e pi\u00f9 anni fa abbiamo cominciato ad utilizzare il fuoco oppure magari, pi\u00f9 recentemente, diecimila anni fa abbiamo abbracciato l&#8217;agricoltura, la nostra societ\u00e0 \u00e8 sempre stata influenzata profondamente dalla tecnologia e abbiamo avuto dei sogni importanti di realizzare una emancipazione sociale, realizzare una giustizia condivisa. Le infrastrutture che abbiamo potuto, non solo sognare ma progettare, implementare, diffondere ormai a livello planetario, stanno disegnando una mappa a grana sempre pi\u00f9 fine di quella che \u00e8 la nostra conoscenza del mondo.<\/p>\n<p>Le strutture emergenti che ne derivano e che vediamo nascere giorno dopo giorno attorno a noi, le reti, le reti di reti, Internet, Internet degli oggetti e Internet di tutte le cose, non solo ripristinano capacit\u00e0 che in un mondo ideale pensiamo di aver perduto ma aumentano, estendono fondamentalmente quello che possiamo fare, offrendo nuove possibilit\u00e0 di adattamento per risolvere i nostri problemi in una esplorazione frattale, per trovare effettivamente quel grado di adattamento e di resistenza e di robustezza della societ\u00e0 che \u00e8 necessario nel ventunesimo secolo. Ognuno di questi passaggi \u00e8 basato sulla funzione esponenziale, capire la quale \u00e8 una delle cose pi\u00f9 importanti che ognuno di noi pu\u00f2 fare; che sia un industriale, che sia un insegnante, che sia un capofamiglia, o un bambino.<\/p>\n<p>[youtube]https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=YLZbV6wn98E[\/youtube]<\/p>\n<p>Quando i computer sono nati, cinquant&#8217;anni fa, sessant&#8217;anni fa, erano sordi e ciechi. Dipendevano completamente da noi per cominciare a capire il mondo e infatti utilizzavamo tastiere, utilizzavamo le schede perforate per dirgli che cosa potevano apprendere, che cosa potevano capire. Poi hanno cominciato ad acquisire sensi, si sono liberati per esempio dal vincolo delle dimensioni delle mani umane e hanno potuto abbandonare le tastiere cominciando a sentire, percepire il tocco. Hanno acquisito la capacit\u00e0 di vedere e quindi interpretare la nostra posizione, i nostri gesti, i nostri movimenti. E oggi stiamo assistendo alla possibilit\u00e0 da parte dei computer di non avere pi\u00f9 gli schermi perch\u00e9, con il miglioramento del riconoscimento vocale e l&#8217;arrivo di interfacce conversazionali, potranno finalmente sparire nell&#8217;ambiente. Quando questo avverr\u00e0, non sar\u00e0 l&#8217;ultimo passo ma ulteriormente, i computer, appiccicandosi a qualunque cosa e cercando di anticipare i nostri desideri, renderanno veramente svegli gli oggetti perch\u00e9, da un punto di vista differenziale, il costo di realizzare quelli che sono dotati di questa intelligenza artificiale sar\u00e0 talmente minuscolo che la pressione evolutiva spazzer\u00e0 via quelli che non ne sono dotati.<\/p>\n<p>Oltre all&#8217;intelligenza artificiale, per\u00f2, fin da sempre, quando i computer sono nati abbiamo parlato di quella che \u00e8 anche la possibilit\u00e0 di affiancare l&#8217;uomo per aumentarne l&#8217;intelligenza, lavorare insieme, realizzare obiettivi comuni&#8230; L&#8217;intelligenza artificiale infatti non \u00e8 da temere, non \u00e8 da vedere come qualcosa di opposto a noi ma come qualcosa che, come il fuoco centomila anni fa, come l&#8217;agricoltura diecimila anni fa, ci libera da quelli che sono i vincoli di un mondo, di una natura che non si interessa di che cosa succede all&#8217;uomo e all&#8217;umanit\u00e0.<\/p>\n<p>Paul Crutzen, premio nobel per la chimica, ha dato un nome particolare all&#8217;epoca geologica in cui viviamo, l&#8217;ha chiamata l'&#8221;antropocene&#8221;: l&#8217;epoca geologica caratterizzata dalla presenza dell&#8217;uomo sulla Terra. In un batter d&#8217;occhio, solo diecimila anni, vedete su questo grafico come la proporzione della biomassa dei vertebrati terrestri si \u00e8 completamente ribaltata: da quello che chiamiamo &#8220;mondo selvatico&#8221;, rispetto a quello della somma delle persone e dei nostri animali domestici. E&#8217; una situazione chiaramente insostenibile.<\/p>\n<p>Ma a coloro che predicano il ritorno ad un passato mitico, io faccio la domanda: c&#8217;\u00e8 differenza tra noi e i dinosauri oltre al fatto che loro non avevano i telescopi? I telescopi li utilizzeremo anche concretamente per trovare l&#8217;asteroide? Appena ieri o l&#8217;altro ieri ne \u00e8 passato uno vicinissimo alla Terra. L&#8217;asteroide che ci potrebbe colpire e ad oggi potremmo fare poco. E utilizzeremo questi telescopi della mente, anche metaforicamente, per continuare nel circolo virtuoso della scienza e della ragione, teorica ed applicata. A quelli che dicono che dovremmo invece tornare indietro, io chiedo, con relativa tranquillit\u00e0, chi sono le 999 persone su 1000 che dovrebbero eventualmente morire visto che avevamo una popolazione mondiale di pochi milioni di persone, invece che di diversi miliardi come abbiamo oggi. Per fortuna nessuno mi sa rispondere.