{"id":895,"date":"2015-06-05T16:58:37","date_gmt":"2015-06-05T16:58:37","guid":{"rendered":"http:\/\/dev.davidorban.com\/?p=895"},"modified":"2015-06-05T22:39:11","modified_gmt":"2015-06-05T22:39:11","slug":"interoperabilita-moralita-e-biocompatibilita-nellinternet-degli-oggetti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/davidorban.com\/it\/2015\/06\/interoperabilita-moralita-e-biocompatibilita-nellinternet-degli-oggetti\/","title":{"rendered":"Interoperabilit\u00e0, moralit\u00e0 e biocompatibilit\u00e0 nell&#8217;Internet degli Oggetti"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/davidorban.com\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Senzanome.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-903 \" src=\"https:\/\/davidorban.com\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Senzanome-1024x499.jpg\" alt=\"Senzanome\" width=\"778\" height=\"379\" srcset=\"https:\/\/davidorban.com\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Senzanome-1024x499.jpg 1024w, https:\/\/davidorban.com\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Senzanome-300x146.jpg 300w, https:\/\/davidorban.com\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Senzanome.jpg 1335w\" sizes=\"(max-width: 778px) 100vw, 778px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nella <a href=\"http:\/\/www.radio24.ilsole24ore.com\/programma\/2024\/puntate\">puntata del 5 giugno della trasmissione 2024 di Radio 24<\/a> abbiamo parlato con Enrico Pagliarini di interoperabilit\u00e0, moralit\u00e0 e biocompatibilit\u00e0 nell&#8217;Internet degli Oggetti.<\/p>\n<p>Enrico Pagliarini: Questa settimana torniamo a parlare di \u201cInternet of Things\u201d (Internet degli Oggetti), ma non solo per cercare di capire alcune conseguenze ma anche per alcune particolari cose che dovremmo cominciare a pensare assieme alla rivoluzione della tecnologia. E\u2019 con noi, di nuovo, e lo ringraziamo per essere nei nostri studi, David Orban che \u00e8 docente alla <a href=\"http:\/\/singularityu.org\">Singularity University<\/a>, ed amministratore delegato di <a href=\"http:\/\/dotsub.com\">Dotsub<\/a>. Bentornato a \u201c2024\u201d.<\/p>\n<p>David Orban: Grazie.<\/p>\n<p>EP: Noi parliamo di Internet of Things, che tu ci tieni a sottolineare che traducendolo in italiano \u00e8 bene definire non \u201cInternet delle Cose\u201d ma \u201cInternet degli Oggetti\u201d. Perch\u00e9?<\/p>\n<p>DO: Le cose io le vedo in categorie pi\u00f9 astratte. Possono essere pezzi di codice, possono essere idee, possono essere importanti elementi che acquisiranno una loro autonomia e si collegheranno in rete. Ma, quando gli inglesi e americani parlano di Internet of Things, si riferiscono effettivamente ad oggetti fisici, ed \u00e8 per quello che ci tengo a questa diversa traduzione.<\/p>\n<p>EP: Che non \u00e8 cos\u00ec comune perch\u00e9 spesso viene tradotta come \u201cInternet delle cose\u201d, e questo \u00e8 molto importante. C\u2019\u00e8 un aspetto importante e tecnologico che noi commentiamo spesso a 2024, per\u00f2 probabilmente se parliamo di tecnologia tutto \u00e8 gi\u00e0 stato fatto, o quasi tutto \u00e8 stato fatto, mentre siamo difatti pronti per questa rivoluzione che sta accadendo, ma siamo ancora molto agli inizi, allo 0.1 forse.<\/p>\n<p>DO: Ci sono delle visioni di analisi e di report realizzati da esperti che dipingono scenari veramente incredibili. E la trasformazione tra questo sogno futuro, fantascientifico e la realt\u00e0 di oggi, connettere questi punti dipende da molte condizioni di contorno. Una delle condizioni naturali dal punto di vista di una grande azienda \u00e8 di mantenere la propria posizione dominante, che giustamente \u00e8 costata tanta fatica. Tu da amministratore delegato, consiglio di amministrazione, prometti agli azionisti che durer\u00e0 per sempre. Ma non c\u2019\u00e8 nessuna garanzia che questo avvenga. E quindi, nel momento in cui si presenta una novit\u00e0, dal tuo punto di vista questa pu\u00f2 essere una minaccia, un po\u2019 come la fotografia digitale \u00e8 stata una minaccia, alla fine abbiamo visto mortale, per Kodak.