Intervista su esponenziali, impianti e l’autocoscienza

Intervista su esponenziali, impianti e l’autocoscienza


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La trasmissione Eta Beta di RAI Radio 1 condotta da Massimo Cerofolini si è occupata di transumanesimo nella puntata dal titolo “L’ultima sfida dei padroni della Rete: l’immortalità” andata in onda il 28 maggio 2015. Sono intervenuto, intervistato sulla Singularity University, sul prolungamento radicale della vita e il mind uploading.

Massimo Cerofolini: Abbiamo intervistato uno dei docenti della Singularity University, che è l’accademia creata da Ray Kurzweil, e finanziata dai fondatori di Google per elaborare il potenziamento dell’essere umano grazie alle tecnologie. Sentite cosa ci ha raccontato David Orban, che oltre ad essere uno dei docenti, e anche un ideatore di startup innovative, sia in Italia che negli Stati Uniti.

David Orban: La Singularity University è stata fondata da Ray Kurzweil e da Peter Diamandis per studiare, analizzare ed insegnare come le tecnologie che accelerano nel proprio impatto vengono applicate nella vita quotidiana delle persone per migliorarla. Attrae studenti da tutto il mondo: dall’anno scorso Google in particolare ha deciso di dare borse di studio a tutti quanti vengono alla Singularity University che prima costava 30mila dollari. L’unica barriera che rimane è quella del talento. Abbiamo molti studenti anche italiani.

MC: E tra l’altro un modo di approccio alla conoscenza è quello di uscire dagli schemi delle università tradizionali e cercare di mescolare le competenze di discipline completamente diverse tra loro…

DO: Noi cambiamo radicalmente tutti gli anni quello che viene insegnato e anche come viene insegnato per tenerci al passo con le novità che dalla ricerca pura arrivano alla possibilità di un’applicazione di prodotti e di servizi nel mondo delle start up. Proprio perché gli studenti possano poi applicare quello che imparano per migliorare la vita di un miliardo o più persone nell’arco di 10 anni o meno.

MC: Ecco, entriamo un po’ nei laboratori di questa università di questa così particolare a cui partecipano studenti sia di scienze che designer, umanitarismi, un po’ di tutto. Entriamo nei laboratori che studiano il modo in cui viene affrontato il problema della lotta all’invecchiamento. Che tipo di azioni vengono fatte?

DO: Oggi, per esempio, con le stampanti 3D si producono non solo oggetti prototipi, si producono anche arti artificiali, protesi disponibili a tutti. Si producono addirittura organi umani.

MC: Poi ci sono le ricerche sulle nanotecnologie, sulle ingegnerie genetiche…qui che cosa state facendo?

DO: La biotecnologia si sta informatizzando. E oggi per esempio effettuare la sequenza del DNA di una persona sta radicalmente diminuendo di costo, e quindi viene applicata in sempre più ambiti disparati. L’anello tecnologia, che è lo studio della possibilità di ingegnerizzare oggetti su scala atomica,  è qualcosa che esce dall’ambito della chimica industriale e che comincia a vedere la possibilità di realizzare dei veri e propri robot microscopici. E quindi si sta arrivando alla possibilità di applicare per esempio sensori che vivono con noi, che tengono monitorato per esempio per chi soffre di diabete, il contenuto di insulina del sangue in tempo reale invece di fastidiosi e complicati prelievi. E questo è solo un esempio delle possibilità che stanno arrivando.

MC: Però la parte più problematica delle ricerche della Singularity University e del movimento trans umanista in generale è quella legata alla ricerca sul cervello. Il fatto che il nostro cervello possa essere fuso, scaricato e ricaricato in un computer. Ci chiarisca un po’ cosa sta succedendo.

DO: L’intelligenza artificiale, come campo di ricerca, si è sempre sposata con l’amplificazione dell’intelligenza, di come questi sistemi informatici ci permettono di pensare meglio e di collaborare meglio. E quindi come se io posso accedere a Wikipedia o a Google a fare delle ricerche in tempo reale, posso assemblare rapidamente una base da cui partire per risolvere i miei problemi. Oggi, le ricerche le facciamo sui nostri computer oppure sui telefoni cellulari, ma domani invece essere esterni, questi oggetti potranno eventualmente essere interni al nostro corpo, interni al nostro cervello. Comunicare con internet, con la nuvola delle soluzioni e delle risposte in tempo reale, con la potenza del cervello e naturalmente si pongono delle domande importantissime .

MC: Per esempio si potrebbe creare un clone, perché io scarico completamente il mio cervello con tutta la parte emotiva, e creo una coscienza uguale alla mia, che magari agisce da un’altra parte, magari un altro pianeta…

DO: Siamo ancora lontani dalla possibilità di effettuare un’operazione di questo tipo. Oggi viviamo una vita unica, domani la copia di riserva mi permetterà di affrontare avventure che oggi non farei perché il rischio di morte mi fermerebbe perché so che potrò ripristinare la mia identità, oppure potrò vivere vite parallele per poi ritrovarmi ed integrare le esperienze  che ho vissuto appunto in parallelo  in un flusso di coscienza magari più tradizionale.

MC: Nel movimento trans umanista c’è chi dice che nei prossimi vent’anni sarà estesa la vita umana fino ai 140 anni, chi dice 7mila, chi addirittura sarà vinta la morte. Realisticamente, nei prossimi 20-30anni cosa possiamo aspettarci da questi miglioramenti tecnologici?

DO: Realisticamente, nessuno nei prossimi 20 anni avrà un età biologica di 7mila anni, nemmeno di 150. Di anno in anno vedremo che impatto avranno queste ricerche, e la società deve aprire una conversazione robusta e profonda che non parte da posizioni dogmatiche, ma che parte da un onesto e aperto confronto per trovare le risposte giuste.

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