<\/p>\n<p>Infatti la nostra civilt\u00e0 planetaria ha avuto un enorme successo negli ultimi cinquecento anni, organizzandosi attraverso attivit\u00e0 centralizzate e gerarchiche in nazioni, in aziende e ha raggiunto delle capacit\u00e0 di analisi, di implementazione e produzione mirabili. Ma oggi, attraverso delle tecnologie sostenibili, stiamo arrivando verso un cambiamento di fase che d\u00e0 un vantaggio concreto all&#8217;organizzazione distribuita e decentralizzata di tutte queste attivit\u00e0. Quella che io appunto chiamo la &#8220;network society&#8221;.<\/p>\n<p>Pensate, per esempio, alla produzione di energia solare che \u00e8 naturalmente distribuita invece che centralizzata, oppure alla stampa 3D, in campo manifatturiero, che, come vantaggio, ha anche la capacit\u00e0 di disaccoppiare la complessit\u00e0 degli oggetti realizzati dall&#8217;investimento di capitale, contrariamente a quanto succedeva nelle catene di produzione dell&#8217;Ottocento e del Novecento. La possibilit\u00e0 di realizzare coltivazioni idroponiche, giardini urbani, giardini verticali e addirittura la stampa 3D di carne, in ambiti che utilizzano energia, acqua, suolo, radicalmente di ordini e di grandezze ridotti rispetto a prima, senza l&#8217;impiego di pesticidi. La salute personalizzata che, utilizzando gli smartphone, sensori sempre pi\u00f9 sofisticati, responsabilizza l&#8217;individuo per preservare il proprio stato di salute, invece di intervenire quando \u00e8 troppo tardi. Ognuna di queste attivit\u00e0 viene esaltata dalle possibilit\u00e0 dell&#8217;Internet degli oggetti e dall&#8217;internet di tutte le cose. E ognuna viene presa di mira, magari da interessi preesistenti, perch\u00e9 viene tacciata da moda passeggera ma nel momento in cui li vedete uno dopo l&#8217;altro, uno accanto all&#8217;altro, vi rendete conto che sono invece parte di un&#8217;ondata larga, profonda, inarrestabile.<\/p>\n<p>E nel momento in cui \u00e8 cos\u00ec e lo accettiamo insieme, la domanda \u00e8: quali sono gli strumenti che possiamo utilizzare per non essere travolti da questa ondata potente ma di poterla cavalcare? Quali sono le nuove organizzazioni che utilizzeremo per dare forza alle persone per esprimere la propria potenzialit\u00e0? Emancipare quelle miliardi di menti che stanno congiungendosi assieme a quel miliardo o due gi\u00e0 presenti online?<\/p>\n<p>Dobbiamo imparare ad essere cittadini evoluti dell&#8217;Internet di tutte le cose per partecipare attivamente, per smontare la resistenza a questo cambiamento, eliminare una sensazione di panico che anche gli esperti sentono perch\u00e9 le variabili da tenere sotto controllo sono tantissime e non necessariamente le previsioni si realizzano. Ma nel momento in cui riusciamo ad affrontare questa sfida, siamo effettivamente in grado di dare dignit\u00e0 alle persone che partecipano attivamente a questa nuova societ\u00e0, perch\u00e9 solo attraverso questa dignit\u00e0 consolidata possiamo mirare a costruire comunit\u00e0 nuove assieme. E quello che abbiamo di vantaggio \u00e8 che, attraverso gli strumenti tecnologici moderni a nostra disposizione, a disposizione di tutti, la distanza tra idea ed azione davvero si sta riducendo a zero.<\/p>\n<p>Abbiamo la possibilit\u00e0 di testare, di provare, di vedere, se funzionano talmente tante idee, che rappresentano veramente opportunit\u00e0 illimitate. E se \u00e8 cos\u00ec, davvero, l&#8217;unica domanda che rimane \u00e8: &#8220;Chi vuole essere partecipe?&#8221; &#8220;Chi vuole essere coinvolto?&#8221; &#8220;Chi vuole farsi protagonista di questo mondo che sta arrivando?&#8221;<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>Trascrizione di una presentazione tenuta presso <a href=\"http:\/\/www.ciscolive.com\/emea\/\">CISCOLive!<\/a> <a href=\"http:\/\/ioeforum.it\/\">Internet Of Everything<\/a>, il 28 gennaio 2015 a Milano<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da quando centomila e pi\u00f9 anni fa abbiamo cominciato ad utilizzare il fuoco oppure magari, pi\u00f9 recentemente, diecimila anni fa abbiamo abbracciato l&#8217;agricoltura, la nostra societ\u00e0 \u00e8 sempre stata influenzata profondamente dalla tecnologia e abbiamo avuto dei sogni importanti di realizzare una emancipazione sociale, realizzare una giustizia condivisa. 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