<\/p>\n<p>EP: O i Touch Screen sugli smartphone per altre aziende.<\/p>\n<p>DO: Assolutamente. E come si pu\u00f2, o non si pu\u00f2 abbracciare le novit\u00e0 radicali, come il sistema immunitario dell\u2019azienda diminuisce la probabilit\u00e0 che questo avvenga con successo (magari lo approfondiamo in un\u2019altra puntata). Specificamente, l\u2019Internet degli Oggetti che cosa questo comporta: che troppo spesso le proposte delle grandi aziende arrivano da un punto di vista di preservare una condizione esistente. E quindi rinunciano o addirittura cercano di soffocare essenziali criteri di interoperabilit\u00e0, o di capacit\u00e0 di agire senza pre-autorizzazioni, che \u00e8 paradossale perch\u00e9 \u00e8 una lezione che abbiamo gi\u00e0 imparato negli ultimi vent\u2019anni (forse anche di pi\u00f9), attraverso il software, che si \u00e8 sviluppato prima in modo proprietario e poi in modo preponderante attraverso l\u2019Open Source. Tutt\u2019ora, sui nostri desktop utilizziamo Microsoft Windows oppure Mac OS, e ci sono pochi appassionati che usano Linux, solo sul proprio desktop. Ma, n\u00e9 i sistemi back end delle grandi aziende come Google, Twitter o Facebook potrebbero esistere senza la rivoluzione autonoma Open Source di Linux, n\u00e9 difatti potrebbero esistere i nostri telefoni cellulari, perch\u00e9 il sistema operativo dominante Android \u00e8 se stesso Open Source da una parte, e dall\u2019altra parte ha una grande eredit\u00e0 che riconosce a Linux.<\/p>\n<p>EP: Facendo riferimento all\u2019Open Source e a Linux come rappresentante pi\u00f9 semplice da comprendere e anche uno degli esempi pi\u00f9 grandi, se guardiamo le dimensioni del fenomeno, se pensiamo a Linux quasi tutto quello che noi utilizziamo funziona grazie a Linux.<\/p>\n<p>DO: Esattamente.<\/p>\n<p>EP: Ma anche tanti altri servizi.<\/p>\n<p>DO: E quindi, l\u2019Internet degli Oggetti, se non capisce questa lezione, andr\u00e0 a proporre soluzioni che ripercorreranno delle battaglie inutili.<\/p>\n<p>EP: Io sono andato recentemente ad alcune fiere in cui c\u2019era una grossissima attenzione verso uno dei mega-trend: la Smart home, la Home Automation. E una delle cose che si vedono molto chiare \u00e8 che ognuno sta andando per la propria strada e fino ad oggi questa promessa della Smart Home non si pu\u00f2 nemmeno realizzare perch\u00e9 se io compro la videocamera del produttore A, e l\u2019allarme del produttore B\u2026 non esiste uno standard, e molti si stanno interrogando su quali saranno, o quali aziende (molti pensano a Google, Apple) riusciranno ad integrare, a fare da App, da collettore di tutti questi strumenti che, chiss\u00e0, se avremo nelle nostre case. E\u2019 un po\u2019 questo il concetto o \u00e8 ancora pi\u00f9 esteso?<\/p>\n<p>DO: Ci sono sicuramente degli esperti di questo tipo e quindi si potrebbe anche facilmente superare. Infatti, in precedenti risoluzioni l\u2019abbiamo visto. Tu bene o male ti siedi in una qualunque automobile e saprai come usarla perch\u00e9 c\u2019\u00e8 stata una standardizzazione. Nessuno oggi immagina di impedire ad un eventuale nuovo costruttore di automobili di utilizzare il volante. Mettiamo che Tesla avesse incominciato a produrre le proprie macchine ed arriva General Motors e dice: \u201cNo, no, tu fai pure un\u2019automobile, per\u00f2 non pu\u00f2 avere quattro ruote\u201d. Proprio settimana scorsa, negli ultimi giorni di maggio, <a href=\"https:\/\/www.eff.org\/deeplinks\/2014\/05\/dangerous-ruling-oracle-v-google-federal-circuit-reverses-sensible-lower-court\">c\u2019\u00e8 stata una decisione molto pericolosa da parte di una corte americana, che ha dato ragione a Oracle<\/a>\u00a0nel proibire di sviluppare funzioni che si comportano in modo simile pur prendendo approcci diversi ad una software house: cio\u00e8, di dare un controllo proprietario alle cosiddette API (Application Programming Interface), che \u00e8 la strada perfetta perch\u00e9 un domani qualcuno prenda una decisione legale del tipo che ho espresso nell\u2019esempio delle automobili. Questa \u00e8 la seconda volta che autorit\u00e0 giudiziarie americane, una corte americana, prende una decisione a favore delle aziende che \u00e8 molto, molto importante. La prima \u00e8 stata quella a Grokster condannato a vent\u2019anni di sviluppo rallentato delle tecnologie p2p (peers to peers), da pari a pari, che sono state demonizzate, criminalizzate mentre rappresentano anche per Internet degli Oggetti uno sbocco essenziale. Aggregare i dati nei data-center centralizzati non \u00e8 solo un enorme spreco di risorse o un modo meno ottimale di quanto potrebbe essere di organizzare lo scambio di informazioni. I nostri 2 cellulari oggi in questo istante dovrebbero parlarsi fra di loro di quali apps scambiarsi, in base ai loro fini. Ma l\u2019aspetto pi\u00f9 preoccupante di questo tipo di architettura \u00e8 che implementa quei colli di bottiglia che una o l\u2019altra nazione sfrutta con gioia perch\u00e9 sono delle vulnerabilit\u00e0 attraverso azioni spionistiche di tipo politico o economico.<\/p>\n<p>EP: Quindi, concetto molto importante\u2026Internet degli Oggetti si diffonder\u00e0, svilupper\u00e0 in tempi anche magari abbastanza brevi se si sposa completamente il concetto Open Source.<\/p>\n<p>DO: Ed \u00e8 la interoperabilit\u00e0 e preferibilmente anche un\u2019architettura distribuita peer to peer.<\/p>\n<p>EP: Secondo te, questa sensibilit\u00e0 c\u2019\u00e8, o no?<\/p>\n<p>DO: E\u2019 molto interessante che la innovazione matematica del blockchain, che caratterizza Bitcoin. E tu dici \u201cCosa c\u2019entrer\u00e0 Bitcoin? E\u2019 una roba finanziaria, di pagamenti!\u201d. In realt\u00e0, quello che permette \u00e8 di organizzare reti dove in presenza di informazioni imperfette, la rete stessa pu\u00f2 raggiungere un consenso dove non ci sia un autorit\u00e0 centrale che regola questo consenso. Tradotto nel linguaggio dell\u2019Internet degli Oggetti, ci possono essere oggetti che comunicano fra di loro senza che ci sia uno switch, un router, senza che ci sia un data-center, e comunque possono raggiungere decisioni su come operare. Infatti, ci sono dei prototipi di infrastruttura internet importanti che lavorano gi\u00e0 all\u2019interno di laboratori di ricerca basati sul blockchain perch\u00e9 rappresenteranno una rivoluzione fondamentale dell\u2019intera architettura di internet e di Internet degli Oggetti.<\/p>\n<p>EP: Una delle cose che si citano spesso, soprattutto quando si parla di Intelligenza Artificiale, ma penso che valga anche quando si parla di Internet degli Oggetti \u00e8 il grande tema della regolamentazione, delle leggi che dovranno cambiare, ma c\u2019\u00e8 anche un grande tema legato alla moralit\u00e0, all\u2019etica che dovremmo forse ridiscutere. Che cosa c\u2019entra tutto ci\u00f2 con l\u2019Internet degli Oggetti e cosa dovremmo cercare di fare, di cambiare?<\/p>\n<p>DO: Oggi come oggi, pensiamo di essere in sella e di fare le decisioni, piccole e grandi, che guidano la nostra vita. E quando risulta che non lo siamo perch\u00e9 paghiamo tasse e non abbiamo deciso che quelle giuste o sbagliate come percentuale sul nostro reddito, oppure, ci sembra che un voto che diamo in un\u2019elezione politica alla fine conti poco; in quei momenti ci sorprendiamo, ci arrabbiamo. Ma in queste situazioni in cui deleghiamo decisioni a delle strutture pi\u00f9 o meno automatizzate aumenter\u00e0 in futuro. In effetti, ci far\u00e0 piacere farlo, perch\u00e9 se oggi abbiamo la pazienza di ricaricare il telefono, la telecamera, il computer, addirittura comprare le batterie esterne per le cariche, e poi dobbiamo pensare a ricaricare la batteria esterna in una catena infinita, nel momento in cui questi saranno non una dozzina di oggetti intorno a noi, ma centinaia, migliaia o decine di migliaia per ognuno non potremo gestirli, dovranno gestirsi autonomamente. L\u2019esempio pi\u00f9 lampante, oggi non ancora sulle strade di Milano o d\u2019Italia, ma effettivamente sulle strade di San Francisco, California e Nevada, \u00e8 la categoria delle automobili robotiche, come macchine autonome e nodi di Internet degli Oggetti.<\/p>\n<p>EP: Automobili a guida automatica.<\/p>\n<p>DO: Esatto. Dove la legge ancora richiede che una persona sia seduta dotata di patente, ma in effetti al 100% la macchina decide cosa deve fare: curvare, accelerare, rallentare, scartare qualcuno che gli taglia la strada. Nonostante ci siano previsioni che l\u2019incidenza di incidenti, di collisioni, possa diminuire radicalmente in una volta del 90% e risparmiare tantissime vite, e praticamente inevitabile che comunque ci saranno occasioni in cui la macchina dovr\u00e0 fare una scelta. Se io taglio la strada alla macchina in bicicletta e quella o mi investe, o va a centrare uno scuolabus pieno di bambini, ha qualche frazione di secondo per decidere cosa deve fare. Ma noi oggi stiamo andando verso queste macchine senza avere una capacit\u00e0 ingegneristica del senso morale. Peggio ancora: non abbiamo una scienza dell\u2019etica e della morale. Abbiamo la filosofia dell\u2019etica della morale, abbiamo le religioni, ma non \u00e8 stato formalizzato e non possiamo demandare la formalizzazione di questo.<\/p>\n<p>EP: Ci sono anche degli scienziati che hanno, soprattutto e a proposito di Intelligenza Artificiale, chiesto agli stati di intervenire. Per\u00f2, io sono abbastanza scettico che questo possa avvenire, e quindi penso che le aziende autonomamente creeranno dei sistemi automatici che andranno un po\u2019 per i fatti loro. Le aziende decideranno che morale dovrebbero avere i sistemi automatici. Tu hai fatto un esempio dell\u2019automobile, ma potremmo fare tantissimi altri esempi anche sulla casa automatica che prender\u00e0 delle decisioni aldil\u00e0 di quello che vogliamo noi.<\/p>\n<p>DO: Ci saranno sicuramente degli esempi interessantissimi di problemi che si presenteranno. Io sono d\u2019accordo con te sul fatto che l\u2019intervento di una nazione o di un insieme di nazioni (le Nazioni Unite o la International Communication Union), non \u00e8 che sono meglio equipaggiati di chiunque altro per dire come la cosa debba avvenire. Non solo: non \u00e8 desiderabile che ci sia un\u2019unica decisione per 7 miliardi, 8 miliardi di persone che siamo. Stati Uniti e Cina hanno una visione di come gli individui debbano vivere la propria vita all\u2019interno di una societ\u00e0 molto diverse. Per fare un esempio un po\u2019 estremo: se io sono una donna sola al volante, e questo \u00e8 verificato dalla telecamera interna dell\u2019automobile, e il suo GPS rileva che mi trovo in Arabia Saudita, partir\u00e0 o non partir\u00e0? E se l\u2019automobile partir\u00e0 prodotta da Google perch\u00e9 si rifiuta di aderire alle regole morali del paese in cui si trova, beh la sua commercializzazione verr\u00e0 abrogata velocemente un po\u2019 come \u00e8 successo con i motori di ricerca in Cina dove Google ha deciso di uscire da quel mercato.<\/p>\n<p>EP: Questo \u00e8 sicuramente\u2026tu sei scettico?<\/p>\n<p>DO: Le aziende pi\u00f9 intelligenti assumeranno una responsabilit\u00e0 proattiva verso la costituzione di ethics boards, cio\u00e8 un consiglio etico che possa informare le decisioni dei Product Manager e degli ingegneri su come procedere con cautela, con attenzione ma con decisione verso gli obiettivi. Un po\u2019 come le aziende farmaceutiche e bio-tecnologiche ce l\u2019hanno gi\u00e0: non \u00e8 che decidono \u201cTi do sto farmaco e poi vediamo come va!\u201d.<\/p>\n<p>EP: Tutto quello di cui abbiamo parlato finora passa o passer\u00e0 per le nostre teste. Quanto noi personalmente possiamo decidere o interagire con queste evoluzioni?<\/p>\n<p>DO: La politica e le politiche sono in crescente ritardo su quella che \u00e8 la capacit\u00e0 della tecnologia di avere un impatto sulla nostra vita quotidiana. In effetti, riformare le regole che guidano la societ\u00e0 vengano discusse, implementate, verificate, aggiornate, risulta una sfida fondamentale, perch\u00e9 altrimenti congeliamo la societ\u00e0 che creer\u00e0 tensioni sempre maggiori con il quotidiano tecnologico che ci guider\u00e0.<\/p>\n<p>EP: Senti un ultimo punto che mi sembra importante che tu citi parlando della Internet of Things \u00e8: la Internet of Things non funzioner\u00e0, non si diffonder\u00e0 (almeno secondo certe previsioni che le grande aziende stanno facendo) se non diventer\u00e0 bio-compatibile\u2026\u00e8 un termine corretto o\u2026?<\/p>\n<p>DO: Nel mio caso assolutamente s\u00ec. Ho un impianto che fa parte dell\u2019Internet of Things nella mia mano, e questo impianto \u00e8 isolato dal mio corpo attraverso una capsula di vetro perch\u00e9 i suoi componenti verrebbero visti come un corpo estraneo ed espulsi dal sistema immunitario del mio corpo. Allora, quando i ricercatori, gli scienziati, parlano di una fusione dell\u2019essere umano con la tecnologia, con la possibilit\u00e0 di interrogare Google con il pensiero, la possibilit\u00e0 di comandare questa rete di oggetti fatta di milioni di miliardi di nodi, non potr\u00e0 avvenire senza essere influenzati radicalmente. Per\u00f2, sia che sia dentro al nostro corpo (come nel mio caso) oppure nell\u2019ambiente, progettare, distribuire, mantenere ed eventualmente eliminare o sostituire questo nodi potr\u00e0 avvenire solo se saranno bio-compatibili quando dentro, bio-degradabili quando fuori, perch\u00e9 \u00e8 gi\u00e0 successo: ci abbiamo messo parecchi decenni per capire che le borse della spesa, invece di essere fatte di plastica, \u00e8 meglio che siano fatte di una plastica bio-degradabile di origine mais, anche nel momento in cui la resistenza tensile di questa soluzione fosse un po\u2019 meno grande di quelle tradizionali perch\u00e9 non inquiniamo l\u2019ambiente. I nostri computer oggi sono un po\u2019 pi\u00f9 \u201cverdi\u201d di qualche anno fa, ma devono diventarlo radicalmente di pi\u00f9.<\/p>\n<p>EP: Quindi, un altro punto fondamentale importante, mentre comprendo pi\u00f9 facilmente che se non si riesce a trovare una strada Open Source tutto questo non funziona come dovrebbe funzionare, come potrebbe funzionare in modo efficiente, non so se riusciamo a trovare un accordo per creare una internet degli oggetti biodegradabile.<\/p>\n<p>DO: Non c\u2019\u00e8 bisogno di trovarlo l\u2019accordo, perch\u00e9 Microsoft sarebbe stato felicissimo di vendere licenze di Windows NT a tutti i data center del mondo. E quando i suoi venditori si presentavano e si trovavano di fronte Linux, semplicemente non erano in grado di concludere l\u2019affare. Quindi, se qualcuno \u00e8 in grado di trasformare (per esempio, come gi\u00e0 ci sono degli esperimenti: il DNA in una piattaforma di calcolo parallelo per scopi informatici nostri anzich\u00e9 quelli del corpo animale o del corpo umano) quella piattaforma di calcolo sar\u00e0, si immagina, estremamente potente, estremamente performante, per definizione bio-compatibile, bio-degradabile. E allora, se questo criterio conta, quella piattaforma vincer\u00e0.<\/p>\n<p>EP: David, grazie per essere stato con noi, a presto e buon lavoro.<\/p>\n<p>DO: Grazie a te.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Nella puntata del 5 giugno della trasmissione 2024 di Radio 24 abbiamo parlato con Enrico Pagliarini di interoperabilit\u00e0, moralit\u00e0 e biocompatibilit\u00e0 nell&#8217;Internet degli Oggetti. 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